La crisi del vino piemontese? ยซColpa delle cantine socialiยป, aveva dichiarato in un’intervista al settimanale TreBicchieri del Gambero Rosso, Matteo Ascheri, produttore, enologo ed ex presidente del Consorzio Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani. E nel dibattito sollevato su un tema molto sentito in regione รจ arrivata la risposta e la presa di posizione di Confcooperative Fedagripesca Piemonte, sindacato che riunisce gli interessi delle cantine sociali. Un intervento che si รจ reso necessario per ยซriportare la discussione su un piano di serietร , realtร e visioneยป, si legge in una nota ufficiale. Il sindacato si difende dalle affermazioni del produttore piemontese.
ยซDi fronte a un nuovo tentativo di individuare nelle cooperative agricole il bersaglio su cui scaricare le difficoltร del vino piemontese, รจ necessario ristabilire alcuni punti con chiarezza. La crisi che il settore sta attraversando – si sottolinea – non nasce oggi e non puรฒ essere ridotta a una polemica interna o a una lettura semplificata del mercato. Siamo di fronte a una fase segnata da guerre, tensioni internazionali, incertezza economica, contrazione dei consumi, difficoltร sui mercati esteri e instabilitร complessiva del quadro commerciale. In questo contesto, puntare il dito contro altri attori della filiera significa offrire una lettura superficiale, frustrata e del tutto priva di visioneยป.
La cooperazione vitivinicola piemontese, ricorda Confcooperative Fedagripesca, non รจ un fenomeno recente, nรฉ una presenza marginale. ยซร una realtร che esiste da oltre centโanni e che, proprio per questa ragione, non puรฒ essere trasformata oggi nel capro espiatorio di una nuova crisi, la seconda nellโultimo decennio dopo quella del 2019-2020. Le cooperative sono parte strutturale del sistema vino piemontese e rappresentano, a seconda delle denominazioni, dal 30 al 50% del comparto. Associano piccole e medie aziende diffuse su tutto lโareale regionale e costituiscono, in molti territori, una delle principali condizioni di tenuta economica, produttiva e socialeยป.

Confcooperative Fedagripesca Piemonte ricorda che la cooperazione agricola non sta sul mercato con una logica puramente speculativa. ยซLa sua funzione รจ mutualistica, sociale ed etica. Quando un produttore non trova piรน collocazione perchรฉ non viene confermato da un contratto di acquisto, รจ spesso la cooperativa a consentirgli di continuare a lavorare, conferire il prodotto e mantenere una prospettiva di reddito. ร questo uno dei punti centrali che non possono essere rimossi dal dibattito pubblico: la cooperazione non espelle i piรน fragili, ma offre loro continuitร , tutela e possibilitร di restare dentro il sistema produttivoยป. Il sindacato piemontese ricorda come non sia un caso che proprio negli ultimi due anni, in una fase di crescente difficoltร , i soci siano aumentati. ยซร un dato che parla da solo. Quando il mercato diventa piรน duro, la cooperazione viene riconosciuta come una soluzione, non come un problema. E questo accade perchรฉ il modello cooperativo continua a rappresentare uno strumento concreto di stabilitร e di risposta per molte aziende agricole piemontesiยป.
Per questo, Confcooperative Fedagripesca Piemonte giudica ยซprofondamente sbagliata anche lโidea che la risposta alla crisi possa consistere semplicemente nella riduzione dellโofferta, fino ad arrivare a evocare lโestirpazione di una parte significativa dei vignetiยป. Una visione di questo tipo ยซignora le ricadute ambientali, economiche e sociali che una scelta simile produrrebbe sui territori. Il vigneto non รจ soltanto produzione. ร presidio del paesaggio, manutenzione del territorio, contrasto al dissesto idrogeologico, permanenza delle comunitร nelle aree interne, tenuta dellโoccupazione agricola, valore turistico e identitร culturaleยป. Secondo il sindacato, se il Piemonte puรฒ vantare un patrimonio vitivinicolo riconosciuto a livello internazionale, ciรฒ dipende anche dal lavoro quotidiano di migliaia di viticoltori che nel tempo hanno curato e custodito quei paesaggi. ยซPensare di affrontare una crisi scaricandone il peso sulle aziende piรน piccole, favorendo la concentrazione e sacrificando una parte diffusa del tessuto produttivo – si evidenzia nel documento – non appartiene e non apparterrร mai alla cultura cooperativa. La cooperazione nasce e opera per dare forza ai produttori, non per selezionare chi puรฒ restare e chi deve uscireยป.
Il sindacato si sofferma poi su una questione tecnica: ยซSul riconoscimento dei conferimenti sono state dette inesattezze grossolane. Nelle cooperative – si legge nel documento – i prezzi non vengono determinati sulla base della sola vendemmia, ma in relazione ai dati di bilancio, allโinterno di un sistema trasparente a cui partecipano tutti i soci. I prezzi attuali delle uve non sono, quindi, il frutto della valorizzazione della cooperazione, perchรฉ la valorizzazione delle uve 2025 sarร valutata alla chiusura del bilancio. Confondere questi piani significa alterare la realtร dei meccanismi cooperativi e generare un racconto fuorvianteยป.

Confcooperative Fedagripesca Piemonte ยซrespinge con fermezza ogni tentativo di alimentare divisioni interne al mondo del vino piemontese, tanto piรน se fondato su logiche vecchie, superate e incapaci di leggere la complessitร del presenteยป. Oggi, secondo il sindacato, il settore ha bisogno dellโesatto contrario: responsabilitร , capacitร di fare sistema, strumenti condivisi e una visione lunga, allโaltezza delle sfide che il contesto internazionale impone. ยซLa cooperazione vitivinicola piemontese – conclude il documento – continuerร a fare la propria parte con concretezza, difendendo il lavoro dei soci, la dignitร del conferimento, la tenuta delle comunitร rurali e il futuro dei territori. Perchรฉ il vino piemontese non si tutela cercando colpevoli comodi, ma riconoscendo il valore di tutti quei soggetti che, da oltre un secolo, contribuiscono ogni giorno a mantenerlo vivo, competitivo e radicato nella sua terraยป.
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