Vino

A Bordeaux è crollo produttivo: una vendemmia così poco abbondante non si vedeva dal 1991

Estirpi, gelo e fitopatie sono i principali responsabili del -14% in volume sul 2023. La superficie totale scende sotto quota 100mila ettari

  • 19 Febbraio, 2025
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Che la vendemmia 2024 in Francia non sarebbe stata abbondante si era capito dall’estate scorsa, ma che a Bordeaux si sarebbe registrato il raccolto più  scarso dal 1991 era meno prevedibile. Il dato definitivo sui volumi prodotti nel grande distretto transalpino, il più esteso per i vini Dop in Francia, certificano un crollo produttivo importante. Il -14 per cento comunicato dall’ente interprofessionale bordolese è figlio sia di un clima avverso sia della campagna di estirpo dei vigneti sostenuta dal governo, su richiesta della filiera vitivinicola.

Vigneto meno esteso da 40 anni

Nel dettaglio, secondo i dati delle Dogane riportati dall’agenzia Afp, nel 2024 sono stati prodotti 3,3 milioni di ettolitri di vino, rispetto ai 3,8 milioni dell’anno precedente. Un calo percentuale a due cifre che si collega alla diminuzione degli ettari vitati, passati da 103mila a 95mila a causa di una doppia tornata di estirpi dei vigneti. Basti pensare che, ai primi del Duemila, a Bordeaux c’erano 125mila ettari. Oggi, invece, il livello attuale è il più basso dal lontano 1985 (quarant’anni).

Effetto maltempo e stock in calo

Ma non è colpa solo dell’eradicazione degli impianti. La maxi regione viticola di Bordeaux ha dovuto fare i conti con gravi conseguenze per il maltempo, tra gelo primaverile, peronospora, acinellatura nel mese di giugno, che hanno colpito i viticoltori provocando un calo delle rese produttive per ettaro (da 37,2 ettolitri del 2023 a 35,1 ettolitri del 2024). Secondo il Consiglio interprofessionale di Bordeaux (Civb) la scarsità produttiva contribuirà a far diminuire le giacenze, dopo alcuni anni di sovrapproduzione, e – si spera – di far aumentare i prezzi dei vini sfusi, in modo da ritrovare l’equilibrio sul mercato. Resta ovviamente l’incognita dei possibili dazi sui beni europei sul mercato statunitense, che con 340 milioni di euro è il primo cliente dei vini di Bordeaux.

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