Tra le leve per accelerare e consolidare il successo dell’export dell’industria agroalimentare italiana di qualità ci sono senza dubbio al primo posto gli accordi bilaterali che, oltre ad abbattere le barriere e a far conoscere sempre di più e in posti diversi i prodotti Made in Italy nel mondo, prevedono la tutela delle nostre eccellenze da fenomeni come l’Italian Sounding, che vale circa 100 miliardi di euro all’anno, il doppio delle nostre esportazioni regolari.

Oltre agli accordi bilaterali, per il nostro export è importante avere il supporto tecnico nei processi di internazionalizzazione da parte della rete diplomatica (MAECI), dell’ICE e del sistema delle Camere di Commercio, ma anche il sostegno economico da parte del sistema pubblico (SACE/Simest).

Il ruolo della comunicazione, poi, è uno strumento fondamentale per cui sono necessarie campagne di informazione sul made in Italy e attività di promozione sempre più strutturate. A tutto queste attività va aggiunta la risoluzione di alcuni nodi importanti che è necessario sciogliere se vogliamo davvero far volare il nostro export: l’incremento del costo dei noli e del sistema logistico in generale, fino alle spedizioni internazionali sono tra i più urgenti.

 Ivano Vacondio – Presidente Federalimentare