In auto sono meno di mille chilometri, in volo, da Linate a Parigi, basta un’ora e mezzo per far atterrare l’aereo. In effetti a pensarci bene, Piacenza e Ambonnay non sono così distanti. Di sicuro sono due città molto vicine per Alessandro Perini e Nicolas Secondé, amici, entrambi enologi che, in nome del loro rapporto, professionale e privato, hanno dato vita a Maison Perondé, azienda metà italiana, metà francese, basata ad Ambonnay, il cui nome è frutto dell’acronimo dei due cognomi e sta per far uscire sul mercato il primo Champagne italo-francese. “Con vigne e cantina ad Ambonnay ormai faccio il pendolare fra Piacenza e Champagne” scherza Perini, enologo e direttore dell’azienda Romagnoli di Villò poco distante da Piacenza, che si è distinta negli anni proprio grazie a delle cuvée di Metodo Classico, ottenute da uve Pinot Noir e Chardonnay (Il Pigro Dosaggio Zero da tre anni consecutivi ottiene i Tre Bicchieri).

Col sorriso sulle labbra e con gli occhi carichi di gioia aggiunge: «È un’emozione pazzesca raccogliere e pigiare uve in Champagne, credo sia il sogno di moltissimi enologi, ma grazie all’amicizia con Nicolas l’ho trasformato in realtà imparando anche moltissimi dettagli, ad esempio nella fase di pressatura, che mi hanno aiutato a capire meglio anche la vendemmia nella mia terra d’origine. È una gioia infinita scoprire ogni giorno come i dettagli, uniti alla sensibilità, facciano la differenza. Ed è proprio vero un altro concetto assoluto: il vino unisce le persone ed abbatte muri e distanze. Sono orgoglioso di avere un amico come Nicolas che mi ha aperto la sua casa condividendo i suoi saperi».
Dopo diversi anni di lavoro in silenzio la Maison Perondé si presenta al pubblico con la prima etichetta, ma nel progetto ci sono già altre due cuvée di prossima uscita. Il primo nome scelto è Anna Giulia, primogenita di Perini, ma anche gli altri due nomi sono già stati decisi: Emilia Maria, secondogenita di Perini e Eve Angeline, figlia di Secondé. Anche qui una coincidenza che unisce i due: entrambi hanno deciso di dare alle figlie due nomi e così la scelta dei nomi dei vini è stata naturale. Gli Champagne provengono da una vigna della famiglia di Secondé nel cuore della mezzaluna situata nell’area delle Montagne di Reims. Ambonnay è senza dubbio un luogo dove la Champagne mostra uno dei suoi volti migliori.
Le colline sono dolci, i filari seguono la luce, il gesso – chiamato craie – è una roccia friabile e farinosa fondamentale per l’eleganza, che qui non manca mai, mentre le conchiglie affiorano dalla terra a testimonianza del sapore che troviamo nel bicchiere: è qui che la famiglia Secondé produce Champagne dal 1983. «Ho invitato Alessandro a casa ormai quattro anni addietro – dice Nicolas – e stappando bottiglie e passeggiando lungo i filari ha preso forma, chiacchierata dopo chiacchierata, il progetto che inizialmente era solo un insieme di parole, ma raccogliendo fianco a fianco l’uva e pressandola è diventato una realtà concreta che abbiamo voluto dedicare alle nostre famiglie»
La produzione iniziale è di poche migliaia di bottiglie, ma il progetto è di crescere negli anni pur rimanendo una piccola bottega artigiana di vini di qualità con lunghi affinamenti. «Il nostro motto in tutte le giornate di campagna è “Radici di un sogno di vitae”, ovvero la vita dedicata alla vigna e alle sue radici perché è l’apparato radicale, che sostiene e nutre ogni pianta, l’elemento più importante da accudire puntualmente – racconta la coppia italo-francese di enologi che aggiunge: Il nostro Champagne è il tramite alchemico che vuole rivelare emozione e bellezza, ovvero in sintesi la cultura che solo un prodotto figlio della terra dal carattere inconfondibile sa generare. Ogni dettaglio è affrontato seguendo due elementi cardine: il rispetto per la natura e il tempo necessario per raggiungere l’equilibrio perfetto valorizzando le differenze e le unicità. I nostri Champagne nascono da questo intreccio di esperienze e portano nel calice la forza di Ambonnay, la sua energia e la sua innata finezza, ma anche il rispetto per il consumatore».
La Cuvée Anna Giulia è un Premier Cru, Extra-Brut come dosaggio di zuccheri, ottenuto da Chardonnay per l’85% e saldo di Pinot Nero, che nasce esclusivamente dal mosto fiore e sviluppa la fermentazione malolattica in barriques di secondo passaggio. Il millesimo di base è il 2021, ma sono presenti vini di riserva per almeno il 30%. L’affinamento dura minimo 30 mesi in catasta e successivamente devono passare altri 6 mesi dopo il dégorgement prima di essere messo in commercio. «Abbiamo cercato di unire l’espressione più autentica del terroir transalpino allo stile elegante e preciso che ci accomuna. I nostri vini hanno come caratteristica principale la finezza, ma soprattutto hanno l’obiettivo di essere consumati in condivisione ed amicizia da tutti coloro che il vino lo amano e rispettano».
Il nostro assaggio va d’accordo con ciò che dicono i produttori: floreale e dai sentori di frutta a pasta bianca al naso, non manca un bel tocco agrumato che anticipa un sorso davvero fine, scorrevole, con la carbonica perfettamente dosata e una bella sensazione fresca che spinge il sorso in un finale lungo, profondo, pulitissimo. Anna Giulia sarà in commercio in Italia a partire dal 20 Novembre, ma nel frattempo Perini è di nuovo in Champagne. Il progetto è solo all’inizio e le altre Cuvée stanno già vivendo la loro presa di spuma, bisogna solo capire quando saranno sboccate.
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