Genziana, ratafìa, centerbe… lunga, la lista degli amari abruzzesi. Ma siamo sicuri di saper riconoscere al primo assaggio quelli prodotti con tecniche artigianali? Per farli scoprire ai consumatori nasce la Compagnia della Genziana, un’associazione culturale fondata da un gruppo di appassionati (esperti) di liquoristica.
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Amari abruzzesi: quanto li conosciamo?

Di professione, Silvio Pacioni fa il dentista. Ma suo padre, docente di botanica all’Università dell’Aquila, gli ha trasmesso una curiosità scientifica per gli amari a base di erbe: il simbolo più rappresentativo (e apprezzato) della cultura dell’ospitalità abruzzese, oggi esaltato anche dalla mixology contemporanea. “Sono anni che mi chiedo perché ai matrimoni tendiamo tutti a riempire il carrello dei liquori con le solite 2-3 bottiglie. Purtroppo, la maggior parte delle persone ha una scarsa conoscenza dei produttori artigianali che rispettano e valorizzano il territorio. Il motivo? Fanno pochi numeri e ancor meno pubblicità”. Silvio, invece, non perde mai l’occasione di approfondire: studia, scopre e degusta amari senza sosta; questa sete di conoscenza lo porta a viaggiare e imbattersi in piccole aziende locali. Finché, complice il tempo a disposizione durante la pandemia, raduna un gruppo di esperti in materia per fondare un’associazione culturale dedicata ai digestivi alcolici abruzzesi. Nasce così la Compagnia della Genziana: sette membri, idee brillanti e un approccio sperimentale, “tra il teorico e il goliardico, perché i superalcolici sono pur sempre espressione della nostra anima conviviale”.

Liquori degustazione

Compagnia della Genziana: l’associazione che tutela gli amari artigianali

Gli amari abruzzesi hanno delle peculiarità interessanti, che li distinguono da quelli del resto d’Italia“, racconta Silvio, “All’interno della regione, però, mancava un’associazione in grado di promuoverne il consumo e diffonderne la cultura; da qui l’idea di fondare la Compagnia della Genziana. Tutto è iniziato parlando con una mia amica sommelier, Eleonora Iezzi, che ha sposato subito il progetto“. Poi sono arrivati i rinforzi, dal vicepresidente Ermenegildo Bottiglione, talent scout di sapori aquilano, a Sandro Ferretti, presidente del Consorzio Qualità Abruzzo; insieme a loro, due autorevoli promotori della cucina local: la chef del ristorante diffuso D.One, Nuccia de Angelis (eletta ristoratrice dell’anno dalla nostra Guida Ristoranti d’Italia 2019: qui potete leggere la sua storia) ed Emanuele Minosse, cuoco dell’Ambasciata Italiana a Lisbona, pronto a tornare in Abruzzo ogni volta che può. “Infine, mio padre Giovanni, un grande esperto di botanica che da anni studia la composizione dei distillati“. Una squadra volutamente eterogenea: “ognuno con le sue competenze, ma tutti indistintamente innamorati del territorio“.

Silvio Pacioni ed Eleonora Iezzi
Silvio Pacioni ed Eleonora Iezzi

Il progetto di valorizzazione degli amari abruzzesi

Quali sono, dunque, gli obiettivi della Compagnia? “In primis, vorremmo incentivare i ristoratori abruzzesi ad ampliare la carta degli amari con prodotti ‘di nicchia’, sostenendo le piccole aziende rispettose della tradizione che rischiano di essere penalizzate dai marchi commerciali. Il passaggio successivo sarà quello di premiare con un’apposita certificazione i locali che hanno raccolto la sfida, per segnalare ai clienti il loro impegno”. In questo senso, Silvio non esclude l’ipotesi di un “gemellaggio” con la comunità abruzzese all’estero, “che ordina spesso i liquori dall’Italia e potrebbe sensibilizzare i cittadini dei paesi stranieri, invogliandoli ad assaggiare le nostre bevande artigianali“. La selezione, secondo lui, va di pari passo con l’informazione: “In futuro chi ha sempre ‘giocato sporco’ sarà costretto a fare marcia indietro: non dimentichiamo che è ancora molto diffusa la prassi di raccogliere la genziana, una specie protetta a rischio di estinzione. Il modo migliore per arginare il fenomeno è parlare chiaro al pubblico“. A proposito: la Compagnia sta già organizzando dei corsi di formazione rivolti a tutti gli appassionati di liquoristica.

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Genziana

Il corso per (ri)conoscere gli amari abruzzesi artigianali

Finora le lezioni hanno subìto diversi rinvii a causa dell’emergenza Covid, ma Silvio conta di farle partire dalla metà di marzo. “Abbiamo scelto una sede facilmente raggiungibile, non lontana dal casello autostradale, a Mosciano Sant’Angelo: gli incontri avranno luogo nell’azienda messa a disposizione da uno dei nostri soci, Sandro Ferretti“, spiega. Il programma, ricco e articolato, offrirà ai partecipanti l’opportunità di conoscere da vicino la realizzazione dei prodotti attraverso lezioni frontali ed esperienze pratiche.

Mixology

In un primo momento affronteremo temi come la storia, la composizione botanica e la base vinosa degli amari abruzzesi. Non mancheranno degustazioni in cui gli ospiti potranno imparare a riconoscere le bevande artigianali grazie ai consigli degli esperti; per esplorare le nuove tendenze nel campo della mixology, inoltre, abbiamo previsto l’intervento di una bartender, che preparerà sul momento alcuni cocktail“. Conclusa la fase teorica il gruppo partirà alla scoperta del territorio, fra visite ai laboratori delle aziende ed escursioni sugli altopiani dove cresce la genziana. “In seguito sarebbe bello organizzare corsi con un maggior livello di approfondimento, riservati a chi ha già una conoscenza di base, come i ristoratori”, osserva Silvio, “Intanto iniziamo con questo“.

Gran Sasso

Compagnia della Genziana: un team in crescita

Da qualche tempo, per fortuna, sembra che gli italiani stiano riscoprendo il piacere di consumare amari di qualità”, nota Silvio con una punta di ottimismo. “Ne abbiamo fatta di strada, dopo gli anni ’70, che hanno visto svuotarsi le vetrinette colme di bottiglie per il consumo domestico”. Gli ultimi dati relativi al consumo di superalcolici, in effetti, evidenziano un trend positivo nella fascia di clienti orientati alla scelta di drink artigianali. “Nel frattempo, il nostro gruppo è pronto ad accogliere chiunque sia disposto ad alimentare la cultura del bere consapevole. Non ci interessa fare numero: valutiamo sempre le proposte prima di approvare l’iscrizione e scartiamo a prescindere quelle che possono avere dei secondi fini di tipo commerciale. Conoscenze e attitudini in campo enogastronomico sono punti a favore, non requisiti indispensabili. L’importante è sposare una buona causa e unire le forze in nome dell’Abruzzo che resiste”.

Compagnia della Genziana- Pagina Facebook– Per info: [email protected]

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a cura di Lucia Facchini