Villa Maiella è cucina di memoria e di contemporaneità che guarda al futuro. Senza fretta, un passo alla volta. La storia del nuovo “Tre Forchette” premiato dalla guida Ristoranti d’Italia 2026 del Gambero Rosso è nata con la trattoria avviata a fine anni Sessanta da Ginetta e Arcangelo Tinari, diventata ristorante di tradizione con il figlio Peppino e sua moglie Angela, fino alla naturale evoluzione con l’arrivo dei giovani Arcangelo e Pascal che, dopo belle esperienze (il primo da Michel Bras, il secondo dai Santini), ormai guidano cucina e sala.

Ravioli di burrata allo zafferano e lenticchie
Insieme hanno sviluppato l’azienda agricola che coltiva ortaggi, verdure e cereali e alleva suino Nero d’Abruzzo per le carni e i salumi. E questo rapporto diretto con la terra e di rispetto verso gli altri piccoli fornitori locali è emblematico di un’educazione familiare che ritroviamo tanto nell’accoglienza spontanea quanto nelle proposte che non perdono il filo con il passato ma lo integrano via via con le nuove idee. Le troviamo nei tre menu degustazione (80, 100 e 120 euro) creati da Arcangelo. Accanto ai grandi classici come i maccheroni alla chitarra e ricotta affumicata al ginepro, i ravioli di burrata allo zafferano di Pizzoferrato e lenticchie di Caprafico, l’agnello al timo e il maialino nero di fattoria, ci sono piatti nel tempo entrati di diritto negli evergreen come la chitarra di patate con fonduta di canestrato di Castel del Monte o il vitello marinato al caffè e cumino montano, e quelli di nuovo conio, come il crudo di pecora con vaniglia e mais, gli spaghetti d’orzo Makaira con peperone rosso dolce di Altino e calamari, il controfiletto di asina alla pizzaiola e l’albicocca al forno e foie gras. Deliziosa conclusione con melone e cetriolo e con la focaccia di mirtilli, yogurt ma c’è una piccola carta extra dei dessert che ospita la memorabile millefoglie e L’originale dell’81, omaggio a Michel Bras.

Spaghetti d’orzo Makaira con peperone rosso dolce di Altino e calamari
La cantina è il frutto della stratificazione di grandi etichette e della nuova ricerca di Pascal, dei viaggi che compie in Italia e nel mondo e che ne hanno fatto un uomo di vini e spirits di rara sensibilità. In particolare, i percorsi al calice sono pensati con una ricerca e un’originalità che non ritroviamo altrove, è proprio per questo che anche quest’anno il premio Miglior proposta al bicchiere è andata a Villa Maiella. Il coravin aiuta, ma qui la differenza la fa uno straordinario palato che ha costruito al bicchiere autentici viaggi dall’Abruzzo alla Champagne. Nelle belle serate di luglio e agosto si mangia sulla terrazza che guarda verso l’Adriatico e chi non ha fretta può fermarsi a dormire e gustare la ricca colazione mattutina.
Villa Maiella – Guardiagrele (CH) – via Sette Dolori, 30 – 0871 809319 – www.villamaiella.it
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