Storie

La giovane pasticcera rientrata da Parigi che ha portato i suoi dolci nel cuore della Tuscia

PaVi รจ il sogno di Paola Bonavia: anni a Parigi, rientro a casa e un lessico nuovo tra Opรฉra, Pavรฉ, tartellette e una crema โ€œleggeraโ€ che conquista al primo assaggio

  • 26 Ottobre, 2025
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Il profumo della fave dei morti ti prende l’anima… Ma ci aspettavamo una pasticceria francese! Invece, entrando da PaVi – in una vietta alle spalle della strada Liberty di Viterbo – il profumo รจ in totale sintonia con il periodo e con il luogo. Eppure, sรฌ. PaVi รจ una pasticceria di impostazione francese, anche se a condurla – in solitaria – รจ una giovane pasticcera viterbese che a Parigi ha passato molti anni e che ha deciso dallo scorso aprile di portare nel capoluogo della Tuscia un po’ della sua vita legandola alle sue radici. Ma cosa porta, Paola Bonavia, da Parigi nell’impasto delle fave dei morti? ยซL’attenzione a cosa si sente quando si assaggia. La fava รจ un biscotto, quindi non c’รจ troppo da girarci intorno. Perรฒ voglio che si sentano distintamente le caratteristiche di quel biscotto che a me piace croccante all’esterno e morbido all’interno. E con un tocco deciso di cannella, ovviamente! Poi, per molti ingredienti – penso per esempio al burro e al cioccolato – resto legata a prodotti francesi e mi piace – alla francese – giocare sulle consistenze, sulle stratificazioni e i diversi livelli degli aromi, dei sapori. La pasticceria francese รจ abbastanza complessa e questo mi piace…ยป

Viterbo-Parigi e ritorno

Ed ecco allora che in vetrina c’รจ lo choux (alias bignรจ) con sopra il suo caratteristico “craquelin” a base di frolla che diventa “craclan“. ยซNon volevo sembrare snob con nomi francesi scritti in modo strano, cosรฌ ho italianizzato alcune parole… Del resto non lo fanno anche i francesi, che francesizzano tutto?ยป, sorride Paola – e accanto il Paristozzo, un classico maritozzo un po’ alla francese, con una base di pasta brioche e farcitura di “crema leggera” alla vaniglia: รจ la prima cosa di cui facciamo la conoscenza e che Paola ha creato in prima persona. ยซSรฌ, la adoro e la uso molto, anche per gli choux. Che qui si chiamo sciรน: l’ho scritto come si legge, poi ho imparato che รจ il modo di chiamarli a Napoli!ยป E allora, parliamo di questa novitร , la crema leggera tra Francia e Italia.

ยซQuando ho lavorato in una boulangerie parigina e mi occupavo della pasticceria, il titolare mi chiese di fare degli choux con la chantilly, che andavano per la maggiore in cittร . A me non piace la chantilly, che in Francia รจ panna montata e zucchero. Cosรฌ ho messo a punto la mia. crema, in cui c’รจ anche mascarpone insieme a panna, uova e l’immancabile vaniglia, un altro mio amore. Una crema che forse a livello calorico non sarร  piรน geggera della chantilly francese, ma che a livello di sensazione e di rotonditร  ha un altro impatto gustativoยป. E ricorda un po’, con una lievitร  e un’eleganza maggiore, la chantilly all’italiana.

L’inizio in una pasticceria di provincia

Oltre alla sua colorata e profumata vetrina nel cuore – seminascosto – del quartiere Ellera, รจ bella la storia di Paola che si รจ conquistata una dimensione personale senza paura del futuro e dei salti in avanti. La linea di rottura della sua vita corre lungo il 2011: decide di lasciare la facoltร  di Lingue a Pisa e di rientrare a Viterbo dove aveva la famiglia. A un anno dall’iscrizione, non se la sentiva piรน come una strada sua. “Bene – le dice la madre – Perรฒ a questo punto devi cercare quello che vuoi fare davvero e buttarti a capofitto“.

Lei non sa bene cosa vuole fare. Ci pensa un po’ e l’unica cosa che le viene in mente sono i dolci che ama preparare per i suoi amici. ยซMi piaceva farli, ma non li mangiavo – sorride lei – Ero perennemente a dieta rigida! Perรฒ ci penso a dico a mia madre che in realtร  รจ l’unica cosa che avrei voluto fare davvero…ยป Serve una scuola, un percorso di formazione. Cosa c’รจ di meglio dell’Alma di Colorno? ยซSรฌ, la reputavo il massimo. Peccato perรฒ che avevano solo corsi avanzati e che per entrare bisognava avere giร  delle solide basiยป. Cosรฌ Paola bussa timidamente alla porta di Lombardelli, storica pasticceria viterbese molto classica e al tempo anche molto in voga: comincia a entrare nel suo nuovo mondo sul filo dei vent’anni. Cosa rimane di quell’esperienza dopo tanti anni trascorsi nel tempio dell’alta pasticceria europea? ยซDevo tutto a lui: innanzitutto dopo quell’esperienza sono riuscita a entrare in Alma. Ma poi mi ha accompagnato in un cambiamento fondamentale per meยป.

L’approdo nel tempio dell’alta pasticceria

Dopo stage ed esperienze in hotel e relais tra Jesolo e la Toscana, e presso Maurizio Colenghi del Dolce Reale a Montichiari, Paola prende il volo per Parigi. E approda alla Pรขtisserie du Pantheon di Sรฉbastien Dรฉgardin. ยซQui sรฌ che ho imparato molto, quasi tutto – sorride la pasticcera – รˆ stato il vero salto nel mondo dell’alta pasticceria. Poi – dopo il Covid – ho guidato il reparto dei dolci in una boulangerie nel XII arrondissement. Ci sono stata tre anni, ma l’esperienza della pandemia mi ha segnata: sentivo forte il desiderio di tornare a casa. Mi รจ costato molto decidere, ma alla fine ho fatto la mia scelta. Sono rientrata a Viterbo e in un anno sono riuscita a trovare un locale tutto mio. Ero incerta se fosse meglio il centro storico, ma devo dire che questo locale mi ha preso subito il cuore e poi era nel quartiere dove viveva mia nonna: credo sia l’unico quartiere vero rimasto vitale. Qui il calore e la disponibilitร  di tutti ic ommercianti che lavorano intorno a me mi hanno accolto davvero alla grandeยป.

Operร , Pavรจ e tartellette nel cuore della Tuscia

Anche se la strada delle novitร  e della sprovincializzazione รจ stata giร  segnata, in Tuscia, da grandi donne come Francesca Castignani alla Belle Helene di Tarquinia e da Renรฉe Jaudรฉ con Le Cose Buone di Viterbo (che ha perรฒ avuto una vita troppo breve), non รจ “ovvio” proporre in un centro abbastanza chiuso nella tradizione prodotti di respiro piรน internazionali. In parole povere: portare un viterbese a scegliere un trancio di Operร  con la sua raffinata eleganza al posto di una piรน nostrana Mimosa, o un piรน classico Pavรจ al posto del suo lontano cugino Tiramisรน, non รจ cosa semplice nรฉ ovvia. ยซCerto, c’รจ qualcuno che cerca le paste della domenica e ci resta male quando vede le mie tartellette – le deliziose e raffinate barchette di pasta frolla declinata in molto modi – o gli choux, che non sono veri e propri bignรจ tradizionali italiani. Qualcuno, perรฒ, รจ poi tornato. Ma devo dire che in generale si รจ creata in poco tempo una rete di clienti affezionati, alcuni in transito anche da Roma che si fermano apposta qui o persone che vengono dai paesi intorno e non solo dal quartiere. Devo dire che per alcuni versi neppure me lo aspettavo!ยป

Novitร  e vecchi amori

Ultima creatura di PaVi – ah sรฌ, ci eravamo dimenticati di spiegare il senso di questo nome: ma alla fine, dopo la storia รจ facile capirlo… Parigi-Viterbo, appunto: PaVi – non poteva essere che un un dolce apolide come il babร : creato (per sbaglio) in Francia da un nobile polacco e poi diventato uno dei simboli della pasticceria partenopea. ยซIl mio รจ bagnato con uno sciroppo di agrumi e vaniglia e una goccia di rum, farcito con crema pasticcera vanigliata e al top una chantilly francese con un pizzico di gelatina e di cioccolato bianco per stabilizzareยป. Adesso Paola si sta cimentando anche sul panettone: immancabile! Per ora sta rinforzando il lievito madre prima di lanciarsi nell’esperimento: vedremo.

ยซIntanto, per Natale sto preparando i bรปches, โ€œtronchettiโ€ tipici francesiยป, spiega lei. Ma non mancano – anche e soprattutto in monoporzione – Millefoglie, Saint Honorรฉ e torte allโ€™italiana a base di pan di Spagna, zuppa inglese in primis. Oltre agli immancabili pain chocolat e alle “francesi” roulรฉ con uvetta e vaniglia, altro dolce abbastanza apolide e cugino delle girelle danesi nate a Copenaghen dall’estro di panettieri austriaci… Ma alla fine, cosa resta o ritrova, Paola, delle radici nella pasticceria Lombardelli? Sorride la giovane e solare artigiana dei dolci. ยซCome dice sempre una mia amica, mi รจ rimasta la gioia di farcire all’inverosimile i bignรฉ o i maritozzi! Ma a parte gli scherzi, lรฌ ho fatto la gavetta, ho imparato a rubare con gli occhi e devo dire che รจ la cosa che piรน mi รจ servita, direi una capacitร  fondamentale nel mio lavoroยป.

E quanto e cosa le manca di Parigi? ยซรˆ un pezzo della mia vita. Ho lasciato amici e colleghi che contavamo e contano molto per me. Del resto, quando ero lรฌ mi mancava la mia terra e ora credo sia giusto che mi manchi la Francia. Perรฒ, devo dire che davvero ora sto facendo per la prima volta quello che davvero mi piaceยป. Non รจ poco.

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