Cinquemila operatori, il 10 per cento in piรน rispetto allโanno scorso, e settantasei nazionalitร rappresentate. La settimana di anteprime che ha dato il via alla campagna en primeur dell’anata 2025 ha registrato numeri che restituiscono un certo ottimismo. ยซAnche la quota di visitatori stranieri รจ salita, passando dal 27 al 31 per centoยป, ha detto Franรงois-Xavier Maroteaux, presidente dellโUnion des Grands Crus de Bordeaux. Bordeaux รจ ancora capace di attirare operatori, stampa e compratori da tutto il mondo. ย ร il sistema che scricchiola.

Lโen primeur nasceva da uno scambio preciso. Le proprietร ottenevano liquiditร prima dellโimbottigliamento; il compratore, in cambio, accedeva a un prezzo vantaggioso, oppure a unโallocazione difficile da ottenere in seguito. Negli ultimi anni, perรฒ, questo equilibrio si รจ incrinato. Chi ha comprato en primeur si รจ spesso ritrovato, pochi mesi o pochi anni dopo, con lo stesso vino disponibile sul mercato a un prezzo piรน basso.
Giร nel 2024 il Financial Times segnalava il problema: dal 2017, con lโeccezione del 2019, i prezzi en primeur sono cresciuti, mentre i rendimenti per chi comprava in anticipo sono stati spesso deludenti. ยซLโen primeur aveva senso quando cโerano margini di guadagnoยป ha detto Massimo Bernardi di Sarzi Amadรฉ al Gambero Rosso in una recente intervista. ยซOggi vale il contrario: lo compri prima con il rischio che, poi, costi menoยป.
Per Costantino Gabardi, consulente enologico e profondo conoscitore della denominazione francese, il problema non riguarda solo Bordeaux, nรฉ soltanto lโen primeur. Riguarda il modo in cui il mercato oggi guarda al vino. ยซIl sistema รจ traballante per una congiuntura di mercato. Gli operatori non se la sentono piรน di allocare grandi quantitร di vino, immobilizzare capitale e fare magazzinoยป.
The Drinks Business descrive l’annata 2025 come unโannata non abbondante dal punto di vista produttivo, ma di qualitร diffusa, con picchi su alcune etichette, ma per il Bordeaux En Primeur Opening Report 2025 di Liv-ex, il mercato arrivato a un ยซpunto criticoยป.
ยซLa situazione oggi รจ simile a quella del ristoratore –ย spiega Gabardi – Una volta, pur di risparmiare, comprava sessanta bottiglie. Oggi ne compra tre. Non vuole piรน tenere gli stock. Se poi quelle bottiglie gli serviranno, le comprerร allโuscita. Se non le troverร , pazienza: i suoi clienti berranno altroยป. ร qui che il sistema mostra la sua fragilitร . Lโen primeur chiede al mercato di anticipare capitale, assumersi un rischio e aspettare. Ma oggi quel rischio viene percepito come meno giustificato.

A pesare รจ lโintero quadro del fine wine. I nรฉgociants devono fare i conti con le scorte delle annate precedenti. Le banche finanziano con maggiore cautela. Gli Stati Uniti restano condizionati dallโincertezza commerciale come la Cina. ยซIl vino รจ stato vissuto come un prodotto finanziarioยป, osserva Christophe Bernard di SoboVi. ยซIl rialzo dei tassi di interesse รจ stata la mazzata finaleยป.
Nel frattempo, il mercato si รจ allargato. Liv-ex, la quota bordolese sul mercato secondario si รจ stabilizzata tra il 30 e il 40 per cento: un dato ancora rilevante, ma lontano dallโegemonia dei primi anni Duemila. I collezionisti guardano sempre piรน spesso altrove: Borgogna, Champagne, Rodano, Piemonte, Toscana, California.
ยซOggi Bordeaux non รจ piรน percepito come una grande attivitร speculativa nel vinoยป, osserva Gabardi. ยซLโunica vera area che mantiene ancora quella funzione, per ora, รจ la Borgogna. Ma anche lรฌ siamo davanti a una bollaยป.
Per il consulente, il nodo รจ soprattutto finanziario. ยซIl vero problema di Bordeaux รจ che non cโรจ piรน la stessa predisposizione a mantenere quote di investimento come accadeva in passato. Lโen primeur, in fondo, chiede al mercato di fare da banca al produttore. Ma oggi il mercato รจ molto meno disposto a farloยป.
Anche abbassare i prezzi, da solo, potrebbe non bastare. ยซNon credo che sia una soluzione definitiva – รจ il punto di vista di Gabardi – Gli chรขteau non possono permettersi prezzi troppo bassi. Possono attribuire valori diversi alle diverse annate, questo sรฌ, ma esiste un limite minimo sotto il quale non possono scendereยป.
In unโintervista a Decanter Edouard Moueix, di รts Jean-Pierre Moueix รจ stato netto: ยซSe la campagna 2025 non avrร successo, allora lโen primeur รจ mortoยป.
Piรน che una morte improvvisa, perรฒ, lo scenario piรน probabile รจ una trasformazione. ยซNon credo che il sistema francese imploderร – dice Gabardi – ร piรน probabile che evolva, che diventi una specie di en primeur 2.0. Il ruolo dei nรฉgociants potrebbe cambiare: meno speculazione, piรน attenzione al cash flow. Far entrare e uscire il vino piรน rapidamente, invece di costruire grandi posizioni di magazzino. Per capirci, se oggi cerco un Bordeaux del 1988 da un nรฉgociant, probabilmente lo trovo. Ma una 2025, nel 2035, potrei non trovarla piรน con la stessa facilitร . Il sistema potrebbe diventare molto piรน rapido: entrata, uscita, rotazioneยป.
Anche gli chรขteau piรน elitari potrebbero cercare rapporti piรน diretti con il mercato. ยซIl distributore continuerebbe magari a comprare dal nรฉgociant, ma dentro relazioni piรน strette, piรน selettive, forse anche esclusiveยป. Si chiama evoluzione.
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