Latte a domicilio? A Londra è possibile, grazie al ritorno della figura dei “milkman”, i lattai che si occupano di consegnare bottiglie in vetro con vuoto a rendere. Evitando così un numero significativo di rifiuti in plastica o tetrapak.
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Mentre in tanti Paesi – Italia compresa – continua a svilupparsi una rete sempre più fitta di negozi alla spina dove poter fare una spesa “sfusa” ecologica e rispettosa dell’ambiente, in alcune zone si torna alle vecchie pratiche di una volta, che portano alla ribalta mestieri che sembravano destinati a scomparire.

Il latte a domicilio a Londra: i milkman

Lo abbiamo visto con il caso dei negozi sfusi di Napoli, città in cui è possibile trovare botteghe antichissime e ricche di storia, ferme a un periodo in cui il concetto di confezione monouso non era ancora diffuso. Altro esempio è Londra, dove da qualche tempo ormai una figura per anni dimenticata si sta gradualmente (ri)facendo strada: il milkman, ovvero il lattaio a domicilio, una persona addetta alla consegna del latte in vetro porta a porta, rituale spesso fotografato nel cinema che oggi diventa la normalità in molte aree della città.

Parker Dairies, latte in vetro

Latte in vetro, l’alternativa alla plastica

Bottiglie di vetro come alternativa alla plastica, ma non solo: concetto fondamentale alla base di questa abitudine è quello del vuoto a rendere, la riconsegna del contenitore una volta finito. In questo modo non solo si evita di produrre nuovi rifiuti, ma si mette in moto un’economia circolare in cui non vengono affatto generati. A dare il via all’iniziativa, Parker Dairies, caseificio londinese che si occupa di distribuire latte, uova, formaggi e anche qualche altro prodotto come miele o farine nell’East e Central London, attraverso l’utilizzo di mezzi elettrici.

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Parker Dairies: latte a domicilio a Londra

Un progetto iniziato nel 2018 e che si è subito rivelato vincente, complice la comunicazione di massa che nell’ultimo anno si è focalizzata in maniera significativa sul tema dell’inquinamento da plastica. Già nella prima metà del 2019, infatti, l’azienda ha conquistato 400 nuovi clienti, perlopiù giovani. Ogni settimana, vengono consegnate circa 34mila pinte di latte in bottiglie di vetro, che vengono poi recuperate, lavate e riutilizzate.

Latte in vetro, Milk&More

Milk&More: i giovani sono i più attenti all’ambiente

Nel frattempo, nelle altre aree della città lavora la Milk&More, azienda specializzata nella vendita online di latte, formaggi e altre specialità, acquisita nel 2016 dal colosso lussemburghese Müller. Anche in questo caso, il latte viene portato in vetro dai lattai, ed è principalmente richiesto da consumatori tra i 30 e i 35 anni: “È molto popolare soprattutto fra le le famiglie”, ha dichiarato Patrick Müller, direttore di Milk&More, all’Evening Standard. “I milkman offrono prodotti locali, buoni, e sono puntualissimi con le consegne”. Ma prima di tutto sono “parte della comunità”, persone in grado di restituire quel senso di collettività e coesione essenziale per i quartieri.

Lattaio di Milk&More

Il latte a domicilio a Londra, dagli anni ’70 a oggi

Figure professionali che ritornano a distanza di decenni: fino alla metà degli anni ’70, infatti, la maggior parte del latte nel Regno Unito veniva distribuito dai lattai casa per casa ogni mattina, una percentuale scesa poi precipitosamente, fino ad arrivare ad appena il 3% nel 2016. Una tendenza che ora si inverte e che coinvolge tanti ambiti. Sempre in tema bevande, il sindaco Sadiq Khan ha recentemente lanciato un piano triennale da 750mila sterline per creare nuove fontane pubbliche nella capitale britannica, per ridurre l’acquisto di acqua confezionata.

Il latte in vetro in Italia

Anche in Italia, pur senza lattai a domicilio, è possibile comprare latte in vetro. Sono tanti i distributori alla spina sparsi nelle varie province (radunati nella piattaforma Milk Maps), senza contare le fattorie e le aziende agricole. Se ne è parlato molto, ma è bene ricordare il motivo per cui cambiare abitudini è necessario: l’alternativa commerciale alla plastica in cui solitamente viene venduto il latte – vaccino o vegetale – è il tetrapak, imballaggio difficile da riciclare. È detto poliaccoppiato, perché costituito da più materiali (carta, alluminio e polietilente) e per questo è più complesso da recuperare (per chi non avesse la possibilità di acquistare in vetro, ricordiamo che per la raccolta ogni comune ha la sua regola: in molte città va gettato nella carta, naturalmente solo una volta separati eventuali tappi e componenti di plastica).

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Certo, sarebbe più facile – e anche più affascinante – avere la possibilità di ricevere latte a domicilio: una soluzione semplice, ecologica e alla portata di tutti, in grado di risparmiare tantissimi rifiuti. L’Italia seguirà il modello londinese?

a cura di Michela Becchi

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