Non Alta Langa, ma “Altra Langa”. La formula, riportata dal Corriere della Sera, sintetizza la nuova direzione piemontese della famiglia Gaja: non metodo classico, non rossi, ma vini bianchi fermi prodotti in quota. Nessuna rivoluzione dichiarata. Gaja così si muove sul terreno dei bianchi fermi di collina langarola, in un’area che l’azienda prova a trasformare in laboratorio. Un investimento di lungo periodo sulla domanda concreta di quale sarà il posto giusto per produrre grandi bianchi piemontesi nei prossimi vent’anni.

A Trezzo Tinella, in provincia di Cuneo, l’azienda nota per il Barbaresco ha realizzato una nuova cantina, disegnata dall’architetto Giovanni Bo (morto nel 2023), da circa 6.500 metri quadrati, pensata per vinificare le uve bianche provenienti da un progetto agronomico avviato nel 2015 con l’acquisto di 30 ettari fino a 750 metri di altitudine. Una scelta che nasce da una domanda precisa, rilanciata da Rossana Gaja: “Dove saranno creati i bianchi del futuro, con il clima che cambia?”.
Il progetto riguarda soprattutto chardonnay e sauvignon blanc, ma non si limita a questi due vitigni. Tra Trezzo, Mango e Borgomale sono stati piantati anche incrocio manzoni, timorasso, riesling, pinot bianco, viognier ed erbaluce. A questi si aggiungono piccole parcelle sperimentali di nebbiolo e pinot nero, utili a osservare il comportamento delle varietà rosse in condizioni climatiche diverse, creando un “programma decennale di ricerca agronomica”, più che una semplice estensione produttiva.

La nuova cantina di Trezzo non è una rottura con il percorso storico di Gaja, ma ne rappresenta un aggiornamento. Il primo Chardonnay aziendale risale al 1979, quando la scelta di piantare questa varietà in Langa apparve fuori schema.
Oggi il tema non è più soltanto l’introduzione di vitigni internazionali, ma la ricerca di condizioni adatte a preservare acidità, freschezza e maturazioni lente. Rossana Gaja definisce Trezzo “la vigna del futuro”, proprio per la combinazione tra altitudine, escursione termica e biodiversità.
Le uve di Trezzo sono già entrate nei bianchi storici dell’azienda: Gaia & Rey, Alteni di Brassica e Rossj-Bass. Il dato più rilevante riguarda Alteni di Brassica, dove la componente proveniente da Trezzo è cresciuta nelle ultime annate.
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