Il civico di via Toledo 147 è ormai noto come «dove sta Augustus», tanto è conosciuto il bar Augustus a Napoli, meta quotidiana di pellegrinaggio tanto per i turisti quanto per i cittadini, con quella sua vetrina capace di attirare chiunque. Gastronomia-pasticceria c’è scritto sull’insegna, lì dal 1927. E c’è da dire che viene difficile scegliere da quale delle due iniziare.

La proposta di questo storico locale ruota innanzitutto intorno a specialità della cucina partenopea, come l’ottimo casatiello, e poi la pizza di scarole e il sartù di riso, tanto che vale sempre la pena fermarsi anche per una breve sosta alla tavola calda annessa, scegliendo tra tra primi della tradizione fumanti, contorni di stagione e secondi alla napoletana maniera, dal baccalà con patate e olive verdi alla parmigiana di melanzane. Rinomata pure l’offerta di formaggi, alcuni introvabili nelle comuni gastronomie.

Ma senza farsi nessuno scrupolo, né inutili sensi di colpa, doveroso è, senza dubbio, l’assaggio della pasticceria. Augustus, infatti, è una tappa storica per la tradizionale “guantiera” napoletana, il vassoio delle paste dei pranzi di festa, dalle sfogliate (buonissime) agli choux con crema gialla, alla coda d’aragosta con crema chantilly, per finire indiscutibilmente a loro: i maltagliati al rum.
Golosi e avvolgenti, questi piccoli pasticcini di pan di Spagna ricoperti al cioccolato fondente e con un cuore morbido di mandorle e fondente al rum furono inventati sul finire degli anni Sessanta. La loro ideazione è frutto dell’inventiva della squadra di pasticceri del locale che, al termine di una giornata di lavoro in laboratorio, pensò di utilizzare della pasta di mandorle avanzata, mescolandola con del cioccolato fuso e un generoso tocco di rum giamaicano. Ottennero un composto scuro, morbido e profumatissimo. Lo stesero con il mattarello e lo tagliarono alla buona, in pezzi irregolari. A fine cottura, vedendo questi dolci, ognuno numero primo di sé stesso, non trovarono altro nome se non “maltagliati”, dato che nell’aspetto ricordavano il formato di pasta. Il sapore era irresistibile, intenso come il cacao e caldo come il rum, con la dolcezza vellutata della mandorla a fare da ponte. Furono messi in vetrina con un cartellino scritto a mano: “Maltagliati al rum di Augustus”.

La gente di Via Toledo, sempre curiosa, iniziò a fermarsi, assaggiare, raccontare. In poche settimane il dolce divenne un piccolo mito cittadino: il dessert nato un po’ per caso, ma destinato a restare. Sono passati oltre sessant’anni da quella prima tagliata, e oggi il Maltagliato al rum è diventato un marchio registrato, con la terza generazione della famiglia Migliore e Fiorillo che ancora riproduce la stessa ricetta. Pure il cerimoniale del suo assaggio è rimasto sempre lo stesso: al banco si ordina un Maltagliato e un caffè.

Sul piccolo piattino in ceramica bianca il mignon è da mangiare subito, mentre il caffè sta per essere servito, così che quel sapore ancora intenso sul palato di rum e cioccolato si sublimi con l’aroma sprigionato dalla tazzina. Il maltagliato al rum è un senza tempo, fisso sulle tavole domenicali dei napoletani e molto gettonato nelle scelte dei turisti. E piace pure alle nuove generazioni. Ad azzardare: un must della pasticceria napoletana.
Augustus – via Toledo, 147 – Napoli – www.augustusnapoli.it
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