Prima le piogge primaverili, poi la siccità di inizio estate e i ritardi nella fioritura. Quello fornito dagli olivicoltori italiani è uno scenario piuttosto diversificato a seconda delle zone. Ecco cosa aspettarsi dalla nuova campagna olearia.
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Chi ha già iniziato, chi sta per partire, chi ancora attende speranzoso: in qualsiasi caso, settembre è il mese in cui iniziano a formarsi più chiaramente i prospetti per la nuova campagna olearia. Dopo l’annata difficoltosa del 2018/2019, quest’anno ci troviamo di fronte a una situazione eterogenea: il quadro che emerge dal racconto dei produttori è quello di una nazione frammentata, con produzioni interessanti in alcune aree e meno buone in altre.

Antonella Titone vicino a un ulivo della sua azienda

Sicilia occidentale: tempo di irrigare

Le notizie migliori arrivano dalla Sicilia. Nel Trapanese, Antonella Titone (azienda agricola Titone) comincia a prepararsi per raccogliere a fine settembre. Meno quantità, “specialmente di nocellara del Belice”, ma ottima qualità, “le olive sono sanissime e non c’è mosca”. L’estate è stata piuttosto secca, con qualche episodio di pioggia a fine agosto, “ora le temperature si aggirano attorno ai 25 gradi” e in azienda si continua a irrigare, “una tecnica che mettiamo in pratica da sempre: un po’ di acqua – con moderazione – è necessaria in questo periodo”.

Ulivi

Sicilia orientale: la prima molitura

Buone nuove anche dal fronte orientale: Tino Cavarra dell’azienda Terraliva di Buccheri ha già fatto la prima molitura, “resa bassa, ma alta qualità”. Un risultato ottenuto anche grazie le modifiche apportate al protoreattore del frantoio a cui si affida, una macchina per la gramolatura della pasta di olive in grado di ottimizzare i tempi e ridurre i costi, “diminuendo l’ossidazione e mantenendo tutte le caratteristiche organolettiche del prodotto”. Nonostante gli iniziali ritardi in fase di allegagione, le piante hanno ripreso il giusto ritmo grazie all’acqua degli ultimi tempi, “che ha favorito l’accelerazione della maturazione delle drupe”.

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Ulivi in collina

Salerno: gli ulivi, fra Nord e Sud

Meno rassicurante la situazione in Campania, perlomeno nel Salernitano. Qui, è Nicolangelo Marsicani a parlare: “Abbiamo avuto un maggio molto freddo, la mignolatura – la formazione delle infiorescenze – è iniziata con grande ritardo, soprattutto negli uliveti esposti a Nord”. Carico più che discreto sulle piante a Sud, mentre quelle a Nord hanno dovuto fronteggiare tre giorni di scirocco “proprio in fase di fioritura”. A salvarsi fra gli uliveti più in alto, la rotondella, “varietà locale rustica e resistente che solitamente anticipa la fioritura. In questo modo, è riuscita a compensare i tempi più lenti”.

Olive raccolte

Le temperature e i tempi d’attesa

Ora, “le olive devono ingrossarsi e soprattutto freddarsi”. Perché? “Ci sono circa 32°C, questo significa che i frutti arrivano in frantoio a una temperatura di 30 gradi. A queste condizioni, basta far passare due ore dalla raccolta per scatenare la fermentazione lattica: se molissimo ora, avremmo oli con sentori di verdura cotta, poco gradevoli”. Per Nicolangelo, sarà però presto tempo di molire le olive dei suoi clienti: “Seguiamo molte aziende, non possiamo rimandare ancora”. Le sue, invece, dovranno attendere almeno fino al 6/7 ottobre: “Attualmente, ne abbiamo poche: se molissi a breve, perderei gran parte del prodotto e dovrei alzare i prezzi”. Escludendo così una parte di mercato: “Non dobbiamo mai dimenticare che il nostro obiettivo è far acquistare l’olio al consumatore. Non possiamo permetterci di venderlo a prezzi eccessivi, a meno che non siamo sicuri di creare una vera eccellenza e non è certo questo il caso, non quest’anno”.

Olive in frantoio

Il Viterbese, la Toscana e i trattamenti

Altra regione, altra situazione disomogenea: “L’area di Canino ha pochissime olive, quella del lago un carico discreto, meglio invece la parte di Viterbo, Blera, Vetralla”, spiega Nicola Fazzi della Cooperativa Colli Etruschi. Nessun problema di mosca, “ora dobbiamo sperare nella pioggia”. Bassa la produzione anche in Toscana, specialmente nel Chianti, come raccontano dall’azienda Pruneti di Greve in Chianti, “la fioritura è avvenuta a giugno, nelle settimane di caldo, e le piante ne hanno risentito”. A soffrire di più è il moraiolo, “meglio il frantoio e il leccino”, ma ora bisogna monitorare di continuo: “Abbiamo poche olive, un attacco di mosca sarebbe disastroso. Il caldo ha aiutato a tenerla lontana, ma è tempo di fare trattamenti, biologici o convenzionali che siano”.

Olio appena franto

Sardegna, da Nuoro ad Alghero

Sottolinea l’importanza dei trattamenti anche Andrea Zedda di Su Molinu di Ottana, Nuoro, dove la mosca è presente, “e va combattuta fin dall’inizio”. La produzione è buona, le temperature ancora alte “ma noi irrighiamo sempre, per cui le piante non soffrono”, e l’annata promette bene, almeno per l’azienda: “Prevediamo di fare più o meno 10mila litri, il doppio rispetto alla scorsa stagione”. Meno rosea la produzione nel Campidano, “abbiamo dei clienti lì e le olive non sono molte”, mentre ad Alghero e Sassari, “le aree maggiormente olivetate dell’isola” tutto sembra procedere per il meglio.

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Ramo di ulivo

Dalla Puglia al Trentino: le differenze dell’Italia olivicola

Ancora al Sud, il pugliese Donato Conserva di Modugno, in provincia di Bari, è pronto a cominciare, “entro una ventina di giorni” e afferma che non ci sono problemi di siccità. Per l’azienda, si tratta di un’annata di scarica “per cui la produzione sarà comunque inferiore” ma tutto sommato nella media.

Rami di ulivi

Non si può dire lo stesso del Nord Italia, una delle zone maggiormente colpite: “La produzione è davvero scarsa, con qualche piccola eccezione”, spiega Massimo Fia, direttore di Agraria Riva del Garda in Trentino, “gli ulivi più in alto sono quelli che meglio hanno resistito anche agli attacchi di mosca, uno dei problemi del momento”. Tra un mese inizia la raccolta, i segni lasciati dal grande caldo di fine giugno, “che ha generato la cascola”, ovvero la caduta precoce dei frutti, si sentono, ma i produttori della zona non demordono: “Purtroppo, quando si ha la materia prima, non c’è molto da fare, ma cercheremo di tirare ancora un po’ avanti con l’olio dello scorso anno – ne avevamo in abbondanza – almeno finché possiamo”.

a cura di Michela Becchi

Per saperne di più:

Olio extravergine di oliva: glossario essenziale per conoscere l’oro verde

Oli d’Italia 2019 – pp. 491 – 13,90 euro – disponibile in libreria e online

LE AZIENDE

  • Agraria Riva del Garda – Riva del Garda (TN) – via San Nazzaro, 4 – www.agririva.it
  • Colli Etruschi – Blera (VT) – via degli Ulivi, 2 – www.collietruschi.it
  • Donato Conserva – Modugno (BA) – c.da Gravinella – www.oliomimi.com
  • Nicolangelo Marsicani – Morigerati (SA) – c.da Croceviale fraz. Sicilì – www.marsicani.com
  • Pruneti – Greve in Chianti (FI) – via dell’Oliveto, 24 loc. San Polo in Chianti – www.pruneti.it
  • Su Molinu – Ottana (NU) – zona Artigianale Iotto, 35 – gariga.it
  • Terraliva – Buccheri (SR) – c.da Sant’Andrea – www.terraliva.com
  • Azienda Agricola Titone – Locogrande (TP) – via Piro, 68 – titone.it/