Addio

È morto Luigi Barberani, l'Umbria del vino perde uno dei grandi produttori orvietani

Con la moglie Giovanna e i figli Bernardo e Niccolò gestiva una delle più belle realtà umbre. I suoi Orvieto, caratterizzati dalla Muffa Nobile, rappresentano una perfetta espressione del grande territorio bianchista della regione

  • 22 Ottobre, 2025
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È morto Luigi Barberani, uno dei grandi imprenditori vitivinicoli dell’Umbria. Era figlio di Vittorio Barberani che fondò l’azienda nel 1961 e da subito volle creare un forte legame con il territorio orvietano. Luigi ha portato avanti l’azienda con sua moglie Giovanna, per poi lasciarla ai figli Bernardo e Niccolò, che la guidano ormai da anni rispettando e portando avanti i valori che da sempre l’hanno caratterizzata.

Il pioniere del biologico e della Muffa Nobile

Luigi, seguendo le orme del padre, ha sempre creduto nella valorizzazione del territorio e nel creare un’azienda sostenibile e fortemente rispettosa della natura circostante. La certificazione biologica, da lui fortemente voluta, arriva in tempi non sospetti, ma soprattutto a lui si deve l’aver creduto con convinzione alla Muffa Nobile come una delle massime espressioni dell’orvietano.

Nel 1991 esce il primo Calcaia, l’Orvieto Classico Classico Superiore le cui uve sono attaccate dalla Botrite, grazie al microclima unico del territorio. Fu proprio il Calcaia 2010 a conquistare non solo i Tre Bicchieri ma il Premio Speciale come Vino Dolce dell’Anno. Un riconoscimento che premiò la tenacia e la passione di Luigi e della sua famiglia. Ma le innovazioni portate avanti da Luigi non si fermano di certo qui. Nel 1988, ad esempio, selezionò e impiantò viti di Pinot Nero, con l’obiettivo di creare un grande vino figlio del nobile vitigno borgognone in terra umbra. Nel 2006, quasi vent’anni fa, si studiò per ridurre al massimo l’uso dei solfiti e ciò porto alla creazione del ViNoSo, vino Igt Umbria senza solfiti aggiunti.

Quel vino (strepitoso) dedicato proprio ai genitori

Ora l’azienda è guidata da Bernardo, che segue la parte commerciale e di marketing, e Niccolò, enologo, alla direzione tecnica. I due fratelli portano avanti la cantina secondo gli insegnamenti del padre e non è un caso che nel 2011, per celebrare il cinquantesimo anniversario dalla fondazione, decisero di mettere sul mercato una nuova etichetta, dedicata proprio ai genitori. Anche in questo caso si parla di un Orvieto Classico Superiore, il Luigi e Giovanna, ed anche in questo caso la Muffa Nobile è assoluta protagonista. Però il vino non è dolce come il Calcaia ma secco, esce a quattro anni dalla vendemmia ed è ascrivibile senza dubbio tra i grandi vini bianchi italiani.

Il millesimo 2011 conquistò subito i Tre Bicchieri, così come la 2022, appena premiata nell’edizione 2026 presentata poco più di una settimana fa. Oggi come allora un premio che va non solo al vino, ma alla visione e alla lungimiranza di Luigi, visione trasmessa alla perfezione ai figli. A Bernardo e Niccolò e alla Signora Giovanna vanno le nostre più sentite condoglianze.

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