Serate romane

Nella piazza più sottovalutata di Roma oggi si mangia e si beve bene

Piazza Vittorio è diventata uno dei luoghi più vivi dell'estate romana: cinema all'aperto, vini naturali, chioschi, dj set e una comunità che ogni sera riempie i giardini sotto gli alberi monumentali

  • 11 Luglio, 2026
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Piazza Vittorio Emanuele II, che tutti chiamano solo Piazza Vittorio, è bellissima. Da qualche anno è stata riqualificata e non è più possibile ignorarla come quando, per esempio, era sommersa dai banchi del mercato rionale (ora nell’ex Caserma Pepe e nell’ex Centrale del Latte di Roma) o dopo, quando era terra di nessuno. Si trova all’Esquilino, un quartiere di Roma che oggi racconta l’anima multiculturale oltre che multietnica della città, è un coacervo di idiomi e accenti, tratti somatici, musiche e abiti tipici, culti e ovviamente cibi e aromi; custodisce infiniti tesori per chi sa guardarli e una vocazione artistica che ne fa residenza scelta da scrittori, registi, intellettuali, attori.

Piazza Vittorio è cambiata

Se passi al mattino capita di vedere gruppi che si muovono lenti e concentrati: praticano tai chi chuan, nel pomeriggio qualcuno gioca a ping pong, le panchine sono spesso occupate e – credeteci – non è più una cosa comune. È una piazza accesa, che vive delle persone più varie: trovi famiglie giovani con i passeggini, un tipo con una bicicletta a fare trick, bipedi e quadrupedi a passeggio insieme a un passo dalla colonia felina, studenti e anziani, gente diversa, anche persone marginalizzate a cui gli alberi altissimi offrono riparo dal caldo feroce. Gli alberi sono una delle cose più belle di questa piazza, nonostante recenti potature massicce: i giardini Nicola Calipari (conforta il ricordo all’agente segreto che liberò Giuliana Sgrena) sono un orto botanico in miniatura con alberi monumentali, ci sono varietà arboree di tutto il mondo, palme, magnolie, platani, c’è anche un piccolo roseto. Ci sono resti romani e diverse fontane e poi c’è la Porta Magica, che rimanda a miti alchemici, con simboli esoterici e richiami alla cabala. Pare fosse una delle porte di una villa secentesca demolita alla costruzione del quartiere.

Paolo Sarpi Dove mangiare - Capodanno Cinese||||||||||||||paolo sarpi dove mangiare capodanno cinese

Questo eclettismo ha una sua armonia felice e una coerenza in questo angolo di mondo a un passo dalla Stazione Termini, un posto in cui il Capodanno Cinese è vissuto con una festa di piazza che smuove mezza città e che a settembre si anima di un festival chiamato Multi, che dà voce proprio al patrimonio di comunità internazionale e che insistono sulla città (curato, tra gli altri, dallo scrittore Nicola Lagioia, anche lui abitante del quartiere). Una premessa lunga, forse, per spiegare la magia di un posto che potrebbe a buon titolo essere raccontato come un compendio tangibile del mondo intero, e non è un caso che questo luogo abbia ispirato tante opere artistiche e persino dato vita all’orchestra omonima, progetto musicale multietnico.

Il Chiosco Vittorio e il cinema all’aperto

Da tantissimi anni l’estate a Piazza Vittorio si traduce in cinema all’aperto: ci sono i film della stagione passata e le rassegne, gli incontro con i registi e con gli attori, nel lato verso via dello Statuto (dove c’è il bar omonimo che a dispetto delle apparenze serve anche una buona pizza tonda) dove è montato lo schermo. Ma la piazza è talmente grande e gli alberi talmente alti da ospitare senza troppi conflitti sonori anche una postazione che serve vini (naturali) qualche piatto d’accompagno e pure un po’ di musica, tutto intorno a un piccolo gazebo verde, Chiosco Vittorio, una struttura temporanea nata dal team che gestisce il Pastificio San Lorenzo (nel quartiere limitrofo all’Esquilino) il Vinificio e Forno Ritorno a Testaccio (un pane nella guida Panifici d’Italia 2027 del Gambero Rosso). Tutti rioni dall’anima popolare e vivace, tutti posti dove il gruppo punta su una proposta che parla un linguaggio fresco e contemporaneo, vini naturali, sfizi e piatti che – pur con le dovute differenze – rispondono all’indole contemporanea delle insegne. Si tratta di piatti giusti, con qualche spunto di originalità che mantiene viva l’attenzione, ma senza mai strafare.

Vino naturale, pizza e dj set sotto gli alberi

E quando qualche stagione fa hanno deciso di aprire un corner estivo, sono approdati in questa piazza e hanno modulato l’offerta partendo proprio dal vino: naturale, sempre, capace di offrire una bevuta adeguata al contesto, alle sere che possono essere dolci, ai tramonti regalano scenari da favola tra le palme e gli edifici umbertini tutto intorno. A quell’atmosfera rilassata e friccicarella che si vive qui. Sono tornati dopo un incendio che lo scorso anno ne ha bloccato l’attività ma che ha anche contribuito a consolidare l’affetto e il sostegno di una comunità cresciuta intorno a loro. La trovi nei tavolini nella piazza, con un pet nat e un pezzo di pizza scrocchiarella del forno di casa, un pan y tomate e un macerato, o un crostone, un hot dog o una parrmigiana di melanzane. La musica non manca mai con dj set a rotazione (il giovedì c’è sempre la cura di Edicola Disco), le iniziative speciali neanche: ci sono collaborazioni con vignaioli e chef, ristoranti ospiti (il martedì cè Mun sushi bar per il Gyiza Tuesday) e iniziative in cui la cucina incontra il design e la cultura urbana.

Gli altri locali sulla piazza

Non è l’unico spazio in cui sedersi in piazza, perché sul lato opposto allo schermo del cinema, c’è un altro chiosco graziosissimo, aperto tutto l’anno: si chiama Horti Magici ed è nato come spin off del caffè Gatsby, che sta sotto i portici della piazza, sul lato verso via Merulana e il forno Roscioli Esquilino. Aperto dalla mattina fin verso la mezzanotte, è caffetteria e bistrot in cui trovare, anche qui, caffè e merende, vini naturali e qualche drink, una piccola gastronomia dolce e salata e un programma che passa dai concerti jazz alle presentazioni di libri, dai dj set agli incontri con autori e non solo. C’è ancora un altro chiosco, stavolta appena fuori dal recinto dei giardini, sul marciapiede che affaccia verso Gatsby, l’enoteca Quartino: ospita una gelateria (corner del Gelato San Lorenzo, due coni nella guida Gelatiere d’Italia 2027 del Gambero Rosso), indispensabile per rinfrescare le serate estive.

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