La proposta

"Il Vermentino italiano potrebbe diventare the next Pinot Grigio". L'idea di Ettore Nicoletto

Il ceo di Compagnia del gusto lancia la proposta di "naturalizzare" il Vermentino come tipologia italiana, ma ad un patto: costruire una rete di imprese capaci di farlo diventare un portabandiera nel mondo

  • 05 Giugno, 2026
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ยซIl Vermentino italiano potrebbe diventare “the next Pinot Grigio”ยป. Ettore Nicoletto, da attento analista del mercato del vino, lo ha detto con estrema concretezza nel suo intervento durante Envisioning2035, il summit organizzato a Milano da Freedl Group, il 4 giugno.

ยซLa proposta italiana non puรฒ insistere sulle stesse tipologie – ha sottolineato il Ceo di Compagnia del gusto – senza rischiare, senza osare e senza costruire qualcosa di nuovo per il mercatoยป. In un’Italia vitivinicola alle prese con una crisi strutturale e congiunturale che non risparmia i grandi brand, non ci si puรฒ fermare al Prosecco o al Pinot Grigio, che da decenni sono dei consolidati portabandiera sui mercati internazionali, a partire dagli Stati Uniti, capaci di restituire alle imprese ottimi risultati economici. Da subito, questi due prodotti hanno veicolato valori come freschezza e versatilitร , con un occhio anche alle versioni low alcol, ma ora servono nuove intuizioni, energie, idee strategiche che tengano conto di un panorama in rapido cambiamento, fatto di consumatori attenti a un bere semplice e consapevole.

Ettore Nicoletto

Un nuovo alfiere del vino made in Italy

Il Vermentino, tipologia di vino bianco fermo prodotta in piรน regioni italiane, tra Sardegna, Toscana e Liguria (ma anche Lazio e Sicilia), che nonostante un 2025 negativo in Gdo รจ andato in controtendenza, sembra avere le carte in regola per sfidare i tempi moderni e diventare un nuovo alfiere del vino italiano. L’analisi presentata nel corso di Envisioning2035 dal responsabile agroalimentare di Nomisma, Denis Pantini, sulle esportazioni delle Dop made in Italy nel 2025 ha evidenziato come i vini bianchi della Toscana siano stati tra i pochi a registrare segni positivi. L’incremento di quasi 14% a volume e del 6,4% a valore, in buona parte trainato proprio dal Vermentino, ha lasciato intuire nuove opportunitร  di mercato. Si tratta di una tipologia di vitigno, coltivata in oltre 7mila ettari, su cui lo stesso settimanale Trebicchieri del Gambero Rosso aveva messo l’accento nell’autunno del 2022.

Nicoletto ha parlato di coraggio e di necessitร  di ยซespansione dell’offertaยป di vino italiano a livello globale: ยซSappiamo che questo vitigno รจ diffuso nel mondo. Noi potremmo pensare di “naturalizzare” il Vermentino come tipologia italiana, al punto da diventare il nuovo Pinot Grigio a patto, perรฒ, che si costruisca un sistema di imprese e di territori capace di farlo diventare un portabandiera, che completi la nostra offerta di vini bianchi all’esteroยป.

Il furto ai danni del vino

Il vino, ha ricordato Nicoletto, sta subendo da parte di altre bevande un vero e proprio furto graduale di volumi: ยซNegli ultimi anni ho notato un cambiamento delle dinamiche nel consumo di vino in determinate occasioni. Nel senso che il vino รจ viene spesso sostituito dai cocktail. Fino a 5-6 anni fa negli Stati Uniti – ha raccontato Nicoletto citando un esempio – una coppia di amici al ristorante che si fermava al bar in attesa del tavolo beveva un Sauvignon, un Prosecco, un Pinot grigio. Oggi quella stessa coppia beve un cocktail. Per questo motivo, dico che bisogna stare attenti a questa erosione ai danni del vinoยป.

Il sistema vitivinicolo si รจ fatto cogliere impreparato di fronte al cambiamento: ยซPrima il vino era in testa alle preferenze degli utenti, mentre oggi in prima fila ci sono altre bevande alcoliche. Non dimentichiamo che il wine business – ha avvertito il manager, ex Santa Margherita e Bertani Domains – non risponde piรน al modello piรน “plug and play” di una volta. Eravamo convinti che si potesse proseguire su schemi precostituiti e su una narrazione consolidataยป.

Necessario creare reti di impresa e dei territori

ยซLa grande sfida del futuro – ha concluso Nicoletto – sarร  trovare contenuti nuovi per comunicare in modo efficace rispetto alle differenti occasioni di consumo che, in questo momento storico, sono appannaggio di altre bevandeยป. Il ceo di Compagnia del Gusto, dal palco di Envisioning2035, ha voluto lanciare quindi un chiaro messaggio alle aziende e ai territori: ยซLe reti di impresa possono essere un nuovo potente strumento per il vino. Sappiamo che in Italia il problema delle aggregazioni รจ prevalentemente culturale. Ma dobbiamo anche sapere se se vogliamo sviluppare un progetto di questo tipo per un prodotto come il Vermentino ci vogliono necessariamente delle reti di impresaยป.

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