Un po' di storia

Minestra, maiale al miele e un milione di proiettili. Storia di un pranzo di Natale in guerra

Dicembre 1943: mentre la città di Ortona veniva rasa al suolo e i soldati combattevano casa per casa, un ufficiale canadese decise che anche in guerra il Natale meritava un pranzo caldo

  • 25 Dicembre, 2025
Per vedere più contenuti su Google, aggiungici alle fonti preferite
Per vedere più contenuti, aggiungici alle fonti preferite

«La Fortezza Ortona deve essere difesa fino all’ultimo uomo». Il 19 dicembre del 1943 è Adolf Hitler in persona a emanare la direttiva. Gli Alleati stavano faticosamente risalendo l’Italia, nel tentativo di liberarla completamente, ma lungo la linea Gustav, si erano impantanati. I nazisti avevano approntato una serie ininterrotta di bunker e trincee dal fiume Garigliano, nel Lazio, e Ortona, paesino sulle coste dell’Abruzzo, e le forze di liberazione si erano impantanate. Così, poco prima di Natale ai fanti canadesi del 22º reggimento Seaforth Highlanders fu impartito l’ordine: prendere a tutti i costi la città per poter proseguire l’avanzata.

Tra il 20 e il 28 dicembre infuriarono combattimenti ferocissimi. Un milione e duecentomila proiettili di artiglieria rasero al suolo Ortona, in poco più di una settimana persero la vita 867 tedeschi, 1.375 soldati canadesi e 1.300 civili. Un terribile Natale di sangue che valse alla città la medaglia d’onore al valore civile. Una battaglia a tal punto cruciale che il New York Times scrisse che «i tedeschi stanno cercando, per qualche oscura ragione, di ripetere una Stalingrado in miniatura nella sfortunata Ortona».

Un pranzo di Natale in battaglia

Ma Borden Cameron, ufficiale di vettovagliamento dei Seaforth, insieme ai suoi colleghi decise che la guerra non avrebbe dovuto disumanizzare il giorno di Natale. Almeno non del tutto. Così decise di organizzare un degno pranzo per festeggiarlo.

Cameron e gli altri addetti alla mensa riuscirono a racimolare nelle campagne e nelle case abbandonate il necessario per cucinare minestra, carne di maiale (un vero e proprio lusso in quei frangenti) con salsa di miele, cavoli, ortaggi misti e purè di patate.

Mentre le Compagnie in prima linea sferravano i durissimi assalti, quelle che si ritiravano per riposare convogliavano nel paese di San Vito Chietino, dove si era stabilito il quartier generale, e si sedevano intorno a quattro assi di legno messe in quadrato per celebrare il Natale intorno un piatto caldo. Consumato il quale, tornavano a dare il cambio alle Compagnie in prima linea, che così si avvicendavano per festeggiare il Natale con quel poco che avevano racimolato.

Dobbiamo a Terry Rowe, fotografo aggregato al battaglione canadese, quella che forse è la più celebre foto di un pranzo di Natale in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale. Non sapremo mai cosa quali dettagli avrebbe aggiunto a quella che è diventata un’immagine iconica. Rowe perse la vita due mesi dopo, nel febbraio del 1944 a Nettuno.

© Gambero Rosso SPA 2026 – Tutti i diritti riservati
P.lva 06051141007
Codice SDI: RWB54P8
registrazione n. 94/2021 Tribunale di Roma

Privacy: Responsabile della Protezione dei dati personali – Gambero Rosso S.p.A. – via Ottavio Gasparri 13/17 – 00152, Roma, email: [email protected]

Made with love by
Programmatic Advertising Ltd

© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.

Made with love by Programmatic Advertising Ltd