Storie

La giovane sfoglina influencer che insegna a fare la pasta fresca in Italia e all’estero

L'ispirazione gliel'hanno data le nonne, eppure l'inizio della concretizzazione del suo progetto è partio da un'aula del master del Gambero Rosso. Ecco chi è Elena Spisni

  • 25 Ottobre, 2025
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Le migliori storie d’amore con il cibo nascono nelle cucine del passato, quelle delle nonne, dove i ricordi si fanno profumi e la nostalgia può diventare pasta. Come è successo a Elena Spisni, bolognese trentenne, pastaia di professione: «Sono cresciuta con il meglio dei due mondi: una nonna emiliana e una romagnola», racconta commossa. Il suo ricordo più nitido è quello di nonna Giovanna che «la mattina tirava la pasta al mattarello e stendeva quel lenzuolo giallo, e io ero lì, piccolina, con il mattarellino a cercare di aiutarla».

Da passione a lavoro

È il 2016 quando la nonna Giovanna viene a mancare nei giorni di Natale e per Elena è una perdita che segna una linea di divisione: «Il suo cappelletto era speciale e quando, dopo la sua scomparsa, ho provato a rifarlo e ho sentito il suo vero sapore, mi sono venuti i brividi». Quel cappelletto ha acceso una piccola fiamma che è diventata piano piano un grande fuoco.

A soli 22 anni Elena lascia Trebbo di Reno, paesino di 4mila abitanti in provincia di Bologna, per trasferirsi a Roma e frequentare il master in Giornalismo e Comunicazione del Gambero Rosso: «Quando mi sono trasferita ho capito che le domeniche passate in famiglia non erano così scontate, e ho iniziato a condividere questa mia passione». Ed è proprio durante una lezione del master che quella piccola fiamma si riaccende: «Avevo già un blog che si chiamava Pasta Gialla, e in quella lezione dovevamo sviluppare un’idea di brand e poi un progetto. Ho giocato con le parole e sono arrivata a “Basta che sia pasta”, di lì ho cambiato il nome al mio blog». Chiuso il capitolo master, con una visione totale del mondo dell’enogastronomia in tasca, Elena fa di nuovo le valigie, questa volta la destinazione è Torino: «Ho vissuto lì per sei anni, nel mentre ho lavorato a Milano nella comunicazione food&beverage, ma non ho abbandonato di certo la pasta», precisa Elena Spisni che per rallentare i ritmi a cui ti costringe la metropoli, e riposare il corpo e la mente, si dedica alla pasta nei weekend quando non lavora in ufficio.

«Ho sempre voluto portare avanti la carriera in maniera ostinata, con il sogno di diventare direttrice marketing, però dall’ altra parte sentivo che portavo a casa agitazione. La mia terapia era la pasta, mi chiudevo in cucina ascoltando Lucio Dalla e trovavo la serenità nel fare la pasta».

I corsi di Basta che sia pasta

A un certo punto per Elena Spisni la passione diventa una missione urgente e tra il 2018 e il 2019 decide di dedicarsi seriamente alla pasta: «Ho iniziato a studiare la pasta fresca frequentando corsi da diverse sfogline, che non erano così clementi come le mie nonne (sorride ndr.)». Corsi, libri e tanta pratica hanno portato Elena a far crescere le sue competenze e a cambiare totalmente lavoro. Dal 2024 tiene corsi di cucina in Italia e all’estero. Insegna a fare pasta ovunque, da Milano a Torino, sino a Roma (dove tiene corsi anche presso la Gambero Rosso Academy), passando per stadi, piazze, laboratori raggiungendo così un pubblico social che supera i 250mila follower. Non c’è una regola per Elena Spisni, ma “basta che sia pasta”.

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