Milano ha ospitato la finale mondiale dello S.Pellegrino Young Chef Academy Competition 2024-2025, il concorso che da dieci anni racconta il futuro della cucina attraverso gli occhi dei giovani. Due giorni di gara, il 28 e 29 ottobre, hanno trasformato il Castello Sforzesco in un laboratorio internazionale di idee e tecniche. Quindici finalisti, selezionati tra oltre 400 candidati provenienti da 55 Paesi, si sono sfidati davanti a una giuria di sette chef dโรฉlite mondiale.
Sotto le volte del cortile ducale, lโatmosfera ricordava piรน un simposio che una competizione. Gli chef si muovevano tra postazioni essenziali e telecamere, seguiti da mentor, giornalisti e addetti ai lavori. Non solo una sfida di abilitร : il tema di questโanno, โBring Your Future to the Tableโ, chiedeva ai concorrenti di esprimere una visione, una dichiarazione gastronomica sul mondo che verrร . A Milano, cittร che ormai gioca un ruolo chiave nel dialogo fra cucina, formazione e industria, lโevento ha confermato la centralitร del cibo come linguaggio globale. ยซQui non si parla solo di piatti, ma di come i giovani chef intendono influenzare la societร ยป, ha ricordato in apertura Niki Nakayama, chef del due stelle n/naka di Los Angeles e membro della giuria.

A conquistare il titolo di S.Pellegrino Young Chef Academy Award 2025 รจ stato Ardy Ferguson, rappresentante della regione Asia, con il piatto โArchipelago Celebrationโ. Un omaggio allโIndonesia e alla sua geografia frammentata, raccontata attraverso ingredienti marini, spezie e fermentazioni tradizionali. Il piatto รจ apparso come una mappa sensoriale del suo Paese, in cui ogni elemento – dal pesce affumicato al sambal reinterpretato – evocava unโisola diversa. ยซVolevo che chi assaggia sentisse il mare, la terra e la storia della mia genteยป, ha spiegato Ferguson dopo la proclamazione. La giuria, composta da Christophe Bacquiรฉ, Jeremy Chan, Antonia Klugmann, Niki Nakayama, Elena Reygadas, Julien Royer e Mitsuharu Tsumura, ha premiato la sua capacitร di coniugare tecnica e identitร . Archipelago Celebration รจ risultato il piatto piรน coerente con lo spirito del concorso: innovativo, ma profondamente radicato.
Dal Perรน allโAustralia, le proposte in gara hanno mostrato un panorama gastronomico in piena mutazione. La peruviana Marรญa Cรกrdenas ha portato in tavola un racconto vegetale sul mais andino; lโamericano Miles Bouchard ha lavorato sul tema dello spreco alimentare con una zuppa โzero wasteโ; il francese Paul Bessiรจres ha presentato un dessert dedicato al miele come simbolo di equilibrio tra uomo e natura. Nella finale milanese si รจ respirata una tensione positiva tra la tecnica occidentale e le tradizioni locali, tra la spinta verso il futuro e il bisogno di radici. Sempre piรน, i giovani chef sembrano voler ridefinire il ruolo stesso della cucina: non piรน solo performance o ricerca estetica, ma narrazione culturale e strumento di cambiamento.

Edoardo Tizzanini, vincitore della selezione nazionale, con il piatto โAn Artichoke Heartโ. Un titolo poetico per un piatto tuttโaltro che accomodante. Tizzanini ha scelto di mettere al centro il carciofo, simbolo di rusticitร e amarezza, e di costruirgli intorno un racconto complesso: tre consistenze (fritto, arrostito e in purea) accanto a frattaglie di piccione e un jus concentrato, quasi selvatico, di caratter. Un piatto dall’equilibrio complesso, che non cerca di piacere a tutti ma di affermare un punto di vista. ยซVolevo che il carciofo restasse se stesso, anche nel suo lato piรน spigolosoยป, ha raccontato lo chef, oggi parte della brigata del ristorante Poggio Rosso a Borgo San Felice (una stella Michelin). Una prova matura, consapevole, che ha scelto di rischiare invece di assecondare. Pur senza arrivare sul podio, la sua performance ha rappresentato un segnale forte: che la cucina italiana, quando osa, sa ancora sorprendere per profonditร e personalitร .
Sette giurati, sette sensibilitร : dal rigore francese di Julien Royer (Odette, Singapore) al minimalismo poetico di Antonia Klugmann (LโArgine a Vencรฒ), fino alla visione di Jeremy Chan, chef di Ikoyi, Londra, simbolo di una nuova estetica multiculturale. Tutti concordi su un punto: la nuova generazione di chef non si misura piรน sulla complessitร dei piatti, ma sulla chiarezza dellโintento. ยซIl futuro sarร di chi saprร raccontare la propria storia senza pauraยป, ha commentato Elena Reygadas, eletta Worldโs Best Female Chef nel 2023. In questo senso, la finale milanese รจ apparsa come un mosaico di identitร in movimento, in cui ogni partecipante ha portato un pezzo di mondo da condividere: una gastronomia meno autoreferenziale e piรน dialogica. Gli chef parlano di comunitร , memoria, clima, economia, ma lo fanno attraverso piatti leggibili e concettualmente solidi. Non vince il virtuosismo fine a se stesso, ma la ricerca di equilibrio tra emozione e responsabilitร . Il trionfo di Ardy Ferguson, con la sua Archipelago Celebration, sintetizza perfettamente questa tendenza: non un esercizio di stile, ma un atto politico nel senso piรน alto, un modo per dire che la cucina puรฒ ancora essere radicata e contemporanea.
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