Storie

Il piccolo paesino della Campania pieno zeppo di torroni

Prodotto dalla storia millenaria, incrocio tra la tradizione dolciaria orientale e l'Occidente, il torrone ha una delle sue patrie in Campania, in un piccolo borgo sulla via Appia

  • 26 Dicembre, 2025
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Un paese sviluppato in lunghezza, Dentecane, lungo la mitica via Appia, a metà strada tra Avellino e Benevento. Tutto in salita (o in discesa, dipende dalla prospettiva), con i torronifici storicamente posizionati a destra e a sinistra della strada.

Lo snodo sulla via Appia

Frazione del comune di Pietradefusi, Dentecane è da sempre un luogo di passaggio verso le Puglie, snodo di commerci, con gli esattori del cinquecentesco Ducato di Montefusco pronti a riscuotere il dazio con il dente avvelenato (da qui, probabilmente, il toponimo). Nel paese c’è traccia in alcune epigrafi dei soggiorni dei reali di Borbone, diretti alla tenuta di caccia di Bovino. Un tempo questa era l’unica via di collegamento tra Tirreno e Adriatico, zona strategica per molti versanti. La popolarità del torrone di Dentecane è, quindi, anticamente data anche dalla sua capacità di conservazione e dal fatto che fosse ricco ed energetico: caratteristiche che lo rendevano cibo ideale per i viaggiatori.

torrone in lavorazione – foto @www.garofalo.it

Il torrone di Dentecane

Il paesino, in Campania, è conosciuto come il borgo del torrone, specialità dalla tradizione secolare – in dialetto cupeta, termine probabilmente di origini arabe (qubbayt = conserva dolce) o romane (dal latino cupere = desiderare) – oggi tipicamente prodotta in stecche di circa 150 grammi l’una.

Qualche anno fa il Comune di Pietradefusi ha avviato l’iter per il riconoscimento DOP del torrone di Dentecane. Acqua, albume d’uovo, zucchero e miele: tutto cotto lentamente nella torroniera (una caldaia di rame) per lunghe ore (per alcuni 12, per altri 16), fino a ottenere la giusta consistenza cui aggiungere la frutta secca. Modellato su banchi di marmo e tagliato manualmente, in alcune versioni più recenti viene farcito in vari modi o anche ricoperto di cioccolato. Quello classico è bianco avorio, riccamente puntellato di mandorle o nocciole: vetroso e friabile, differisce molto dai torroni morbidi più conosciuti in altre zone d’Italia. In Irpinia i tradizionali astucci di cartone, leggeri e colorati, sono sinonimo di festa, nell’ultimo secolo, con il marketing della GDO, legate sopratutto al Natale, dono tradizionale in famiglia e souvenir per i forestieri. Anticamente non c’era festa nei paesi senza il banchetto del torrone.

torrone in lavorazione – foto @facebook.com/torronificiodiiorio

L’epica dei torronai

Se una volta si contavano molti produttori, sono quattro le antiche fabbriche, ancora oggi attive – con stabilimenti moderni che però hanno conservato la lavorazione artigiana – che hanno contribuito storicamente a donare la sua fama al paese. Famiglie di “cupetari”, questo il nome antico dei torronai, che si tramandano sapere e insegne almeno dal XVIII secolo.

Risalgono, ad esempio, al 1750 le attività documentate della famiglia Di Iorio, che negli anni ’60 del Novecento ha anche cominciato a diversificare i prodotti, con gusti nuovi e “creativi”, ma che non ha mai abbandonato il Torrone Vecchia Maniera, prodotto tradizionale di punta. Dal 2018 il Torronificio Federico Di Iorio è in un moderno stabilimento di 3000 mq con showroom in via delle Industrie.

Ancora più antica l’attività della famiglia Politano1703 è la data fondativa – famosa, oltre che per le stecche classiche, anche per varianti come il “Torronetto” o il “Tuttobuono” e per le tante lavorazioni in cioccolato. La sede storica è in via Roma 105, appunto lungo la dorsale di Dentecane.


Altro nome importante della produzione di torrone del paese è quello della famiglia Garofalo. Nicola Orazio Garofalo fonda nel 1876 una bottega artigianale a Dentecane: l’azienda, oggi diversificata (con anche un importante focus sul vino, con l’enoteca Garofalo Wine 1876 di Avellino) punta da sempre sul Pantorrone, torrone ricoperto di cioccolato con aggiunta di pan di Spagna e liquore, oggi considerato universalmente un prodotto tradizionale dentecanese.


Nel 1903 viene invece avviata la Nardone, altra azienda, quindi, dalla storia secolare, tutt’ora con la sua elegante bottega in via Roma 143. La produzione è ampia, con i torroni classici e croccanti, le varianti morbide e aromatizzate o ricoperte al cioccolato. Tra i vanti di casa il Pannardone, con pan di Spagna e varie declinazioni, dallo Sherry al limoncello.

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