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Il futuro del vino? Passa dagli abbonamenti. La lezione dei wine club per vendere meglio e di più

Il mercato globale delle wine subscription vale 12,4 miliardi di dollari e arriverà a 31,4 miliardi entro il 2035. Per l’Italia è attesa una crescita del 7,2%. I segreti? Personalizzazione, Ai e canali diretti cantina-consumatore

  • 08 Gennaio, 2026
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In una fase storica in cui il vino deve ripensare il proprio rapporto con il consumatore, c’è un modello che continua a crescere. Il settore del «Wine subscription» — abbonamenti che prevedono l’invio di selezioni di bottiglie direttamente a casa — non sono più una formula alternativa, ma una delle risposte strutturate per una domanda sempre più selettiva.

Secondo Future Market Insights, il mercato globale delle wine subscription vale 12,4 miliardi di dollari nel 2025 e crescerà con un tasso annuo del 9,7% fino a raggiungere 31,4 miliardi nel 2035. Numeri che raccontano come cambiano le esigenze dei consumatori sempre più orientati verso esperienze personalizzate, servizi digitali e una scelta più guidata e su misura.

Dalla bottiglia a internet: perché crescono gli abbonamenti

Il report sottolinea come il settore  stia crescendo grazie a una domanda maggiore di esperienze «pratiche e personalizzate», ma anche per un « interesse dei consumatori nel conoscere e approfondire il vino». Le piattaforme in abbonamento non offrono solo la possibilità di acquistare vino, ma «forniscono ai visitatori assortimenti accuratamente selezionati, note di degustazione e suggerimenti di abbinamento ideali sia per i consumatori occasionali che per i wine lovers». Degustazioni virtuali, wine club online e contenuti formativi aumentano il coinvolgimento delle persone e il vino diventa parte di un percorso continuativo, scandito da consegne regolari e momenti di apprendimento.

Il ruolo decisivo del Direct-to-Consumer

La crescita del direct-to-consumer (dtc) è l’altro importante elemento di questa crescita. Le cantine, i negozi, e wine club che offrono abbonamenti diretti, consentono ai consumatori di esplorare, cercare e provare senza passare da un punto vendita fisico. «Inoltre, la domanda dei consumatori di vini biologici, biodinamici e a basso intervento sta promuovendo la diversificazione dei portafogli di prodotti nello schema di abbonamento».

 

Parola chiave: personalizzazione

Un altro elemento determinante è l’obiettivo di centrare il gusto del cliente con maggiore precisione grazie ad un «sistema di raccomandazione automatizzato». Vengono analizzate le preferenze, l0 storico d’acquisto e profili di degustazione per costruire selezioni su misura, affinando l’esperienza dell’utente. La personalizzazione diventa sempre più cucita addosso al consumatore andando a creare un percorso individuale. Parallelamente, la blockchain viene indicata come strumento per garantire trasparenza e autenticità, rafforzando la fiducia lungo tutta la catena di approvvigionamento, dalla vigna al compratore.

Vino rosso e consegna mensile: le scelte dominanti

Un dato interessante riguarda il vino rosso che rappresenta il 43,7% del valore delle “wine subscription”. Un segnale controcorrente rispetto alla narrativa lo vorrebbe in difficoltà, ma in questo contesto rappresenta una tipologia che riesce a interessare sia appassionati esperti, sia grande pubblico «grazie anche a servizi in abbonamento che colmano efficacemente i divari di conoscenza che storicamente hanno limitato l’esplorazione oltre le varietà più familiari».

Quanto alla frequenza che viene preferita, quella mensile è la formula prescelta (56,3%). Stando al rapporto è una cadenza che porta ad un equilibrio efficace tra consumo, scoperta e gestione delle scorte domestiche, che riduce il rischio di abbandono.

Una crescita di tipo globale

Se Gli Stati Uniti e Cina restano i mercati più dinamici, con un tasso di crescita medio annuo (carg) del 10,4% e 10,8% nella forbice temporale tra il 2025 e 2035. Regno Unito (8,7%), Francia (7,5%), Germania (7,9%) mostrano tassi più contenuti ma solidi , con modelli che combinano tradizione e digitale. 

Per l’Italia è attesa una crescita del 7,2%. In particolare, gli abbonamenti vengono sempre più utilizzati come strumento per valorizzare la diversità regionale e per accompagnare i consumatori alla scoperta di vigneti «fuori dai percorsi più battuti».

Le piattaforme di abbonamento esperienziale rappresentano inoltre un canale di accesso al mercato per le cantine del paese «più piccole, in un contesto tradizionalmente dominato dai grandi marchi». A rafforzare ulteriormente il modello contribuisce la diffusione di abbonamenti che integrano il vino con la dimensione gastronomica, includendo ricette e contenuti legati alle cucine regionali, con un conseguente aumento del coinvolgimento dei consumatori.

Infine, la domanda da parte degli abbonati internazionali continua a sostenere la crescita del segmento, trainata dalle esportazioni. «La capacità dell’Italia di raccontare l’ampiezza del proprio terroir attraverso selezioni curate rafforza così il suo posizionamento nel segmento premium».

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