Cinese lei, italiano lui, insieme hanno aperto Il Gusto Dim Sum a Firenze. A breve una seconda sede per il loro take away italocinese.
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Aprire ai tempi del lockdown, credere in un’idea malgrado le condizioni avverse: a Lapo Bandinelli e Liu Xinge non manca certo una buona dose di ottimismo. Lei arriva a Firenze nel 2012 per studiare al Polimoda, conosce Lapo, si innamorano, si sposano e nasce Asia. Partono entrambi dall’amore e per l’interesse nel settore della moda e dopo la chiusura del calzaturificio di famiglia, Lapo decide di avviare con Xinge un’attività in questo campo, interrotta però dalla pandemia che ha interessato tutto il pianeta. Ma senza perdersi d’animo danno sostanza alla passione per la buona tavola e al sogno di aprire un ristorante e nell’ottobre dello scorso anno nasce Il Gusto Dim Sum, specializzato nel take away.

 

il gusto dim sum Lapo Bandinelli e Liu Xinge
Lapo Bandinelli e Liu Xinge

Il dim sum e i ristoranti cinesi in Italia

Il dim sum è un tipo di cucina tipico della Cina meridionale (che tradizionalmente accompagna il tè) che, a opera della giovane e intraprendente coppia, si traduce in alcuni piatti della tradizione popolare modulati con ingredienti del Vecchio Continente, prima di tutti quelli toscani, per dar vita a un’esperienza fusion davvero originale e ben fatta. Ed ecco quindi il raviolo gourmet, in cui ingredienti cinesi ed europei si fondono perfettamente, grazie alle scelte di Lapo e Xinge e alla maestria della chef Zhang, madre di Xinge, coinvolta anche lei in questa nuova avventura, nuovo indirizzo che mette in dialogo tradizioni diverse, ed ennesima testimonianza di come la cucina cinese, nel suo complesso, susciti sempre più interesse in Italia. Prova ne siano i tanti locali che declinano in modo diverso i famosi ravioli (e non solo quelli) inserendosi a pieno titolo nel panorama della ristorazione nostrana di ogni livello: dallo street food (come nel caso della Ravioleria di via Sarpi, a Milano), alle espressioni più raffinate come nel caso di Gong (creatura di Giulia Liu, di quella favolosa famiglia sino-meneghina di ristoratori cui si deve Ba Asian Mood, Iyo, Iyo Experience, AALTO – part of Iyo, Iyo Omakase, Aji; a loro è andato il premio come Ristoratori dell’anno nella guida Ristoranti d’Italia 2021). La maggiore familiarità con la cucina orientale ha anche moltiplicato la presenza di locali con una proposta regionale e non più, solo, “genericamente” cinese, che sia di Sichiuan (come da Nove Scodelle, a Milano) o di Pechino (per esempio Fulin a Firenze) o di altre aree del paese. Tra le novità di una ristorazione capace di crescere in modo esponenziale, anche gli incontri tra cultura gastronomica orientale e occidentale. Qualche esempio? Mu Dim Sum, sempre a Milano, che quest’anno si è aggiudicato il premio per la migliore offerta di vini al bicchiere sempre nella guida Ristoranti d’Italia 2021, mixando cucina cinese e vini italiani (e non solo), bellissimo esempio di un orientamento che, seppur lentamente, si sta diffondendo in tutta la penisola (come pure succede da Sinosteria di Roma). Ma non mancano anche sinergie tra chef cinesi e chef italiani, come nel caso di Dao, a Roma, che in autunno aveva lanciato il suo delivery con dumpling firmati dal resident chef Zhu Guangqiang di concerto con due colleghi d’eccezione: Iside de Cesare, chef della Parolina di Trevinano e Dino de Bellis, oste dell’Enoteca Regionale Palatium.

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shen jiao bao 3 tesori
Shen jiao bao 3 tesori

Cosa si mangia da Il Gusto Dim Sum: lo sheng jian bao

Di particolare, i ravioli hanno la doppia cottura, prima passati in padella con l’olio e poi cotti al vapore attraverso l’aggiunta di acqua che evapora, come vuole la tradizione, che ne garantisce una appetitosa croccantezza, necessaria a contenere i diversi mix in cui viene proposto il raviolo: maiale e riccio di mare, maiale e foie gras, maiale e capesante, maiale e tartufo, oppure quelli con curry in stile giapponese. Così lo sheng jian bao, questo il nome originale del raviolo, preparazione simbolo dello street food di Shangai, incontra il gusto occidentale, ne arricchisce le varianti, si presta alle combinazioni più insolite, tutte però equilibratissime.

gusto dim sum

Cosa si mangia da Il Gusto Dim Sum: il meng ding

Un altro piatto del menu di Gusto Dim Sum è il meng ding, chiamato così per la somiglianza con i chiodi sulle porte della città proibita di Pechino, preparato in chiave tutta italiana con macinato di chianina e cipolla di Tropea. E poi oltre a questi molti altri cibi di strada tipici della tradizione cinese, come il guo tie di maiale e gamberi, l’insalata 4 felicità propria del periodo del capodanno cinese (da poco passato), il daikon marinato: tutti preparati con prodotti genuini e di filiera corta, molti provenienti dallo storico Mercato Centrale di Firenze. Non manca nemmeno l’anatra alla pechinese, per chi decide di cimentarsi in questo piatto di tradizione A proposito di voglia di intraprendere, Lapo e Xengi a marzo apriranno anche un altro locale all’interno dei Banchi del Mercato Centrale, presso il centro commerciale I Gigli, a dispetto del momento non facile che stiamo attraversando. In bocca al lupo, davvero.

Il Gusto Dim Sum – Firenze – viale Fratelli Rosselli 39 – 320 9681806 – https://www.ilgustodimsumfirenze.com

a cura di Leonardo Romanelli

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