Si chiama premiumization e, nelle analisi di mercato, indica uno spostamento dalle quantitร alla qualitร . Questo trend, non certo nuovo, ha attraversato tutto il 2025 delle enoteche italiane e dovrebbe proseguire nel 2026. Quelle aderenti a Vinarius, che sul territorio italiano ne riunisce oltre 120, per un fatturato vicino ai 50 milioni di euro, hanno registrato una flessione dei volumi venduti, a fronte di una crescita del valore complessivo. Il bilancio fatto dall’associazione alla vigilia delle festivitร restituisce un quadro in cui i consumatori ยซacquistano meno bottiglie, ma scelgono vini di maggiore qualitร , fortemente identitari e legati al territorioยป. A ottobre, a proposito di consumi e di prezzi, l’associazione aveva parlato di ยซpunto di non ritornoยป.
Le denominazioni, scrive l’associazione in base al sondaggio promosso tra gli aderenti, non sono piรน percepite come semplici sigle, ma come ยซsistemi narrativi che valorizzano storia, zonazioni, vitigni e unicitร produttiveยป. Se si guarda alle tipologie, accanto ai grandi rossi tradizionali, che in enoteca sono storicamente ben rappresentati, continua a crescere ยซlโinteresse per vini bianchi, rosati e spumanti, in particolare ottenuti col metodo classico, caratterizzati da freschezza e versatilitร gastronomicaยป. E un dato ulteriore salta all’occhio: ยซParallelamente – fa sapere Vinarius – si registra lโascesa dei vini leggeri e a basso contenuto alcolico, spinta soprattutto dalle nuove generazioni, sempre piรน attente a moderazione e bevibilitร ยป.

ยซI dati raccolti – spiega il presidente Giuliano Rossi – raccontano un consumatore piรน consapevole, curioso e selettivo che chiede qualitร e trasparenza. Le enoteche si confermano osservatori privilegiati e punti di riferimento culturali per intercettare e interpretare lโevoluzione del mercato del vinoยป. Tra gli altri temi, emerge la sostenibilitร , che entra in una fase di maturitร : secondo Vinarius il mercato premia approcci concreti e misurabili, basati su certificazioni, tracciabilitร e packaging sostenibili, mentre perde sempre piรน efficacia il semplice green washingยป.

Giuliano Rossi, presidente Vinarius
Considerando i canali, si rafforza il modello direct to consumer, integrato con lโenoturismo. Ovvero, vendite dirette, esperienze in cantina, wine club e contenuti digitali diventano strumenti fondamentali per costruire relazioni durature con il consumatore finale. E, infine, guardando al complesso del mercato italiano, Vinarius evidenzia una ulteriore polarizzazione: ยซI vini premium dimostrano una buona tenuta, mentre le fasce dei vini base sono chiamate a rinnovare linguaggi, posizionamento e comunicazioneยป.
Nel complesso, secondo il presidente Rossi, il settore รจ in evoluzione ed รจ chiamato a ยซripensare modelli produttivi, commerciali e comunicativiยป. In questo contesto, il recente riconoscimento della cucina italiana a Patrimonio culturale immateriale dellโUmanitร Unesco รจ un traguardo di straordinaria rilevanza ยซche premia la cultura, la storicitร e il valore identitario del nostro Paeseยป.
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