L'analisi

"Troppo vino invenduto, ma i produttori italiani hanno paura a dirlo". La crisi del settore secondo Jancis Robinson

L'autorevole critica e master of wine analizza l'overstock nei principali Paesi produttori e smonta il mito della premiumisation: "Lo sfuso va meglio dei vini di fascia alta"

  • 19 Febbraio, 2026
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ยซToo much wineยป, troppo vino, scrive Jancis Robinson sul suo sito ufficiale. La master of wine inglese, tra le piรน influenti nel mondo della critica vitivinicola, ha pubblicato un articolo in cui ha messo in luce alcune contraddizioni del mercato vitivinicolo globale, alle prese con una crisi dei consumi e degli scambi internazionali. Nel mirino di Robinson finiscono un po’ tutti i grandi Paesi produttori.

La lente sui grandi Paesi produttori

Un’Australia con serbatoi di vino molto carichi, in difficoltร  nelle esportazioni e con un Syrah che non รจ piรน quel rosso trainante di una volta, che sta frettolosamente cercando di riorientare le produzioni interne verso vini bianchi e rosati, in modo da soddisfare i cambiamenti del mercato. Una Francia che sta affrontando una dura crisi di consumi e di export con vittime soprattutto nel Rodano meridionale e nell’area di Bordeaux. Una Nuova Zelanda che, come scrive Robinson, dopo il successo del suo Sauvignon blanc, esportato per anni nel mondo a prezzi sostenuti, sta ora soffrendo una crisi di sovrabbondanza.

Il confronto Italia-Spagna

La critica inglese nota, da un lato, come in Italia ci sia penuria di dati sulle giacenze ma anche una certa riluttanza da parte dei produttori a ยซperdere la facciaยป e ammettere le difficoltร  sulle quote di vino invenduto in cantina, da un altro lato, che in Spagna, al contrario, grazie all’abbondanza delle informazioni sui vini e sui prezzi suddivisi per regione, si riesca a comprendere meglio la situazione, che si presenta difficile per i vini di Rioja e per la Dop Cava.

Crolla il mito della premiumisation

Ma quello che piรน salta all’occhio รจ un’affermazione collegata al giudizio sulle giacenze e alle produzioni di vino mondiali. Jancis Robinson, nel suo articolo (pubblicato anche sul Financial Times) nota che il fenomeno della premiumisation, ovvero la tesi secondo cui la crisi dei consumi porterร  a bere meno ma meglio, non trova piรน quelle corrispondenze. Anzi, secondo informazioni raccolte tra distributori e importatori, sarebbero proprio i vini di fascia media e alta a pagare il prezzo della congiuntura globale. La master of wine mette in dubbio la narrazione dominante da diversi anni.

ยซMi aspettavo – scrive in sintesi Robinson – che le vittime piรน illustri sarebbero state le marche piรน economiche negli scaffali piรน bassi della grande distribuzione organizzata. Invece, guardando alla situazione di Italia e Spagna, i risultati sono stati sorprendenti. Le regioni meno colpite – conclude – sono quelle che vendono vino sfuso, la tipologia piรน economicaยป.

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