La difesa

"Non siamo il capro espiatorio della crisi del vino piemontese". La dura replica delle cooperative ad Ascheri

Confcooperative Fedagripesca Piemonte replica alle accuse dellโ€™ex presidente del Consorzio Barolo Barbaresco: "La crisi non nasce dalle cantine sociali ma da consumi in calo, mercati instabili e tensioni globali"

  • 17 Marzo, 2026
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La crisi del vino piemontese? ยซColpa delle cantine socialiยป, aveva dichiarato in un’intervista al settimanale TreBicchieri del Gambero Rosso, Matteo Ascheri, produttore, enologo ed ex presidente del Consorzio Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani. E nel dibattito sollevato su un tema molto sentito in regione รจ arrivata la risposta e la presa di posizione di Confcooperative Fedagripesca Piemonte, sindacato che riunisce gli interessi delle cantine sociali. Un intervento che si รจ reso necessario per ยซriportare la discussione su un piano di serietร , realtร  e visioneยป, si legge in una nota ufficiale. Il sindacato si difende dalle affermazioni del produttore piemontese.

ยซDi fronte a un nuovo tentativo di individuare nelle cooperative agricole il bersaglio su cui scaricare le difficoltร  del vino piemontese, รจ necessario ristabilire alcuni punti con chiarezza. La crisi che il settore sta attraversando – si sottolinea – non nasce oggi e non puรฒ essere ridotta a una polemica interna o a una lettura semplificata del mercato. Siamo di fronte a una fase segnata da guerre, tensioni internazionali, incertezza economica, contrazione dei consumi, difficoltร  sui mercati esteri e instabilitร  complessiva del quadro commerciale. In questo contesto, puntare il dito contro altri attori della filiera significa offrire una lettura superficiale, frustrata e del tutto priva di visioneยป.

La ricerca di un capro espiatorio

La cooperazione vitivinicola piemontese, ricorda Confcooperative Fedagripesca, non รจ un fenomeno recente, nรฉ una presenza marginale. ยซรˆ una realtร  che esiste da oltre centโ€™anni e che, proprio per questa ragione, non puรฒ essere trasformata oggi nel capro espiatorio di una nuova crisi, la seconda nellโ€™ultimo decennio dopo quella del 2019-2020. Le cooperative sono parte strutturale del sistema vino piemontese e rappresentano, a seconda delle denominazioni, dal 30 al 50% del comparto. Associano piccole e medie aziende diffuse su tutto lโ€™areale regionale e costituiscono, in molti territori, una delle principali condizioni di tenuta economica, produttiva e socialeยป.

Il mondo cooperativo non espelle i piรน fragili

Confcooperative Fedagripesca Piemonte ricorda che la cooperazione agricola non sta sul mercato con una logica puramente speculativa. ยซLa sua funzione รจ mutualistica, sociale ed etica. Quando un produttore non trova piรน collocazione perchรฉ non viene confermato da un contratto di acquisto, รจ spesso la cooperativa a consentirgli di continuare a lavorare, conferire il prodotto e mantenere una prospettiva di reddito. รˆ questo uno dei punti centrali che non possono essere rimossi dal dibattito pubblico: la cooperazione non espelle i piรน fragili, ma offre loro continuitร , tutela e possibilitร  di restare dentro il sistema produttivoยป. Il sindacato piemontese ricorda come non sia un caso che proprio negli ultimi due anni, in una fase di crescente difficoltร , i soci siano aumentati. ยซรˆ un dato che parla da solo. Quando il mercato diventa piรน duro, la cooperazione viene riconosciuta come una soluzione, non come un problema. E questo accade perchรฉ il modello cooperativo continua a rappresentare uno strumento concreto di stabilitร  e di risposta per molte aziende agricole piemontesiยป.

Sbagliato risolvere problemi con estirpi e meno offerta

Per questo, Confcooperative Fedagripesca Piemonte giudica ยซprofondamente sbagliata anche lโ€™idea che la risposta alla crisi possa consistere semplicemente nella riduzione dellโ€™offerta, fino ad arrivare a evocare lโ€™estirpazione di una parte significativa dei vignetiยป. Una visione di questo tipo ยซignora le ricadute ambientali, economiche e sociali che una scelta simile produrrebbe sui territori. Il vigneto non รจ soltanto produzione. รˆ presidio del paesaggio, manutenzione del territorio, contrasto al dissesto idrogeologico, permanenza delle comunitร  nelle aree interne, tenuta dellโ€™occupazione agricola, valore turistico e identitร  culturaleยป. Secondo il sindacato, se il Piemonte puรฒ vantare un patrimonio vitivinicolo riconosciuto a livello internazionale, ciรฒ dipende anche dal lavoro quotidiano di migliaia di viticoltori che nel tempo hanno curato e custodito quei paesaggi. ยซPensare di affrontare una crisi scaricandone il peso sulle aziende piรน piccole, favorendo la concentrazione e sacrificando una parte diffusa del tessuto produttivo – si evidenzia nel documento – non appartiene e non apparterrร  mai alla cultura cooperativa. La cooperazione nasce e opera per dare forza ai produttori, non per selezionare chi puรฒ restare e chi deve uscireยป.

Le grossolane inesattezze sul valore dei conferimenti ai soci

Il sindacato si sofferma poi su una questione tecnica: ยซSul riconoscimento dei conferimenti sono state dette inesattezze grossolane. Nelle cooperative – si legge nel documento – i prezzi non vengono determinati sulla base della sola vendemmia, ma in relazione ai dati di bilancio, allโ€™interno di un sistema trasparente a cui partecipano tutti i soci. I prezzi attuali delle uve non sono, quindi, il frutto della valorizzazione della cooperazione, perchรฉ la valorizzazione delle uve 2025 sarร  valutata alla chiusura del bilancio. Confondere questi piani significa alterare la realtร  dei meccanismi cooperativi e generare un racconto fuorvianteยป.

No a tentativi di alimentare divisioni interne

Confcooperative Fedagripesca Piemonte ยซrespinge con fermezza ogni tentativo di alimentare divisioni interne al mondo del vino piemontese, tanto piรน se fondato su logiche vecchie, superate e incapaci di leggere la complessitร  del presenteยป. Oggi, secondo il sindacato, il settore ha bisogno dellโ€™esatto contrario: responsabilitร , capacitร  di fare sistema, strumenti condivisi e una visione lunga, allโ€™altezza delle sfide che il contesto internazionale impone. ยซLa cooperazione vitivinicola piemontese – conclude il documento – continuerร  a fare la propria parte con concretezza, difendendo il lavoro dei soci, la dignitร  del conferimento, la tenuta delle comunitร  rurali e il futuro dei territori. Perchรฉ il vino piemontese non si tutela cercando colpevoli comodi, ma riconoscendo il valore di tutti quei soggetti che, da oltre un secolo, contribuiscono ogni giorno a mantenerlo vivo, competitivo e radicato nella sua terraยป.

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