Una nuova comunicazione

Il vino raccontato in 3D. Ecco come la sinestesia può migliorare le degustazioni

Dipinti che diventano note di degustazione e bozzetti che mettono a confronto annate differenti. Così la grafica cambia il linguaggio vitivinicolo

  • 23 Ottobre, 2025
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Vedere Dept Q mi ha fatto riflettere sul modo di comunicare il vino. Nella serie il protagonista ha perso la parola a causa di trauma cerebrale ma, a beneficio della trama, conserva la capacità di disegnare. Mi identifico come studente visivo e ho scoperto recentemente che una percentuale minima di individui può “vedere” i suoni o “assaporare” le parole. Si tratta di sinestesia, un processo percettivo in cui si sovrappongono più sensi. Chissà come potrebbe aiutare a raccontare il vino.

Appunti di degustazione di Anna Matzinger. Sotto e in apertura grafiche di Sarah Heller MW

Come descrivere e far capire la degustazione

Parliamo molto di come rendere fruibili e meno ottundenti le note di degustazione. La brillante e poliedrica Meg Maker ha fatto un dipinto per corredare i suoi appunti di degustazione, primo capitolo di un esperimento per sovvertire la narrazione sensoriale. Alcuni enologi fanno così: come i Vinpression® di Jordan Fiorentini a Epoch Wines in California, oppure Anna Matzinger, celebre winemaker che crea vini a Willamette Valley, Oregon. Da vent’anni Anna usa rappresentazioni delle masse come metodo stenografico per confrontare le annate; questi bozzetti rendono sia la forma sia l’architettura del vino. La grafica è come un’impronta: crea un modo efficiente per vedere (e ricordare) come un vino interagisce col palato.

I fotomontaggi del vino

Le rappresentazioni sensoriali e più universali e evocative rimangono quelle dell’amica Sarah Heller MW: fotomontaggi appetitosi, polposi e multisensoriali anche attraverso uno schermo (come vi abbiamo raccontato nel mensile Gambero Rosso dello scorso settembre 2024 e su questo stesso sito).
Da multisensorialità a multidimensionalità il salto è breve.

Gerard Bertrand

La multidimensionalità del produttore Gérard Bertrand

Finalmente è un produttore che propugna il concetto di vini multidimensionali: Gérard Bertrand non è solo uno dei più rinomati viticoltori francesi; è un visionario della vinificazione biodinamica e un ambasciatore globale del Sud della Francia. A sessant’anni e con cinquanta vendemmie alle spalle, ha creato un impero vitivinicolo che ora comprende 17 tenute e oltre 1.000 ettari di vigneti. A tutti consiglio il suo libro: “Multidimensional Wine: An Initiation“.

 

 

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