Importante operazione anti-contraffazione nel settore vitivinicolo in Puglia, da parte di Icqrf e Carabinieri forestali. In uno stabilimento della provincia di Lecce, è stata sequestrata merce per una stima complessiva che supera 1,5 milioni di euro. Si tratta di circa 150mila litri di vino sfuso (1.500 quintali) che, però, era stato etichettato come Primitivo Salento Igp e Primitivo Puglia Igp, le due indicazioni geografiche più diffuse della regione.
L’intervento congiunto degli uffici territoriali di Puglia e Basilicata per Icqrf e dei militari forestali si inserisce nella campagna dei controlli prevista per la vendemmia 2025, attualmente in corso. Ed è stato eseguito durante un sopralluogo mirato, con la scoperta di violazioni ai disciplinari di produzione. Il vino è stato ritenuto non conforme alle regole che tutelano le denominazioni d’origine.
Per il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, l’intervento anti-frode conferma l’efficacia del sistema di tutela del Made in Italy messo in campo da Governo e Masaf. «Difendere le nostre eccellenze – ha dichiarato il ministro – significa salvaguardare le imprese oneste e rafforzare la trasparenza delle nostre filiere agroalimentari». Il ministero ha reso noto che le verifiche sui territori proseguiranno per tutto il periodo autunnale.

Intanto, la vendemmia delle uve di Primitivo è partita a fine agosto, con quantità in aumento del 20%, secondo le stime di Coldiretti Puglia, con un meteo che ha favorito una qualità «eccellente» per questo vino molto apprezzato, a partire dalla grande distribuzione. «Il successo del Primitivo è il risultato di un mix vincente di fattori – afferma in una nota Pietro Piccioni, direttore Coldiretti Puglia – che partono dalle potenzialità del terroir e delle varietà autoctone, passando per le capacità imprenditoriali dei vitivinicoltori pugliesi, alla lungimiranza della politica regionale che negli ultimi 10 anni ha indirizzato risorse importanti sugli investimenti in tecnologia e sulla promozione». Per Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia, in un momento delicato con la vendemmia in corso c’è «grande preoccupazione per i prezzi bassi delle uve, col meteo che ha inciso sui costi di produzione, dall’acqua alle strategie di protezione delle uve dagli eventi avversi, con un aggravio notevole a carico dei produttori, mentre si spaccia per Primitivo quello che è tutt’altro».
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