Chef

Paolo Casagrande: lo chef italiano del Lasarte che ha portato Tre Stelle a Barcellona

Non puoi parlare di Paolo Casagrande senza pensare a Martin Berasategui, il maestro basco che gli ha aperto le porte del suo impero della ristorazione. Ma prima ancora quelle della sua cucina, e del suo cuore, tanto che ormai si capiscono al volo. E in Spagna Paolo รจ cresciuto, da San Sebastian a Tenerife, fino al Lasarte di Barcellona. Ecco perchรฉ ha conquistato le Tre Stelle.

  • 05 Dicembre, 2016
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Tempi duri per gli ispettori della Michelin. Al centro di una polemica che periodicamente torna a puntare il dito sulle contraddizioni di un sistema che nulla ha da invidiare a un culto misterico, la Rossa continua a dispensare stelle in giro per il mondo (e lo fa da piรน di un secolo), determinando le sorti della ristorazione mondiale. Certo รจ che oltre lโ€™analisi cinica e distaccata di chi le storture di quel business premiale le giudica dallโ€™esterno, i diretti interessati, gli chef, sembrano ancora tenerci molto a quel riconoscimento, spesso ambito dallโ€™inizio della carriera. E solo uno di loro, uno di quelli che in cucina cโ€™รจ entrato a 15 anni e non lโ€™ha piรน lasciata, pronto a inseguire il sogno tra i migliori ristoranti del mondo, puรฒ descrivere lโ€™emozione per quel traguardo. Il piรน atteso e affascinante di tutti. Di piรน, chi meglio puรฒ testimoniarla se non uno chef che in carriera ha giร  sperimentato la soddisfazione di raggiungere la prima stella e pure di ripetere lโ€™impresa in un secondo ristorante, alzando la posta in gioco per conquistare la terza?

Paolo Casagrande e Martin Berasategui

Un italiano alla corte di Berasategui

Lui si chiama Paolo Casagrande, classe 1979 e viene da Susegana, Veneto. E oggi lavora a Barcellona, alla guida del neotristellato Lasarte, dellโ€™Hotel Monument di Barcellona. Se la terza stella รจ arrivata per la prima volta nella storia della Michelin a premiare unโ€™insegna della capitale catalana, molto del merito รจ suo. Oltre che di Martin Berasategui, maestro, mentore e compagno dโ€™avventure da 13 anni, da quando Paolo incrociava sul suo cammino uno dei piรน grandi talenti dellโ€™alta cucina spagnola, da quella finestra sul verde dei Paesi Baschi che lโ€™ha conquistato da subito, cambiando il corso degli anni a venire.

Lโ€™ironia della sorte, insomma, vuole che un italiano, allievo di uno chef basco, sia riuscito nellโ€™impresa di regalare a Barcellona le Tre Stelle; ma il paradosso si scioglie dopo pochi minuti di chiacchierata con Paolo โ€“ lโ€™accento ormai marcatamente spagnolo โ€“ che nella cittร  catalana si sente un poโ€™ come a casa sua, โ€œe poi รจ come stare a Milano, in meno di due ore dโ€™aereo sono dalla mia famigliaโ€. Eppure la voglia di tornare in Italia ci sarebbe, ma solo per lโ€™orgoglio di fare bene il proprio lavoro tra le โ€œmura di casaโ€. Mentre non cโ€™รจ nostalgia – nรฉ rimpianto per aver scelto la via internazionale subito dopo lโ€™alberghiero – nelle sue parole, che raccontano la voglia di imparare e non accontentarsi mai, sin dalle prime esperienze, prima a Londra, poi a Parigi con Alain Soliveres, fino alla Spagna di Berasategui.

Dโ€™altro canto รจ curioso come in Italia si finisca per acclamare lโ€™eccellenza made in Italy nel mondo solo quando รจ qualcun altro a farci notare lโ€™evidenza. Cosรฌ รจ successo a Paolo, cosรฌ รจ per molti talenti italiani che sanno farsi valere in contesti internazionali senza troppo clamore. E numerosi sono quelli che approdano alla corte di Berasategui: โ€œIl maggior numero di richieste di stage e lavoro ci arrivano proprio dallโ€™Italiaโ€, conferma Paolo.

Lโ€™impresa Berasategui. Talento e luciditร 

Il motivo di questa ammirazione รจ presto detto: oltre a rappresentare una delle proposte gastronomiche piรน interessanti nel mondo, Berasategui รจ un perfetto esempio di chef imprenditore che sulla capacitร  di gestire la squadra e motivare i suoi ragazzi ha costruito un impero senza perdere colpi. Anzi perfezionando uno standard qualitativo che gli vale, oggi, ben 8 stelle: due sullโ€™isola di Tenerife e tre a testa per la casa madre alle porte di San Sebastian e il Lasarte di Barcellona. Un campione come pochi per la Michelin, ma pure per i suoi colleghi, che recentemente lโ€™hanno votato tra i migliori dieci chef del mondo. Un genio lucido, il suo, che gli ha permesso di perfezionare una formula in casa propria – a partire dallโ€™ereditร  di una famiglia di ristoratori โ€“ per poi replicare in contesti completamente diversi, come a Tenerife: โ€œSono stato sullโ€™isola per piรน di quattro anniโ€ ricorda Paolo che lโ€™insegna dellโ€™MBย lโ€™ha guidata fino a raggiungere la stella quando aveva meno di 30 anni โ€œVenivo dalla prova del ristorante basco, Martin mi diede fiducia. Ma non รจ stato facile: lavorare su unโ€™isola รจ complessoโ€ฆ Gestire i rapporti con i fornitori, reperire i prodotti, far fronte alle oscillazioni stagionali. Non a caso la nostra รจ stata la prima stella arrivata alle Canarieโ€.

La cucina del Lasarte

Il Lasarte dellโ€™hotel Monument

E pure a Barcellona la sfida รจ stata nuova, in comunione di intenti con la proprietร  dellโ€™hotel, che nel frattempo ha subito una profonda ristrutturazione per ripresentarsi in veste di 5 stelle gran lusso: โ€œSono al Monument da quattro anni e mezzo, al mio arrivo il Lasarte aveva giร  Due Stelle. Fu Martin a richiamarmi per raggiungere lโ€™obiettivo che si era prefissato: conquistare la terzaโ€. Nel frattempo, dopo il periodo a Tenerife, Paolo era tornato in Italia, per avviare la ristorazione del Casta Diva Resortย sul lago di Como: โ€œUna bella esperienza, le start up sono sempre difficili, ma danno grande soddisfazione. Perรฒ alla chiamata di Martin non ho saputo e voluto resistereโ€. E il tempo gli ha dato ragione: โ€œCi siamo impegnati molto, tutta la squadra. Quando la struttura ha chiuso per due anni per rinnovarsi, siamo riusciti a contenere i danni: il ristorante si รจ fermato solo per quattro mesi, per non vanificare un lavoro costante, senza mai abbassare la guardia. Io la vedo come una maratona, รจ il tempo a premiare gli sforziโ€. Oggi al Lasarte lavorano 18 persone in cucina, e una ventina in sala per gestire 40 coperti. Tutto viene prodotto in casa, dal pane alla pasticceria. E i piatti che arrivano in tavola sono studiati insieme a Martin, semmai ci fosse bisogno di sottolinearlo: โ€œPer me รจ come un fratello maggiore, ormai si pensa allo stesso modo, sulla stessa lunghezza dโ€™onda. E io sento di avere la doppia responsabilitร  di difendere il suo nome e fare bene qui per la cittร , e per me stessoโ€.

Gambero rosso della costa su fondale marino

Il menu. Tra Spagna e Italia

Chi siede al Lasarte troverร  in carta i signature dish del maestro, โ€œperchรฉ i clienti se li aspettanoโ€; ma al tempo stesso โ€œรจ importante offrire unโ€™esperienza unica, altrimenti che senso avrebbe venirci a trovare?โ€.ย Impresa favorita dai grandi prodotti del territorio e dal bagaglio di esperienze di Paolo, oltre che dalle sue origini: โ€œIn cucina mi piace utilizzare qualche prodotto italiano, molti li faccio arrivare direttamente dalla Penisola. E in carta troverete sempre un risotto, il mio imprinting. In fondo รจ come andare in bicicletta: sono lontano da molti anni, ma la propria cultura non si dimenticaโ€. Ora, per esempio, in menu cโ€™รจ un Risotto con ricci di mare, fasolari e agrumi.ย Ma un altro ingrediente che non puรฒ mancare รจ il gambero rosso della costa catalana: โ€œPescato e servito in giornata. A volte arriva in cucina che abbiamo giร  cominciato il servizio della cena: lo cuciniamo a vapore, per mantenerne il profumo e la freschezza, semplicemente adagiato sulla ricostruzione di un fondo marinoโ€. Magie da chef tristellato.

Rombo alla brace con frutti di mare e curry verde

Che alla passione per il proprio mestiere unisce una rigida formazione, ereditata dal suo maestro. Del resto essere geniali non basta, e il pragmatismo si rivela una dote essenziale per far fronte alle variabili che il lavoro di gestione dellโ€™impresa riserva ogni giorno. Quindi ben vengano genio e sregolatezza, ma รจ la visione dellโ€™insieme a regalare il risultato. Insieme al cuore: la storia di Berasategui racconta di una condivisione di valori che passa per la trasmissione di regole e sentimenti, perchรฉ in cucina le une non possono prescindere dagli altri.

E quando a Paolo chiedi qual รจ la forza di Martin, la risposta arriva senza esitazioni: โ€œLui sa circondarsi di persone pulite, semplici, sane. E a tutti trasmette la fiducia, la forza, la tranquillitร  di fare bene. รˆ dotato della capacitร  di scegliere le persone giuste, e con loro ha lโ€™umiltร  di crescere ogni giornoโ€. Ma cโ€™รจ di piรน, a ribadire il binomio tra istinto e pragmatismo: โ€œMartin รจ unโ€™anticonformista: mentre fa qualcosa, pensa giร  a come farla meglio la volta successiva. E allora un semplice rombo alla brace diventa una continua sperimentazione sul campo. Ma cโ€™รจ il tempo per azzardare, e il momento di concretizzare: lo chef รจ molto rigido su questo punto, ogni variazione deve essere registrata, cosรฌ da codificare un patrimonio di ricette da condividere, che sono alla base della nostra cucinaโ€. Perchรฉ lโ€™improvvisazione giova alla fase creativa, ma non al momento di servire in tavola e sorprendere il cliente.

Barcellona oggi. Una capitale gastronomica in crescita

Soprattutto perchรฉ la concorrenza รจ alta e ben preparata: โ€œSolo Passeig de Gracia, dove ci troviamo, allinea una serie di ristoranti dโ€™hotel di eccellenza inarrivabile, e nella partita ci sono Carmen Ruscalleda, Angel Leon, i fratelli Roca e tanti altri che oggi rendono fortissima la ristorazione dโ€™albergo a Barcellona. Noi siamo tra loroโ€. Ma piรน in generale, come conferma Paolo, oggi la capitale catalana รจ unโ€™importante meta di turismo gastronomico: โ€œLa cittร  รจ in crescita costante, e nonostante le dimensioni ridotte (circa un milione e mezzo di abitanti) ambisce a proiettarsi tra le grandi capitali del mondoโ€. Di pari passo aumenta la competenza nel settore ristorativo. Qualche esempio da segnalare? โ€œSul versante creativo la squadra di Disfrutar sta facendo un lavoro eccellente.โ€

Guardare al futuro

E in Italia, pensa mai di tornare? โ€œQuando sono arrivato in Spagna dovevo restare per un anno. Sono qui da 13, sono una persona molto attiva, mi piace viaggiare, anni fa il mio sogno erano gli Stati Uniti, oggi sono affascinato dal Giappone. Ma qui ho imparato a gestire unโ€™equipe, esprimermi in libertร , ho fatto molta strada. E ora so di avere due famiglie, sto bene.โ€ Nessun timore di adagiarsi sugli allori stellati? โ€œOra lโ€™obiettivo รจ mantenere gli standard, continuare ad avere sete di imparare. Mai mettere un tetto alla crescitaโ€ฆ Pensiamo alla quarta!โ€

Restaurant Lasarte all’Hotel Monument | Barcellona | carrer de Mallorca, 259 | www.restaurantlasarte.com

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