Non ha mai chiesto il permesso. Si è presa un posto sui banconi dei forni e da lì non si è più mossa. Del resto, solo a Roma poteva nascere un cibo simile: la pizza con i gamberetti. Uno di quei misteri gastronomici di cui non si verrà mai a capo: fredda, base appena sporcata di rosso, maionese, qualche foglia di lattuga e gamberetti freddi. Nelle tavole calde c’è tutto l’anno ma con l’arrivo dell’estate si piazza sempre più al centro del bancone. Eccessiva, sgraziata, pacchiana ma soprattutto strafottente: la pizza con i gamberetti non ha paura di essere giudicata. Chi la mangia, forse, un po’ sì. Ma in fondo d’estate tutto è concesso.

Non è materia gourmet, e nemmeno una vera pizza da pizzeria: è figlia del forno, delle rosticcerie, un pezzo di gastronomia balneare. Strana? Sì. Buona? Pure. Almeno per chi è cresciuto trascorrendo le estati sul litorale. Sedie in plastica bianche, gonfiabili colorati appesi ai negozi, edicolanti con i ventilatori accesi, gruppi di ragazzi seduti ai tavolini con i vassoi colmi di quadrati croccanti. La carta unta, i supplì afflosciati dall’afa, la Coca Cola sgasata… e quei gamberetti piccoli, lucidi, sporchi di maionese. Freddi e scivolosi, sormontano fieri la montagna di pizza. Qualcuno precipita, due dita sporche lo risollevano, si continua a mangiare come nulla fosse. La pizza con i gamberetti non conosce bon ton.
Non sono molti quelli che hanno sentito il bisogno di rivisitarla. Mercurio, pizzeria che a Pomezia, in provincia di Roma, fa una buona tonda romana, l’ha proposta così com’è, con lattuga e gamberi (ma di alta qualità). Anche Pizza Giulia al mercato di Casal De’ Pazzi non ha resistito e l’ha messa in bancone. Ma reinterpretarla? Quello no, non serve. Una creazione che sembra arrivare direttamente dalle tavole calde anni ’80 (erano i tempi del mitico cocktail di gamberi!), e che non è mai cambiata.
L’unica pizza che riesce a essere sempre uguale, ovunque la si mangi. Base bassa, bordi croccantissimi, leggermente bruciacchiati. Il pomodoro unto e mal distribuito, le foglie di iceberg cadenti, la maionese ormai opaca. E quella nonchalance con cui anche il più raffinato dei palati alla fine cede alla tentazione, un boccone dopo l’altro, senza porsi troppe domande. Mentre il resto d’Italia litiga sull’ananas, i romani mangiano i gamberetti sulla pizza come fosse l’abbinamento più ordinario del mondo.

La granita al caffè piace a tutti. Il maritozzo conquista chiunque. La pizza fredda, invece, è un’altra storia. È il vero banco di prova della romanità. Oleosa, grassa, difficile da maneggiare, impossibile da mandare giù senza sporcarsi mani e bocca. Alleata delle giornate in spiaggia, amica fidata degli studenti affamati all’uscita di scuola, compagna di pranzi in comitiva a pochi euro. Non cambia mai, non stupisce né delude. Non crea false aspettative, la pizza coi gamberetti.
Forse per questo non si è mai sentito il bisogno di giustificarla. Si prende, si mangia, non si commenta. Non si rivisita, non si destruttura, non si fotografa. Non cerca approvazione e non rincorre le mode. Aspetta soltanto che qualcuno, passando, la indichi senza vergogna: «Scelgo lei».
Niente da mostrare
Reset© Gambero Rosso SPA 2026 – Tutti i diritti riservati
P.lva 06051141007
Codice SDI: RWB54P8
registrazione n. 94/2021 Tribunale di Roma
Modifica preferenze privacy
Privacy: Responsabile della Protezione dei dati personali – Gambero Rosso S.p.A. – via Ottavio Gasparri 13/17 – 00152, Roma, email: [email protected]
Resta aggiornato sulle novità del mondo dell’enogastronomia! Iscriviti alle newsletter di Gambero Rosso.
Made with love by
Programmatic Advertising Ltd
© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.
Made with love by Programmatic Advertising Ltd