Puglia

Non nominare il Primitivo di Manduria invano. Ora serve l'ok del Consorzio anche per usarlo come ingrediente

L'ente di tutela approva il regolamento sui prodotti trasformati: un'operazione strategica di difesa del brand giร  messa in atto da altri consorzi vitivinicoli italiani, tra cui Prosecco, Valpolicella e Chianti Docg

  • 29 Aprile, 2026
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Nuovi strumenti di controllo, protezione e valorizzazione del Primitivo di Manduria. L’Assemblea dei soci del Consorzio ha approvato il regolamento per l’autorizzazione all’uso della denominazione “Primitivo di Manduria Doc e Docg” nei prodotti composti, elaborati o trasformati diversi dal vino. In sostanza, il regolamento interviene su tutte quelle produzioni che lo contengono come ingrediente. Le aziende che vendono questi prodotti dovranno avere un’autorizzazione specifica del Consorzio.

Tra anti-contraffazione e marketing

Di fatto, l’ente presieduto da Novella Pastorelli completa il cerchio e sfrutta a pieno le funzioni di vigilanza e tutela erga omnes, riconosciute dalla legge, cosรฌ come hanno giร  fatto in precedenza importanti consorzi vitivinicoli italiani, tra cui Prosecco Doc, Consorzio vini Valpolicella, Vino Chianti Docg, alle prese con una lotta a 360 gradi all‘italian sounding e ai prodotti contraffatti. Il nome “Primitivo di Manduria”, in quanto marchio Dop protetto dall’Unione europea (secondo il Testo unico del vino e secondo il regolamento europeo sulla protezione delle Ig), non puรฒ essere liberamente utilizzato senza il disco verde dell’ente tarantino, che ha giร  adottato in passato (dal 2023) le fascette di Stato sulle 25 milioni di bottiglie mediamente prodotte ogni anno.

Primitivo Manduria - presidente Novella Pastorelli

Primitivo Manduria – presidente Novella Pastorelli

Rafforzare posizionamento e percezione di qualitร 

ยซUn grande passo in avanti ai fini commerciali per la Dop Primitivo di Manduria – dice Pastorelli – che si avvantaggerร  del prestigio di prodotti alimentari di qualitร  generando un virtuoso rapporto di reciproca convenienza, in considerazione della circostanza che il prodotto trasformato si potrร  giovare della reputazione della Dop e questโ€™ultima, a sua volta, potrร  beneficiare di una seconda vita e di un’ulteriore risonanza commerciale. L’uso di una denominazione come ingrediente rappresenta un elemento distintivo per il prodotto finale, contribuendo a rafforzarne il posizionamento e la percezione di qualitร ยป.

L’obiettivo delle imprese vinicole: tutela e trasparenza

L’obiettivo delle aziende รจ duplice: la tutela e protezione della Dop e la trasparenza verso i consumatori. Secondo il regolamento approvato giovedรฌ 23 aprile, il vino Primitivo di Manduria deve rappresentare un ingrediente ยซsignificativo e caratterizzanteยป del prodotto finale, con indicazione chiara della percentuale in etichetta. Nessun uso marginale a fini promozionali รจ sufficiente per avere il via libera del Consorzio. Il testo approvato in assemblea evidenzia che, rispetto alle informazioni al consumatore, deve essere ยซsempre evidente che il Primitivo di Manduria รจ un ingrediente e non il prodotto stesso, evitando qualsiasi rischio di confusioneยป.

Regole severe sull’etichettatura

In etichetta, il nome “Primitivo di Manduria” dovrร  avere caratteri piรน piccoli, tra virgolette e accompagnato dalla dicitura Doc o Docg (in riferimento al Primitivo di Manduria dolce naturale). Non รจ consentito l’uso dei loghi ufficiali della Dop. Per l’autorizzazione, gli operatori dovranno presentare richiesta formale al Consorzio, con documentazione tecnica e bozze di etichettatura. L’autorizzazione sarร  rilasciata per il singolo prodotto, durerร  tre anni e sarร  sottoposta a controlli periodici, da parte degli agenti vigilatori. Chi userร  il prodotto Dop, dovrร  dimostrare l’effettivo utilizzo del vino, garantire tracciabilitร  e comunicare i volumi di produzione. In caso di irregolaritร , il Consorzio potrร  revocare l’autorizzazione e far ritirare i prodotti.

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