Un anno fa, per il 2024, l’Oiv certificò una produzione mondiale di vino mai così bassa dal lontano 1961. A novembre 2025, la stessa organizzazione fa sapere che la vendemmia appena conclusa segnerà la terza peggiore annata di sempre sul fronte dei quantitativi. I 232 milioni di ettolitri stimati dall’Organizzazione internazionale della vigna e del vino (valore medio tra 228 e 235 mln/hl) significano una ripresa del 3 per cento sull’anno precedente, ma i livelli restano complessivamente inferiori del 7% rispetto alla media del quinquennio.
L’analisi economica del dato, diffuso il 12 novembre, non è negativa. Pur con le dovute differenze tra i vari emisferi, il mercato mondiale del vino dovrebbe rimanere «sostanzialmente equilibrato», scrive l’Oiv, dal momento che la limitata crescita della produzione «contribuirà a stabilizzare le scorte in un contesto di indebolimento della domanda e di continue incertezze commerciali». I dati definitivi 2025 saranno annunciati dall’Oiv nel secondo trimestre 2026.

Oiv – stime produzione globale di vino – 2025 – in milioni di ettolitri
Nelle parti alte della graduatoria, l’Italia si conferma al primo posto mondiale come produttore di vino nel 2025 (con 47,3 milioni di ettolitri e +8%). Ma il dato Ismea-Uiv-Assoenologi potrebbe essere rivisto al ribasso alla luce dell’andamento del mese di settembre. Più al di sotto, la Francia (35,9 mln/hl, -1% sul 2024 e secondo peggior raccolto dal 1957 a -16% sulla media quinquennale) e la Spagna (29,4 mln/hl, -6% sul 2024 e -15% sul quinquennio) che per la seconda volta in tre anni (l’altro è il 2023) scende sotto la soglia dei 30 milioni di ettolitri. Quarto posto per gli Stati Uniti (21,7 mln/hl con +3% sul 2024 e -9% sul quinquennio), mentre l’Australia (11,6 mln/hl e +11%) si riprende dallo scarso raccolto del 2024 e riconquista il quinto posto mondiale dei produttori, davanti all’Argentina, in sesta posizione (10,7 mln/hl e -1%), che è anche primo produttore del Sud America.

Franciacorta – vendemmia 2025 – foto Consorzio tutela Franciacorta Docg
Il risultato complessivo dell’andamento della produzione di vino nel 2025 è frutto, come si legge dai dati Oiv, di una lieve risalita dei volumi sia dell’emisfero nord sia di quello sud del mondo. L’Europa in particolare pur recuperando sul 2024, grazie all’Italia, resta ben al di sotto delle medie storiche, trascinata in basso dalle cattive performance della Francia e di una Spagna alle prese con una perdurante siccità, così come a causa di difficoltà meteorologiche incontrate dai produttori di Germania (-6%) e Portogallo (-11%). In forte recupero (+30%, sopra i 4 mln/hl) la Romania. Stabile la Russia a 5 mln di ettolitri di vino prodotti nel 2025, mentre non è ancora noto il dato produttivo della Cina. Lo sarà nel 2026.
L’emisfero sud si rialza dopo tre anni consecutivi di calo: +7% a 49 milioni di ettolitri. Dopo Australia e Argentina, il Cile è stimato in perdita per circa il 10% della produzione nel 2024 ed è sotto le medie quinquennali del 26%, ma il Sudafrica dovrebbe tornare sopra quota 10 milioni di ettolitri di vino, grazie a un +16%, che lo riporta sopra le medie. Bene anche la Nuova Zelanda (+32% a 3,7 mln/hl) e soprattutto il Brasile (+38% a 2,9 mln/hl), che ha registrato un rimbalzo importante, grazie a condizioni climatiche favorevoli sia in inverno sia in primavera ed estate.
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