Lazio

Un gruppo di vignaioli laziali rilancia i vini del vulcano: "Non siamo contro i consorzi, ma serve un racconto nuovo"

Un evento che รจ diventato un vero e proprio progetto. Nasce cosรฌ Vignaioli Vulcano Laziale. Tra i criteri per far parte del gruppo: fermentazione spontanea, suolo vulcanico e agricoltura sana

  • 13 Maggio, 2026
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Undici produttori provano a rimettere ordine nel racconto del vino alle porte della Capitale e danno vita al gruppo I Vignaioli del Vulcano Laziale. ยซVogliamo parlare piรน di vulcano laziale che di Castelli Romani: i Castelli sono un perimetro piรน stretto, mentre vulcano e versanti aprono una lettura nuova. Includono anche aziende fuori dai Castelli, come i Chicchi di Terra, ma legate alla stessa matrice geologicaยป, spiega Ilaria Giardini.

Il progetto โ€œVignaioli Vulcano Lazialeโ€ (VVL), nato dall’incontro tra Ilaria Giardini, sommelier e divulgatrice, Matteo Giansanti, e aziende locali, รจ stato presentato pubblicamente lโ€™11 maggio da Trapizzino, a Trastevere, con lโ€™evento La Scintilla. Un primo gesto visibile di unย sistema produttivo che conta circa 30 ettari di vigneti destinati allโ€™imbottigliamento e una produzione complessiva intorno alle 85mila bottiglie lโ€™anno.

ยซNegli ultimi anni Roma ha recuperato piatti che aveva quasi lasciato alla memoria familiare o a un certo folklore – dice ย Paul Pansera co-proprietario di Trapizzino e dell’azienda vitivinicola Il Sambuco – coda, trippa, lunghe cotture, tagli poveri. Nel vino, perรฒ, il movimento รจ stato piรน lento. Le carte hanno continuato a cercare sicurezza fuori: bottiglie giร  riconosciute, territori giร  legittimati, nomi che non obbligano a spiegare troppoยป. Il gruppo dei VVL รจ un segnale che risponde a questa condizione.

Credits: Solange Souza

Il vulcano prima del marchio

ยซVogliamo raccontare di una nuova identitร  di territorioยป, racconta Matteo Giansanti. ยซNon dare significato solo a un confine geografico, ma al collegamento con il suolo e con caratteristiche comuni che poi ritroviamo nel vinoยป, gli fa eco Lorenzo Farina, dell’omonima azienda vinicola.

Il nord, verso Frascati, รจ piรน fresco, con escursioni termiche piรน marcate. Il sud-est, verso Lanuvio e Velletri, cambia registro: piรน caldo, piรน marino, piรน mediterraneo. E la composizione del gruppo segue questa lettura. A nord Mattei Wines e Simone Pulcini; a ovest La Torretta, Liane, Marco Colicchio, I Chicchi e Terracanta; a sud Il Sambuco, Farina, Colleformica ed Emiliano Fini.

Da evento a gruppo

ยซEravamo giร  un gruppo prima di La Scintilla, ma non eravamo cosรฌ numerosiยป, dicono gli organizzatori. Dopo lโ€™evento โ€œTralci Vulcaniciโ€ al Parco del Tuscolo un anno fa – che verrร  riproposto il 14 giugno – ยซsiamo diventati davvero un gruppo, quasi senza rendercene contoยป, sottolinea Giardini. Ora si ragiona sulla forma giuridica.

ยซLโ€™idea piรน plausibile รจ lโ€™associazione, ma dobbiamo capire bene, perchรฉ teniamo molto a mantenere determinati standard: fermentazione spontanea, appartenenza al territorio vulcanico, agricoltura sanaยป, spiega Giardini. Ma รจ anche ยซuna comunitร  di persone dentro la quale anche un piccolo produttore ha la possibilitร  di contare come uno. Ognuno ha lo stesso pesoยป, dice Farina.

Credits Foto Copertina: Solange Souza

Fermentazione spontanea e diario d’annata

Uno dei criteri che tiene insieme il gruppo รจ la fermentazione spontanea. ยซSecondo la nostra visione, una fermentazione non spontanea non permetterebbe un racconto dettagliato del territorioยป, afferma Giardini. รˆ anche il punto piรน delicato per il futuro. Un gruppo deve crescere, se vuole contare. Ma se cresce senza criteri, si diluisce. Se si chiude troppo, diventa recinto.

ยซIl progetto lo trovo inclusivo, perchรฉ la missione non รจ commerciale, ma di divulgazione e racconto. Chi vuole davvero farne parte รจ probabilmente giร  impegnato in uno stile di produzione di questo tipo. Non รจ stata unโ€™imposizione, nรฉ la volontร  di escludere qualcuno. La fermentazione spontanea รจ solo unโ€™altra caratteristica comuneยปย dice Farina.

Tra le idee del progetto cโ€™รจ anche un โ€œdiario dโ€™annataโ€. Ogni produttore raccoglie osservazioni su piogge, temperature, vegetazione, fermentazioni, tempi, difficoltร , risposte delle vigne. ยซMettendo insieme dati di diverse zone del vulcano e di tante aziende, si crea una mappatura delle annate e delle areeยป, spiega Giardini, costruendo una memoria agricola, utile per capire ricorrenze, differenze, comportamenti dei versanti. ยซSe dopo dieci anni scopriamo che nella zona di Frascati a maggio piove sempre, abbiamo un dato. Questo diventa un dettaglio maggiore della zonazioneยป, aggiunge.

Un nuovo racconto dei vini del Lazio

Il progetto non nasce in contrapposizione ai consorzi, ma come racconto alternativo del territorio. ยซรˆ come se sentissimo che il racconto esistente non fosse il nostro raccontoยป, dice Giardini. Non si tratta nemmeno di cancellare il passato: ยซQuello del conferimento alle cantine sociali ha avuto un ruolo ed รจ stato un momento importante. Ci hanno vissuto famiglie intere. Non va demonizzato. Oggi perรฒ non siamo piรน fermi a quello: cโ€™รจ bisogno di riscoprire, approfondire e rivalorizzareยป.

ยซParlare di โ€œvino dei Castelli” rischia di richiamare un immaginario di scarso valore e noi crediamo che qui il vino possa essere di unโ€™altra qualitร  e di un altro livelloยป. Vale anche per vitigni rimasti ai margini, come la malvasia puntinata. ยซStoricamente รจ stata dimenticata perchรฉ produce poco. In un territorio basato sul conferimento, dove serviva quantitร , aveva poco spazio. Oggi invece รจ forse uno dei vitigni bianchi piรน eleganti del Lazioยป.

Credits: Solange Souza

Il Vulcano come destinazione

La prospettiva piรน lunga vede anche una valenza enoturistica. Una rete di piccole cantine, percorsi, visite, degustazioni, paesaggio a pochi chilometri da Roma. ยซMi piacerebbe moltissimo che il vulcano venisse raccontato anche cosรฌ. Che Roma non fagocitasse tutto, ma che si scoprisse che, come Torino ha le Langhe, Roma ha il suo vulcano – dice Giardini – Le aziende del gruppo sono piccole, quindi creare una rete tra loro sarebbe bellissimo: tour esperienziali da una cantina allโ€™altra, visite, degustazioni, racconti condivisiยป. Accanto a questo, la volontร  di uscire dai confini regionali per andare a presidiare fiere italiane ed estere.

Per ora il progetto รจ in una fase iniziale, ma concreta. Ha un nome, un gruppo, dei criteri da seguire. La prova sarร  la continuitร . ยซDetto in parole semplici – conclude Giardini – quello che stiamo facendo รจ cercare di costruire un nuovo arealeยป.

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