Nella Villa di Travalle, tra le colline subito fuori Firenze, da qualche mese ha aperto un ristorante che mescola il territorio con le suggestioni francesi in una cucina-cucinata di grande golosità, precisione, rispetto, tecnica. Tre gli chef, giovanissimi ma di ampia esperienza. Ecco la loro storia.... 24 Luglio 2013
Dalla colazione, al pranzo veloce, passando per un drink al bancone o per una cena curata: questo è come si presenta Il Borro Tuscan Bistrot. Il 18 luglio a Firenze è in programma l'apertura di un nuovo locale fondato sulla qualità e sulla valorizzazione del territorio. Ecco i dettagli del nuovo indirizzo e la linea della cucina dello chef Andrea Campani... 18 Luglio 2013
Un locale di ristorazione affiliato a un podere che lavora prodotti di agricoltura biologica, allevamenti di Cinta Senese e materie prime invidiabili: questa è l'Osteria Perillà. La linea gastronomica, seguita dallo chef Enrico Bartolini, è da poco nelle mani di Federico Sgorbini e Vilma Masha. Ecco le prime testimonianze dello chef Sgorbini e qualche piatto già presente in carta.... 15 Luglio 2013
I prodotti gastronomici italiani di qualità si incontrano in provincia di Arezzo per una serata a fondo benefico ideata dal famoso macellaio toscano Simone Fracassi, con la collaborazione di alcuni famosi chef del territorio italiano. Ecco il programma della cena con tutti i protagonisti partecipanti.... 24 Giugno 2013
Uno dei più grandi prodotti agroalimentari del nostro territorio va in scena per una serata dedicata all'eccellenza. E agli oli più importanti premiati dalla guida 2013 del Gambero Rosso. Ecco il podio delle Tre Foglie e il commento del curatore Stefano Polacchi.... 19 Giugno 2013
Parole d’ordine? Territorio e no alle guerre intestine tra i comuni vitivinicoli. Insomma: i vicini devono essere alleati. Parola di Donatella Cinelli Colombini neo presidente della Doc Orcia... 12 Giugno 2013
La Tenuta di Ghizzano ha deciso di non produrre più il suo Chianti, ma la notizia vera non è questa perché, al suo quinto anno di uscita, il Nambrot è riuscito finalmente a conquistare i nostri Tre Bicchieri. È vero che anche gli scorsi anni sia il Nambrot sia il Veneroso erano giunti a pochi passi dalla meta, ma qualcosa sul piano del carattere e dell'intensità era sempre loro mancato. Il Nambrot 2000 nasce anche da un riassetto organico di questo vino. Ginevra Venerosi Pesciolini e il suo tecnico Carlo Ferrini hanno pensato bene di abbandonare il percorso iniziale, utile sotto il profilo della sperimentazione, impostato sulla vinificazione in purezza di uve merlot per passare ad un uvaggio che, oltre al merlot, prevede un terzo di cabernet sauvignon e altre uve autoctone. Una scelta vincente, perché il vino ha guadagnato in fatto di complessità e articolazione, senza cedere posizioni sul piano dello spessore. Gli appunti di degustazione hanno rilevato un colore rubino intenso dai riflessi brillanti; il naso è concentrato, di buona profondità e armonia con sentori di frutti neri, di cacao, caffè e spezie. La bocca è morbida, flessuosa, elegante nello sviluppo, con lieve intervento del tannino di legno nella fase finale. Si è comportato bene anche il Veneroso '00, blend di sangiovese, cabernet e quote minori di merlot. È un vino che ruota con efficacia, al solito, intorno ai meccanismi dell'equilibrio, senza la smania di evidenziare concentrazioni roboanti. Risulta, pertanto, morbido, ben articolato, di buona lunghezza, con parziali strati di influenza boisé ancora da smaltire. Il Nambrot '07, merlot con quote di cabernet franc e petit verdot, ha complessità, materia e profondità. La trama aromatica è fatta di note ematiche, frutti neri e liquirizia, la bocca è articolata e materica, calda, con tannino serrato e giovane. Su livelli assoluti anche il Veneroso '07, da uve sangiovese e cabernet, ampio e profondo, di grande texture gustativa, elegante e profondissimo. Tre Bicchieri di fascino....
Una nuova etichetta si è aggiunta quest?anno alle numerose proposte enologiche di Banfi. Si tratta del Poggio alle Mura, una selezione di Brunello che deriva da un esteso cru posto poco più a Nord dell?omonimo Castello. È stato un esordio molto promettente che ha coinciso con un?annata di rilievo a Montalcino. È un rosso denso, concentrato, di ottimo spessore, ben equilibrato e dotato di frutto intenso e di tannini di pregevole grana. Non ha agganciato, per poco, i Tre Bicchieri che sono, invece, stati ottenuti dall?Excelsus ?99 che ha mostrato una struttura compatta e piena in un contesto gustativo di buona tonicità, in grado di svilupparsi con rimarchevole eleganza. Nell?infinita lista di etichette presentate è spiccata con successo quella del Cabernet Tavernelle ?99, un vino energico, di buon carattere e maturità, appena frenato dalla presenza del rovere. Buono ma non grande ci è parso il Summus ?99 che ha esibito profondità di frutto al naso unitamente a qualche cenno vegetale. Il palato è di buona polpa ma un po? asciugato nel finale. Le note positive, per la verità, si sprecano poiché tutti i prodotti assaggiati hanno ben figurato offrendo la testimonianza di un lavoro eseguito con estrema cura. Merita una citazione l?altro vino esordiente, il Cum Laude ?99, di impostazione più semplice ma provvisto di integrità di frutto e solidità strutturale. Pescando tra i vini più classici è da sottolineare la sicura affermazione del Brunello ?97, una vera sicurezza, come del resto anche del Rosso di Montalcino ?00, semplice, fruttato, di piacevole rotondità.  Gradito ritorno ai Tre Bicchieri per il Brunello Poggio all'Oro Riserva '04, proposto per la prima volta dopo il millesimo '99. Molto elegante ha naso intenso, con note balsamiche e di confettura di more e ciliegie. I tannini sono levigati, la progressione avvincente, per un finale di grande persistenza. Ottimo anche il Brunello Poggio alle Mura '05, tra i migliori di sempre, e davvero ben fatto il Brunello di Montalcino '05....
La qualità dei vini del Cerro ormai non sorprende più, i valori sono consolidati a livelli alti e ci sono una serie di convincenti conferme. La lunga serie di etichette ci impone di iniziare a descriverle, come del resto meritano. La vetrina principale è riservata, come è prevedibile, all'Antica Chiusina capace di bissare ad un anno di distanza il successo della passata edizione. È un vino di grande impatto già al colore, denso, scuro, molto concentrato. Il naso scava in profondità con note di frutti neri e liquirizia in evidenza, supportate da cenni minerali e tostati. La bocca è potente, morbida, fitta e serrata nella presenza tannica, compatta e lunga nel finale, dove i tannini si insinuano ancora. A carezzare la soglia dei Tre Bicchieri anche stavolta il Merlot Poggio Golo, versione 2000. È un rosso massiccio, dalla concentrazione imponente e dalla ricchezza tannica quasi intimidatoria, che non presenta, oggettivamente, punti deboli. Con una lettura meno formale e razionale gli si possono appuntare, se mai, limiti di freddezza, non tradisce, insomma, emozioni e neanche le comunica. Dal profilo simile ma con maggior ruvidità finale è il Sangiovese Manero '00, comunque molto valido. Di buon equilibrio, sia al naso che in bocca, oltre che di struttura solida è il Nobile '99. Sfiora i due bicchieri lo Chardonnay '01 dai profumi di frutti esotici e dal palato ampio e ben articolato. Ben fatto e di succosa polpa fruttata è, al solito, il Rosso di Montepulciano '01, mentre sui binari della semplice gradevolezza si piazzano gli altri vini. Il Nobile Riserva ’06 è un vino decisamente ben riuscito, fin dai profumi netti e persistenti, preludio a una bocca ben ritmata e di bella articolazione. Convincente l'originale Caggio al Vescovo '07, Colorino in purezza. Non delude il Nobile '07, equilibrato e di buona scorrevolezza. Dolcezza non esasperata per il Vin Santo Sangallo ’04, forse solo un po’ in debito di densità. Affidabile il resto della gamma. Assente il vino bandiera aziendale, il Nobile Antica Chiusina, ancora per un anno a riposare in bottiglia....
Finalmente torniamo a parlare del Pergole Torte con gli aggettivi che gli competono. Non siamo ancora al punto di declamare frasi entusiastiche, ma la versione '99 di uno dei più classici Sangiovese della Toscana è di quelle che non passeranno inosservate. Quest'anno si è così ricomposta nei giusti termini anche la gerarchia aziendale che vede il Pergole Torte dominare di nuovo la situazione. Il colore è granato dai vivaci riflessi dal tono rubino, i profumi sono chiusi, poco disponibili al momento, con tracce di torba in sottofondo. La bocca risponde con sicurezza, docile e soave all'ingresso, molto elegante nello sviluppo su un corpo reso scorrevole dalla sofficità dei tannini, con chiusura lunga e stilizzata. Non si deve chiedere a questo vino l'esibizione prorompente del frutto né le concentrazioni che intimidiscono, ma si debbono scovare le sfumature, la finezza dei dettagli, magari con un po' di carattere in aggiunta che certamente non guasterebbe. Sfiora i due bicchieri il Montevertine '99 che si concede con un gusto lineare, equilibrato e di buona profondità. Meno avvincente è la proposta olfattiva, poco nitida e leggermente evoluta. Non sgradevole è il Pian del Ciampolo '99, dal profilo più semplice, ma un po' magro e con qualche velatura al naso. Originale è l'approccio aromatico del Bianco di Montevertine '00. Si avvertono note floreali e di erbe aromatiche, corrisposte da un sapore agile, bilanciato e piacevole. Di nuovo un millesimo magistrale per Le Pergole Torte, versione '07. Delicati profumi di fiori secchi e frutta rossa fresca, fragola e bosco, cenni ferrosi e di grafite. La bocca è affilata e suadente, morbida e tesa allo stesso tempo, in uno stile unico che una volta assaggiato non si dimentica. Finale lunghissimo, prezioso, e un Tre Bicchieri imperdibile. Il Montevertine '07, dallo stile volutamente ancora più esile e apparentemente sfuggente, è in realtà meraviglioso perché brillante e luminoso. Fiore e corbezzolo, erbe di montagna. Il Pian del Ciampolo '08 ha grande beva, ottima distensione e un finale delicato....

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