Tutto è cominciato un po’ per caso. Era il 1910 quando, in una sala d’attesa di un medico a Napoli, Vincenzo De Cerchio conobbe in maniera del tutto fortuita il Barone Zambra, membro di una nobile casata milanese trasferitasi nel Sud Italia e con possedimenti un po’ ovunque. Casualità per casualità , il Barone aveva anche dei possedimenti in Abruzzo, a Villamagna, in provincia di Chieti, paese natio della famiglia De Cerchio. Qui il Barone era proprietario di una torre d’avvistamento del XV secolo, circondata da una ventina di ettari coltivati a seminativo. Dopo quella prima fortuita chiacchierata i due si rincontrarono più volte e il Barone accettò di vendere quel terreno ai De Cerchio con un pagamento rateale e senza garanzie.
«Un bellissimo gesto senza il quale forse oggi non saremmo qui» commenta entusiasta Federico De Cerchio, che oggi si occupa dell’azienda abruzzese cui abbiamo assegnato il Premio Speciale Cantina Emergente: «la mia era una famiglia contadina che non avrebbe mai avuto né le risorse, né la capacità di avere credito bancario per l’acquisto di quella proprietà ». La storia continua: «il mio bisnonno Vincenzo, su quel terreno piantò i primi ettari di montepulciano e trebbiano e li coltivò fino al 1940, quando decise di emigrare in Nord America a ridosso dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale.
Lì comincia la storia di mio nonno Laurentino che, essendo in età da arruolamento, nel 1941 fu mandato al fronte e nel ‘43 fu fatto prigioniero in Slovenia per poi essere trasferito in una prigione della Prussia, nell’attuale Polonia». Tornato a Villamagna nel ’47, Laurentino trova solo macerie, ma con l’aiuto del padre dall’altra parte dell’Atlantico e, grazie ai soldi ricevuti dalla famiglia negli Stati Uniti, riuscì a ripiantare i vigneti e a costruire la cantina dove nel 1961 imbottigliò la prima bottiglia di Torre Zambra.

Ma come può ricevere il premio di Cantina Emergente un’azienda che imbottiglia dal 1961? Beh, la risposta è facile. Quello che abbiamo raccontato finora è solo il passato di una realtà che negli ultimi anni ha completamente mutato forma rispetto a ciò che era. Federico, con il suo entusiasmo e la sua smisurata voglia di fare ha impresso un’accelerazione notevole a quella che era la “vecchia” azienda di famiglia.
«Mi permetto di dire che si tratta più di una vera e propria rivoluzione» corregge: «dopo il nonno Laurentino, mio padre Riccardo ha portato Torre Zambra a essere il marchio che conosciamo oggi in termini di qualità ma con una presenza molto regionale; lui è stato, ed è, un grande produttore e ha dedicato tutta la sua vita ai processi produttivi ed enologici in azienda. Partendo quindi da basi qualitative e produttive molto solide, quel che ho fatto io dal 2018, anno in cui ho rilevato l’azienda, è stato quello di trasformare una piccola realtà artigianale in una cantina strutturata dal punto di vista comunicativo e commerciale, raccontando al mondo, in chiave moderna, i grandi vini che avevamo, il territorio di Villamagna e la sua denominazione».
Grazie al suo background nel settore dell’e-commerce e del digitale, Federico ha impostato la sua trasformazione: «ci siamo aperti al mondo, portando in pochi anni i nostri vini in ben 55 Paesi e da un paio d’anni l’accelerazione è cominciata anche in Italia. Per assurdo, questa è la cosa che mi dà più soddisfazioni perché era abbastanza comune vedere una bottiglia di Torre Zambra nella wine list di un ristorante newyorkese, ma meno in una osteria di Roma». A chiudere il quadro, la certificazione biologica su tutta la produzione e quella sulla sostenibilità .

Oggi Torre Zambra è un’azienda che valorizza un patrimonio vitato di 42 ettari, nel comune di Villamagna. Siamo tra i 100 e i 300 metri di altitudine sul livello del mare, con esposizioni a sud, sud-est e sud-ovest, a otto chilometri dal mare e a dieci dal massiccio della Majella. Questa particolare vicinanza tra mare e montagna rende l’area molto ventilata, «perfetta per la coltivazione in biologico che è uno dei nostri credo»; i terreni calcareo-sabbiosi mantengono basse le rese delle uve aziendali. La gamma prevede i classici vini abruzzesi: ci sono diverse versioni di Montepulciano d’Abruzzo – quest’anno molto buoni gli sbarazzini Villa Maris ’24 e Madia ’24 – un goloso Cerasuolo d’Abruzzo, il Passo Sacro ’24, e due bianchi, uno da trebbiano, il Piana Marina ’24, uno da pecorino, il Poggio Salaia ’24.

Ma l’etichetta che più ci ha colpito in degustazione quest’anno è stata sicuramente quella del Villamagna Riserva ’22, uno dei vini Tre Bicchieri dell’Abruzzo: frutti neri maturi e dolci, note tostate, macchia mediterranea, suggestioni aromatiche che fanno da apripista a un sorso voluminoso, caldo, materico, alleggerito nel finale da un buon allungo sapido.
«Al di là degli investimenti che stiamo portando avanti per migliorare ulteriormente i processi di gestione del freddo in cantina, cosa che ci ha permesso di fare passi da gigante nelle lavorazioni dei vini bianchi e rosati, nel presente e futuro di Torre Zambra c’è l’hospitality». Con un progetto enorme ancora in fase di ultimazione, Federico ha fatto ricostruire la storica Torre Zambra, andata distrutta nel 1943 durante la Seconda Guerra Mondiale, e creato un importante centro enoturistico: il Torre Zambra Resort, una struttura ricettiva con wine bar, piscina, sei camere di charme e un ristorante. Dall’apertura del 6 marzo a oggi, la struttura ha fatto registrare 30.000 presenze, con il picco in occasione di Cantine Aperte dove, in due pomeriggi, sono arrivate in azienda oltre 3000 appassionati: «l’obiettivo è sempre stato quello di avvicinare il brand Torre Zambra al consumatore finale, dando così la possibilità di degustare un calice di vino direttamente in cantina respirandone l’atmosfera ma in modo diverso, senza i fronzoli che allontanano i giovani dal vino». E non basta: «i prossimi passi saranno sempre dedicati all’ampliamento dell’offerta enoturistica con l’apertura di un secondo ristorante in centro a Villamagna e con la ristrutturazione di due nuovi casali da adibire a guest rooms».
Torre Zambra | Via Regina Margherita, 24
Villamagna (CH)
Tel.: 0871 300917
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