Nel Campionato mondiale di pesto al mortaio 2026 vince la tradizione: ad aggiudicarsi il pestello cerchiato d’oro in questa XI edizione è Carla Pensa, una signora di 85 anni, genovese di Neirone, paese sulla prima collina alle spalle della Zena, “besagnina” (fruttivendola) in pensione che ha imparato a fare la tipica salsa ligure da madre e nonna. È stata lei a vincere la super finale che si è tenuta domenica 22 marzo – come sempre dal 2007 – nel Palazzo Ducale di Genova, in un Salone del Maggior Consiglio pieno di curiosi e appassionati di pesto, genovesi e del resto del mondo. Gli altri finalisti: Francesca Grasso, Alberto Imparato, Alfio Baudino, Riccardo Bizzarri, Renata Merlo, Giovanni Baghino, Roberto Mercati, Alberto Ghezzi, Nadia Gherardelli.

Gesti lenti ma precisi, senza ansie e incertezze, di chi ha da sempre fatto e visto fare il pesto. Tra le mani mature e nodose di Carla Pensa gli ingredienti canonici della tradizionale salsa ligure in poco più di mezz’ora sono diventati un verde capolavoro di bontà, dal gusto sapido e deciso come si addice alla «salsa più diffusa al mondo per condire la pasta dopo quella di pomodoro» sorride Roberto Panizza, papà e anima del Campionato. Il segreto della neo-campionessa: «pestare prima l’aglio e i pinoli con un pizzico di sale, poi… tanta esperienza» dice con commozione contenuta.

Sul tavolo di lavoro i concorrenti hanno trovato i 7 ingredienti canonici della tipica ricetta del pesto, tutti forniti dall’organizzazione del Campionato: basilico genovese Dop, olio extravergine d’oliva Riviera Ligure Dop, parmigiano reggiano Dop, pecorino fiore sardo Dop, sale marino delle saline di Trapani, aglio di Vessalico, pinoli mediterranei. Mortaio di marmo e pestello di legno messi a disposizione dallo staff del Campionato o portati dai concorrenti.

“Peppone” Calabrese durante il Campionato mondiale del pesto al mortaio
Accanto a Roberto Panizza, ideatore, organizzatore (in collaborazione con la Camera di Commercio di Genova) e direttore della manifestazione, nonché titolare di diverse realtà genovesi del food (i ristoranti Il Genovese, l’azienda Pesto Rossi e gli omonimi negozi di specialità alimentari, l’e-commerce Palatifini.it), ha guidato il Campionato mondiale 2026 Giuseppe “Peppone” Calabrese, ristoratore (titolare del bistrot Cibò a Potenza) e noto volto televisivo, conduttore dei programmi di RAI1 Linea Verde e Camper, il talent di questa edizione dell’evento.

I 100 concorrenti in lizza – i vincitori delle 28 gare eliminatorie disputate in giro per il mondo e i primi della lista di iscrizione al Campionato in ordine di tempo – provenivano da ogni parte del pianeta: Paesi di quasi tutta Europa, Malta compresa, Usa, Giappone, Sudafrica, Gambia…
La più giovane partecipante Gaia Amantini, di 22 anni, genovese di Ne. La più anziana sarebbe stata Maria Carbone, classe 1934, “zeneise” di Davagna, nell’alta Val Bisagno, veterana del Campionato, che la mattina del 22 ha avuto un malore cedendo il posto – e il titolo della più agée – a Carla Pensa.
Il concorrente che ha dovuto macinare più chilometri (12.600), e ha ricevuto la tradizionale targa dell’Associazione Culturale “A Compagna”, è Craig Stanley Wales, 72enne originario delle Hawaii, che sul pesto ci ha anche scritto un libro. Il concorrente “casa e bottega” è Andrea Serra, che abita a piazza Dante, a soli 200 metri dal Palazzo Ducale, e da poco è stato nominato Ambasciatore della Cucina Italiana nel Mondo.

Foto di Carlo Alberto Alessi
I 100 concorrenti, divisi in batterie da 10, sono stati valutati da una giuria formata da 10 commissioni per un totale di 37 degustatori tra chef, esperti di cucina, giornalisti, opinion leader, vincitori delle precedenti edizioni del Campionato mondiale. Ciascuna commissione era composta da almeno 3 assaggiatori. Cinque i parametri di valutazione: manualità, aspetto e colore del pesto, finezza della macinatura, consistenza, gusto ed equilibrio degli ingredienti. Tempo di preparazione: 40 minuti. Dalla gara semifinale che si è disputata la mattina di domenica 22 è uscita la rosa dei 10 finalisti, tutti bravissimi, che nel pomeriggio si sono contesi la vittoria a colpi di mortaio e pestello in una finalissima scoppiettante.
In apertura: Carla Pensa tra Roberto Panizza e la sindaca Silvia Salis (foto di Carlo Alberto Alessi)
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