Occhi puntati sul Vinitaly 2026 per l’Oltrepò Pavese, perché alla fiera dei vini di Verona il distretto lombardo potrà esibire finalmente in etichetta il marchio Classese, nuovo nome del metodo classico da uve pinot nero. L’assemblea del Consorzio presieduto da Francesca Seralvo ha approvato il regolamento d’uso del marchio Classese, con oltre il 99% dei favorevoli. La presidente ha sottolineato in una nota ufficiale «l’unità di intenti che il territorio ha ritrovato», con un via libera che consentirà «da subito di scrivere “Classese” in etichetta». L’iter è in corso. La Regione Lombardia ha approvato nelle scorse settimane le modifiche al disciplinare della Docg (pubblicandole sul Bollettino ufficiale regionale), che sono ora all’esame del Comitato vini del Masaf, con la speranza di un «iter di approvazione entro la fine del prossimo anno».
Via libera dell’assemblea dei soci anche ad alcune modifiche ai disciplinari delle altre denominazioni tutelate. «Il focus sul Classese – ha dichiarato la presidente Seralvo – intende trascinare tutto il territorio e i suoi vini, per cui stiamo lavorando anche sulle Doc». Le principali modifiche riguardano la riduzione delle rese per ettaro del Pinot grigio dell’Oltrepò Pavese Doc (votata al 90% col taglio da 150 a 125 quintali per ettaro) e del Pinot nero dell’Oltrepò Pavese Doc, votato all’unanimità (da 120 a 100 q/ha).

Il disciplinare del metodo classico Docg dell’Oltrepò Pavese era stato approvato a marzo del 2024, con un voto storico che ha introdotto nuove norme sulla qualità, grazie al lavoro dei tavoli tecnici promossi dalla Regione. Per le bollicine lombarde, il cui nome nasce dall’unione dei termini “classico” e “pavese”, la storia dice che 160 anni fa, a Rocca de’ Giorgi, il Conte Vistarino spumantizzò il primo blanc de noirs oltrepadano assieme a Carlo Gancia. Il nome Classese nacque nel 1984, grazie all’idea di 12 produttori appartenenti all’ente di tutela che vollero promuovere con questa menzione lo spumante a base di uve pinot nero per distinguerlo dalle altre denominazioni. «Con l’introduzione del regolamento d’uso, Classese torna in etichetta e si appresta a diventare la bandiera dell’unico territorio spumantistico internazionale – scrive il Consorzio – interamente vocato al blanc de noir e al rosé de noir».
Il lavoro del Consorzio Oltrepò Pavese, come già sottolineato dallo stesso direttore Riccardo Binda in un’intervista al Gambero Rosso, si concentrerà anche sulle altre denominazioni. Si punta a definire una piramide qualitativa «che possa inquadrare in maniera più chiara le numerose tipologie prodotte e consentire un lavoro di tutela e promozione maggiormente orientate». Lavoro che si collega alla riforma interna adottata in questo 2025, con l’adozione di un nuovo Statuto, in grado di riequilibrare i pesi, dando maggiore spazio ai produttori più piccoli e introducendo nel sistema di voto un premio di filiera a riconoscimento delle aziende verticali, che seguono tutte le fasi dalla vigna alla bottiglia.
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