Nuove tipologie

La virata del Chianti Docg verso la versione rosata. Giovanni Busi: "Ci auguriamo di iniziare già con l'annata 2025"

Di fronte al cambiamento dei consumi, il Consorzio corre ai ripari. La richiesta al Masaf è già partita, insieme allo stop al progetto della Gran Selezione. Si punta alle 10 milioni di bottiglie destinati ai mercati maturi

  • 31 Ottobre, 2025
Per vedere più contenuti su Google, aggiungici alle fonti preferite
Per vedere più contenuti, aggiungici alle fonti preferite

Un Chianti in versione rosata. C’era da aspettarselo, prima o poi, coi tempi che corrono, il cambiamento dei consumi e la conseguente crisi che interessa i rossi italiani, compreso la celebre Docg toscana. Il ministero dell’Agricoltura ha ricevuto il testo del disciplinare della denominazione in cui si chiede l’introduzione del rosé a base di uve sangiovese per un minimo del 50% (e fino al 100%). La tipologia, che dopo quello del Cda ha ottenuto anche il placet delle organizzazioni sindacali, dovrebbe essere ottenuta dalle stesse superfici attualmente rivendicabili dalle aziende, che si troveranno a scegliere se produrre il rosé oppure il tradizionale Chianti Docg.

Lo stop alla Gran selezione

I motivi sono presto chiariti e hanno a che fare anche con il complesso e dibattuto progetto della Gran selezione, in stallo al Masaf da oltre tre anni e mai accettato dai dirimpettai del Chianti Classico. Progetto che è stato «messo in stand by», come spiega al settimanale Tre Bicchieri lo stesso presidente Giovanni Busi. Il rischio era perdere la possibilità di ottenere l’ok a questa nuova tipologia di Chianti: «La pratica è passata dalla Regione Toscana al Comitato vini del ministero e se tutto andrà rapidamente e per il meglio, come ci auguriamo, potremmo imbottigliare il Chianti Docg rosé già dalla vendemmia 2025 appena conclusa».

Iter rapido

Non trattandosi di una nuova Dop ma di una menzione all’interno della Docg, infatti, l’iter di approvazione del disciplinare potrebbe essere più rapido. Pertanto, il disco verde potrebbe – il condizionale è d’obbligo – arrivare il entro quest’anno. L’iniziativa si inserisce nelle strategie del Consorzio di diversificazione delle produzioni. Non a caso, in via sperimentale, l’ente di tutela toscano sta proseguendo il lavoro sulla tipologia a bassa gradazione, di cui il Gambero Rosso ha parlato prima dell’estate.

 

Una stima tra 8 e 10 milioni di bottiglie

Il know how delle imprese non manca. «Quasi tutte le aziende vitivinicole del Consorzio vino Chianti producono già un rosato, che attualmente è rivendicato come Toscana Igt. Pensiamo prima di tutto ai mercati maturi – racconta Busi – come Stati Uniti, Canada, Giappone e Unione europea. Sarà un’occasione soprattutto per le piccole e medie aziende». Per quanto riguarda il posizionamento, il presidente vede bene il Chianti Docg rosé non solo nella Gdo (attualmente il principale canale di vendita di questo vino) ma anche nel canale Horeca, dai bar ai ristoranti: «Non sarà solo un semplice prodotto da aperitivo ma anche un vino adatto agli abbinamenti gastronomici nelle grandi cucine».

Quanto alle stime sui numeri, si prevede una produzione della nuova versione tra 8 e 10 milioni di bottiglie, ovvero un 10% dei volumi medi annui della denominazione. «In linea con la quota del consumo dei vini rosati a livello mondiale», conclude Busi, che prospetta possibili vantaggi sui prezzi medi della versione rossa, proprio per via della diminuzione dei volumi complessivi.

© Gambero Rosso SPA 2026 – Tutti i diritti riservati
P.lva 06051141007
Codice SDI: RWB54P8
registrazione n. 94/2021 Tribunale di Roma

Privacy: Responsabile della Protezione dei dati personali – Gambero Rosso S.p.A. – via Ottavio Gasparri 13/17 – 00152, Roma, email: [email protected]

Made with love by
Programmatic Advertising Ltd

© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.

Made with love by Programmatic Advertising Ltd