Nel nuovo videopodcast Il Fienile, ideato dall’ex governatore del Veneto Luca Zaia e prodotto con la media company Shado di H-Farm a Roncade, Federica Pellegrini si racconta senza filtri. La storia della sua famiglia comincia in uno dei bar più celebri al mondo. Il padre Roberto lavorava al Caffè Florian di Venezia, dall’altra parte di Piazza San Marco rispetto al negozio di vetro di Murano dove la madre Cinzia, di origini muranesi, trascorreva le sue giornate di lavoro. Un giorno Cinzia entra nel Caffè, sta poco bene e chiede una camomilla. Gesto semplice, esito straordinario: Roberto torna a casa e dice alla nonna di aver trovato la donna della sua vita. Da quella tazza di camomilla è nata una famiglia, e da quella famiglia è nata una delle sportive più medagliate d’Italia.
Ma il padre Roberto Pellegrini non si è fermato al bancone del Florian. Anni dopo ha voluto mettersi in proprio aprendo un locale tutto suo. Nasce così il Tacco Undici, un bar a Spinea gestito insieme alla moglie e al figlio Alessandro. Il nome è un omaggio bizzarro e affettuoso ai due figli: la somma dei loro voti di maturità, con Alessandro che, come racconta Federica ridendo, «ci ha fatto sudare tutti» per strappare il diploma alberghiero. Il locale è diventato nel tempo un punto di riferimento per Spinea, un posto dove la gente tornava volentieri dopo il lavoro e dove si era creata, dice Federica, «una specie di famiglia, una comunità molto bella». Ha chiuso nel 2018, quando il padre è andato in pensione, lasciando «un grande vuoto in città», ricorda la campionessa.

Il fratello minore Alessandro, che non ha ereditato l’agonismo della sorella, ma il talento per l’ospitalità dal padre, questo sì, nel frattempo decide di partire per Londra per fare gavetta sul serio, scegliendo una traiettoria tutta sua. Non competitivo per natura – «o ce l’hai o non ce l’hai», dice Federica – ha compensato con una dedizione al lavoro che la sorella descrive come formidabile. Ed è questa attitudine che lo fa arrivare al The Connaught Bar, dove ci starà tre anni, e successivamente al Baglioni, sempre a Londra, prima di tornare in terra veneta: oggi è senior bartender al St. Regis di Venezia, uno degli indirizzi di lusso più esclusivi della città. Una storia parallela a quella della sorella, meno mediatica ma non meno solida, che racconta bene come in casa Pellegrini il talento non sia mai mancato, qualunque fosse la strada scelta.

C’è però un capitolo in cui il cibo smette di essere convivialità o mestiere e diventa qualcosa di molto più complicato e doloroso. A 16 anni, appena tornata dalle Olimpiadi di Atene 2004 con un argento al collo, Federica si trasferisce da sola a Milano per continuare ad allenarsi. Si ritrova nel pieno dell’adolescenza, lontana dalla famiglia, in un corpo che sta cambiando, esposta h24 in costume sotto lo sguardo di allenatori, giornalisti e telecamere. «Mi sentivo fragile, cosa che non sono mai stata», ammette durante il podcast.
In quel contesto iniziano gli attacchi di fame nervosa, dolce e salato indifferentemente, seguiti dal senso di colpa e dal vomito autoindotto. «Nella mia testa era tutto molto logico», racconta al Fienile con una franchezza disarmante. «Mangiavo tanto, poi rimandavo tutto e così pensavo di poter mantenere una struttura d’atleta. In realtà non era così, perché quello che ho imparato in tanti anni è che se non sei sereno non nuoti, non produci».
La svolta arriva quando decide di affidarsi a una psicologa, una figura che non abbandonerà per tutta la durata della carriera. Il suo allenatore Alberto Castagnetti – morto nel 2009 a soli 66 anni, appena due mesi dopo aver portato Federica a conquistare due ori ai Mondiali di Roma – la riporta nel frattempo a Verona, più vicino a casa, dandole la stabilità necessaria per uscire dal tunnel. Il consiglio che oggi dà a chi si trova in una situazione simile è diretto: alzare la mano e chiedere aiuto a un professionista, senza aspettare che passi da solo. Quanto alla dieta da atleta agonistica, Pellegrini ha sempre seguito una filosofia personale e deliberatamente controcorrente: nessun nutrizionista fisso, nessuna grammatura. «Se volevo mangiarmi un tiramisù, mangiavo il tiramisù. E se volevo bere un calice di cvino, lo bevevo». I risultati, 181 medaglie, cinque Olimpiadi e un record del mondo, effettivamente le hanno dato ragione.
Il legame con la città lagunare attraversa tutta la vita di Federica Pellegrini, dentro e fuori dalla vasca (e Zaia durante il podcast ne è visibilmente compiaciuto!). Nel 2022 si è sposata a Venezia con Matteo Giunta, suo allenatore durante gli ultimi anni di carriera agonistica, nella chiesa di San Zaccaria, dove sono entrati quasi per caso la mattina dopo la proposta di matrimonio ricevuta all’Hotel Danieli. Ed è sempre Venezia il centro del sogno più ambizioso che emerge sul finale della puntata: candidare Venezia e provincia alle Olimpiadi estive del 2040. Zaia propone, Pellegrini accetta senza esitare il ruolo di ambasciatrice. E l’impegno, preso davanti alle telecamere del Fienile, è sintetizzato in una parola sola: «Fatto.»
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