La Tenuta di Ghizzano ha deciso di non produrre più il suo Chianti, ma la notizia vera non è questa perché, al suo quinto anno di uscita, il Nambrot è riuscito finalmente a conquistare i nostri Tre Bicchieri. È vero che anche gli scorsi anni sia il Nambrot sia il Veneroso erano giunti a pochi passi dalla meta, ma qualcosa sul piano del carattere e dell'intensità era sempre loro mancato. Il Nambrot 2000 nasce anche da un riassetto organico di questo vino. Ginevra Venerosi Pesciolini e il suo tecnico Carlo Ferrini hanno pensato bene di abbandonare il percorso iniziale, utile sotto il profilo della sperimentazione, impostato sulla vinificazione in purezza di uve merlot per passare ad un uvaggio che, oltre al merlot, prevede un terzo di cabernet sauvignon e altre uve autoctone. Una scelta vincente, perché il vino ha guadagnato in fatto di complessità e articolazione, senza cedere posizioni sul piano dello spessore. Gli appunti di degustazione hanno rilevato un colore rubino intenso dai riflessi brillanti; il naso è concentrato, di buona profondità e armonia con sentori di frutti neri, di cacao, caffè e spezie. La bocca è morbida, flessuosa, elegante nello sviluppo, con lieve intervento del tannino di legno nella fase finale. Si è comportato bene anche il Veneroso '00, blend di sangiovese, cabernet e quote minori di merlot. È un vino che ruota con efficacia, al solito, intorno ai meccanismi dell'equilibrio, senza la smania di evidenziare concentrazioni roboanti. Risulta, pertanto, morbido, ben articolato, di buona lunghezza, con parziali strati di influenza boisé ancora da smaltire. Il Nambrot '07, merlot con quote di cabernet franc e petit verdot, ha complessità, materia e profondità. La trama aromatica è fatta di note ematiche, frutti neri e liquirizia, la bocca è articolata e materica, calda, con tannino serrato e giovane. Su livelli assoluti anche il Veneroso '07, da uve sangiovese e cabernet, ampio e profondo, di grande texture gustativa, elegante e profondissimo. Tre Bicchieri di fascino....
Una nuova etichetta si è aggiunta quest?anno alle numerose proposte enologiche di Banfi. Si tratta del Poggio alle Mura, una selezione di Brunello che deriva da un esteso cru posto poco più a Nord dell?omonimo Castello. È stato un esordio molto promettente che ha coinciso con un?annata di rilievo a Montalcino. È un rosso denso, concentrato, di ottimo spessore, ben equilibrato e dotato di frutto intenso e di tannini di pregevole grana. Non ha agganciato, per poco, i Tre Bicchieri che sono, invece, stati ottenuti dall?Excelsus ?99 che ha mostrato una struttura compatta e piena in un contesto gustativo di buona tonicità, in grado di svilupparsi con rimarchevole eleganza. Nell?infinita lista di etichette presentate è spiccata con successo quella del Cabernet Tavernelle ?99, un vino energico, di buon carattere e maturità, appena frenato dalla presenza del rovere. Buono ma non grande ci è parso il Summus ?99 che ha esibito profondità di frutto al naso unitamente a qualche cenno vegetale. Il palato è di buona polpa ma un po? asciugato nel finale. Le note positive, per la verità, si sprecano poiché tutti i prodotti assaggiati hanno ben figurato offrendo la testimonianza di un lavoro eseguito con estrema cura. Merita una citazione l?altro vino esordiente, il Cum Laude ?99, di impostazione più semplice ma provvisto di integrità di frutto e solidità strutturale. Pescando tra i vini più classici è da sottolineare la sicura affermazione del Brunello ?97, una vera sicurezza, come del resto anche del Rosso di Montalcino ?00, semplice, fruttato, di piacevole rotondità.  Gradito ritorno ai Tre Bicchieri per il Brunello Poggio all'Oro Riserva '04, proposto per la prima volta dopo il millesimo '99. Molto elegante ha naso intenso, con note balsamiche e di confettura di more e ciliegie. I tannini sono levigati, la progressione avvincente, per un finale di grande persistenza. Ottimo anche il Brunello Poggio alle Mura '05, tra i migliori di sempre, e davvero ben fatto il Brunello di Montalcino '05....
La qualità dei vini del Cerro ormai non sorprende più, i valori sono consolidati a livelli alti e ci sono una serie di convincenti conferme. La lunga serie di etichette ci impone di iniziare a descriverle, come del resto meritano. La vetrina principale è riservata, come è prevedibile, all'Antica Chiusina capace di bissare ad un anno di distanza il successo della passata edizione. È un vino di grande impatto già al colore, denso, scuro, molto concentrato. Il naso scava in profondità con note di frutti neri e liquirizia in evidenza, supportate da cenni minerali e tostati. La bocca è potente, morbida, fitta e serrata nella presenza tannica, compatta e lunga nel finale, dove i tannini si insinuano ancora. A carezzare la soglia dei Tre Bicchieri anche stavolta il Merlot Poggio Golo, versione 2000. È un rosso massiccio, dalla concentrazione imponente e dalla ricchezza tannica quasi intimidatoria, che non presenta, oggettivamente, punti deboli. Con una lettura meno formale e razionale gli si possono appuntare, se mai, limiti di freddezza, non tradisce, insomma, emozioni e neanche le comunica. Dal profilo simile ma con maggior ruvidità finale è il Sangiovese Manero '00, comunque molto valido. Di buon equilibrio, sia al naso che in bocca, oltre che di struttura solida è il Nobile '99. Sfiora i due bicchieri lo Chardonnay '01 dai profumi di frutti esotici e dal palato ampio e ben articolato. Ben fatto e di succosa polpa fruttata è, al solito, il Rosso di Montepulciano '01, mentre sui binari della semplice gradevolezza si piazzano gli altri vini. Il Nobile Riserva ’06 è un vino decisamente ben riuscito, fin dai profumi netti e persistenti, preludio a una bocca ben ritmata e di bella articolazione. Convincente l'originale Caggio al Vescovo '07, Colorino in purezza. Non delude il Nobile '07, equilibrato e di buona scorrevolezza. Dolcezza non esasperata per il Vin Santo Sangallo ’04, forse solo un po’ in debito di densità. Affidabile il resto della gamma. Assente il vino bandiera aziendale, il Nobile Antica Chiusina, ancora per un anno a riposare in bottiglia....
Finalmente torniamo a parlare del Pergole Torte con gli aggettivi che gli competono. Non siamo ancora al punto di declamare frasi entusiastiche, ma la versione '99 di uno dei più classici Sangiovese della Toscana è di quelle che non passeranno inosservate. Quest'anno si è così ricomposta nei giusti termini anche la gerarchia aziendale che vede il Pergole Torte dominare di nuovo la situazione. Il colore è granato dai vivaci riflessi dal tono rubino, i profumi sono chiusi, poco disponibili al momento, con tracce di torba in sottofondo. La bocca risponde con sicurezza, docile e soave all'ingresso, molto elegante nello sviluppo su un corpo reso scorrevole dalla sofficità dei tannini, con chiusura lunga e stilizzata. Non si deve chiedere a questo vino l'esibizione prorompente del frutto né le concentrazioni che intimidiscono, ma si debbono scovare le sfumature, la finezza dei dettagli, magari con un po' di carattere in aggiunta che certamente non guasterebbe. Sfiora i due bicchieri il Montevertine '99 che si concede con un gusto lineare, equilibrato e di buona profondità. Meno avvincente è la proposta olfattiva, poco nitida e leggermente evoluta. Non sgradevole è il Pian del Ciampolo '99, dal profilo più semplice, ma un po' magro e con qualche velatura al naso. Originale è l'approccio aromatico del Bianco di Montevertine '00. Si avvertono note floreali e di erbe aromatiche, corrisposte da un sapore agile, bilanciato e piacevole. Di nuovo un millesimo magistrale per Le Pergole Torte, versione '07. Delicati profumi di fiori secchi e frutta rossa fresca, fragola e bosco, cenni ferrosi e di grafite. La bocca è affilata e suadente, morbida e tesa allo stesso tempo, in uno stile unico che una volta assaggiato non si dimentica. Finale lunghissimo, prezioso, e un Tre Bicchieri imperdibile. Il Montevertine '07, dallo stile volutamente ancora più esile e apparentemente sfuggente, è in realtà meraviglioso perché brillante e luminoso. Fiore e corbezzolo, erbe di montagna. Il Pian del Ciampolo '08 ha grande beva, ottima distensione e un finale delicato....
Davvero notevole negli ultimi anni il ruolino di marcia di quest'azienda, che è riuscita a raggiungere uno standard qualitativo di tutto rispetto. Sono molti i vini che abbiamo assaggiato: tutti si aggiudicano due bicchieri. Iniziamo dal Chianti Rufina '00, dal colore rubino brillante. Al naso emergono, con evidenza, sentori fruttati di buona intensità. In bocca si mostra nervoso, con tannini fitti, di ottima lunghezza. La Riserva '99 all'esame visivo mostra un colore rubino di buona intensità. Gli aromi ricordano i frutti e il tostato del rovere, con piccoli accenni vegetali. In bocca l'attacco è morbido e ben sostenuto dal rovere. Buona la fase centrale, mentre nel finale il vino tende un po' a "calare" con un lieve retrogusto amarognolo. Nel Corto '00 i profumi offrono toni dolci, come la vaniglia e la confettura di frutti di bosco, nobilitati da una lieve speziatura di chiodi di garofano. L'ingresso in bocca è morbido, quasi denso, con l'acidità che fornisce un ottimo contrappunto. Il finale è persistente e piacevole. I Pini '00 all'olfatto mostra un bagaglio aromatico basato su note di frutti maturi, come prugna e ribes, con piccole nuances di cannella. L'attacco in bocca è deciso, di buona avvolgenza, con tannini fusi alla componente alcolica. Appena diluito, conserva un finale di lunga persistenza. Nell'Erta e China '00 i toni di frutti di bosco sono accompagnati da lievi sentori di pepe fresco. L'esame gustativo rivela un gusto saporito, invitante, caratterizzato da un ottimo equilibrio e da una giusta persistenza. L'Erta e China '08 è un uvaggio paritario di sangiovese e cabernet sauvignon, dalle note olfattive che ricordano le more e le spezie, corpo delicato, morbido, dai tannini ben integrati, con finale prolungato e gradevole. I Pini '08, da uve merlot, cabernet sauvignon e syrah, si distingue per le note di pepe e pelliccia, una struttura robusta e un retrogusto speziato. Il Vigna Il Corto '08, da uve sangiovese con piccolo saldo di cabernet sauvignon, ha profumi vegetali piacevoli, corpo appena rigido ma sostanzioso, che riesce a distendersi nel finale. Buone le due versioni del Chianti Rufina, più ricche di tannino, comunque ben gestito. Il Vin Santo '04 è adatto agli amanti della tradizione....
I vini di Mantellassi sono generalmente ben fatti e di discreta qualità, anche se, almeno quest'anno, manca il prodotto di carattere superiore. In rapporto alla tipologia è molto valida la prova del Morellino San Giuseppe, intenso e di bella struttura. Una delle migliori versioni di sempre quella del Querciolaia ’07, da alicante in purezza o, come si dice da queste parti uva spagna. I profumi sono ben delineati e non mancano di dolcezza, preludio ben corrispondente a una bocca spessa e succosa. Grande bevibilità per il Morellino San Giuseppe ’09, stilisticamente affine al Morellino Mentore ’09, che però risulta più semplice e un po’ meno definito. Austero, anche se forse un po’ troppo rigido, il Morellino Le Sentinelle Riserva ’07....
Gli assaggi dei vini di Spadaio e Piecorto hanno mostrato incoraggianti segnali di crescita qualitativa. È di buona struttura l'Alleroso '98; non è da meno il Chianti Classico '99, di buona pulizia olfattiva, al palato rigoroso e concreto. Il premiato si presenta con profumi invitanti, di ciliegia e prugna, puliti e definiti, con note minerali accentuate, corpo fluido, dalla trama tannica distesa, ottimamente integrata, e un nerbo acido che dà vigore, per un finale gustativo sapido e di bella persistenza. Piacevole anche la selezione Piecorto '08, ottenuta da sole uve sangiovese, dal bagaglio aromatico ricco, dove i frutti di bosco si uniscono alle spezie. Strutturato, dai tannini ben integrati....
Scrivere di vino e mettere tutti d?accordo è davvero impresa titanica. Lasciando perdere le considerazioni sulle valutazioni che, ovviamente, riflettono in ogni caso posizioni soggettive, c?è da dire che i nostri commenti sono spesso giudicati troppo "buonisti" da alcuni lettori e, al contrario, troppo acidi e cattivelli da parte dei produttori. Un preambolo necessario per dire che, parlando di Poggio Argentiera, speriamo di mettere tutti d?accordo. C?è ben poco da criticare, infatti, sull?operato di Giampaolo Paglia, titolare dell?azienda maremmana. Con un processo di evoluzione continua ha progressivamente portato i suoi vini ad un livello che qualche anno fa era difficile immaginare. La zona del Morellino si arricchisce di un nuovo grande vino, il Capatosta, che giustifica, se ce ne fosse il bisogno, gli enormi investimenti piovuti in Maremma negli ultimi anni. Già il ?99 era molto buono, con qualche asperità che auspicavamo fosse risolta, ed ecco questo magnifico campione dell?annata 2000 intervenire a correggere il tiro. È un vino caldo e solare, in grado di riflettere i doni e le caratteristiche del territorio. È provvisto di un colore ricco e da profumi intensi e puri di marmellata di more, pepe e spezie dolci. La bocca è rotonda, piena, ricca di tannini dolci e di un finale fresco ed elegante. Un Morellino da Tre Bicchieri, insomma. Ed è buono anche il secondo vino di Poggio Argentiera, il Bellamarsilia ?00. Il naso è pulito dai toni fruttati e leggera presenza vegetale. Il sapore è morbido, flessuoso e conciliante, appena amarognolo nel finale. Frutto pieno e ben centrato nei profumi del Morellino di Scansano Capatosta  '08, ricco e succoso in bocca. Immediato, di bella piacevolezza, il Maremmante '09, da uve syrah e alicante. I profumi sono netti e la sua progressione gustativa ben ritmata e gustosa. Aromi tenui e a tratti non ben a fuoco nel Morellino di Scansano Bellamarsilia '09, che in bocca si riscatta con un gusto fragrante e fruttato. Semplice e lineare il Guazza (ansonica e vermentino) '09....
Ci fa veramente piacere dedicare una scheda a quest?azienda, di antica tradizione, che dopo essere vissuta per anni nel limbo di una produzione anonima, ha finalmente trovato la forza di voltare pagina, con risultati di assoluto valore. Merito del proprietario Massimo Marchi, che ha creduto nel progetto di ristrutturazione, elaborato dal direttore Marco Ferretti e dall?enologo Alberto Antonini. Partiamo dal primo vino, il Chianti Sorrettole ?01, che ha colore rubino e riflessi porpora. Al naso si presenta con profumi gradevoli, di giusta intensità, che richiamano sensazioni dolci, di vaniglia e lamponi. Buono l?ingresso in bocca, di media consistenza, con tannini fitti e ben distribuiti. Al gusto è sapido, appetitoso, di discreta persistenza. Va meglio il Chianti Colli Fiorentini La Torretta ?01: alla vista si presenta di un colore rubino intenso e impenetrabile. Al naso si colgono profumi decisamente tostati, che poi fanno spazio a buone sensazioni di caffè e di frutto maturo, come la prugna. L?attacco in bocca è quasi grasso nella sua consistenza, sostenuto nella componente tannica ben equilibrata all?alcol. Il finale è in crescendo gustativo. Il vino migliore ci è sembrato La Querce ?00. Viola intenso molto concentrato nel colore, presenta profumi fruttati di ciliegia, prugna e mora, il tutto appena addolcito da note vanigliate. L?esame gustativo mostra un corpo suadente, denso ma ben supportato da un?acidità presente senza essere eccessiva. Il finale offre una lunga e gradevole persistenza gustativa. Davvero convincente l'uvaggio di sangiovese e colorino La Querce '07, dal naso aromatico fresco, con note mentolate e balsamiche, frutto ben definito, come ribes e mirtillo. In bocca non mostra eccessi, è morbido e setoso, con vena acida ben presente e finale gustativo duraturo e piacevole. Si comporta bene, alla sua prima uscita, M '07, Merlot in purezza, dal naso dominato dai frutti di bosco, con una nota minerale ben definita e cenni di spezia molto godibili. Struttura morbida senza essere piaciona, gusto netto e pulito. Bene il Chianti Colli Fiorentini La Torretta '08, dai toni di ciliegia e mora, corpo di buona consistenza, tannino rilevabile ma piacevole e finale asciutto. Semplice e bevibile il Chianti Sorrettole '09....
Il Caprorosso '00, sangiovese e cabernet sauvignon, è un vino di forte impatto, potente, incisivo, con tannini maturi. È il vino di punta, molto promettente, di Bagnolo. Gli altri prodotti seguono binari sicuri di buona correttezza, senza slanci particolari. Il Chianti Colli Fiorentini '08 ha naso fresco e vivace, con note di erbe aromatiche. Bocca calda e succosa, dolce ed elegante, con finale lungo. Il Capro Rosso '07, uvaggio di sangiovese, colorino e cabernet sauvignon, colpisce al naso per il sentore tostato, speziato. In bocca è gustoso, potente e morbido, con bella progressione finale. Il Vin Santo Riserva '01 è di un colore ambrato leggero, dagli aromi che ricordano frutti come nocciola, mandorle ed erbe aromatiche. Bella e prolungata la sensazione finale. Il Chianti Colli Fiorentini Riserva '07 al naso mette in risalto le spezie e i frutti di bosco. Bocca media e succosa, non troppo potente, dal finale tronco....

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