Report Icqrf

Vino da smaltire nelle cantine italiane: il 2025 si chiude con 60 milioni di ettolitri in giacenza

Non รจ una notizia positiva per un settore alle prese con esportazioni che faticano, vendite e consumi che cambiano, in un contesto inflazionistico che pesa sul potere d'acquisto delle famiglie

  • 22 Gennaio, 2026
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Oltre 32 milioni di ettolitri di vino Dop, circa 15,6 milioni di Igp e 10,6 milioni di vino da tavola, a cui vanno aggiunti 7,7 milioni di mosti e 2,85 milioni di vini nuovi ancora in fermentazione. L’Italia chiude il 2025 con quantitativi di giacenze tra i piรน alti degli ultimi dieci anni. Se si guarda solo ai vini, i volumi sfiorano quota 60 milioni che, aggiungendo i vini nuovi in fermentazione e i mosti, portano il totale oltre i 70 milioni di ettolitri.ย Non รจ una notizia positiva per il settore vitivinicolo, alle prese da inizio campagna con condizioni di mercato non favorevoli, a cominciare dalle quotazioni delle uve.

Gli stock del 2025 (che restano al di sotto dei livelli raggiunti da due annate abbondanti come la 2021 e la 2022) sono eccessivi alla luce di diversi fattori concomitanti: un mercato in cui l’export non tira piรน come prima (lo si รจ visto anche dall’analisi degli ultimi dati sul commercio estero di ottobre 2025), un progressivo cambiamento delle abitudini dei consumatori, i rincari che il prodotto vino ha subito in questi anni, a cominciare dai prezzi del canale Horeca, in un contesto generalmente inflazionistico.

Stock di vino in crescita del 4,4% in un anno

Il report di Cantina Italia, curato da Icqrf (l’ispettorato per il controllo qualitร  e repressione frodi del Masaf), dice che rispetto al 31 dicembre di un anno fa (2024), il valore delle giacenze al 31 dicembre 2025 รจ cresciuto per i vini (+4,4%, con oltre 2,5 mln di ettolitri in piรน), per i mosti (+16,8%) e per i Vnaif (+32,3%). Rispetto al 30 novembre 2025, il dato รจ in aumento per i vini (+11,6%) ed รจ decisamente inferiore per i mosti (-20,2%) e per i Vnaif (-70,1%), essendo ormai conclusa la fase vendemmiale che, secondo l’analisi di Ismea, Uiv e Assoenologi, รจ stata stimata lo scorso settembre a 47 milioni di ettolitri, con un incremento dell’8% circa rispetto alla precedente. Per conoscere i quantitativi definitivi bisognerร  attendere il dato di Agea sulle dichiarazioni di produzione dell’Italia.

Quasi il 55% del vino รจ a Dop

Il 54,2 per cento del vino in giacenza รจ a Denominazione di origine protetta (con 16,4 mln/hl di vino bianco e 14,8 mln/hl di rosso a cui si aggiunge 0,8 mln/hl di rosato), il 26,4% a Indicazione geografica protetta, un 17,9% rappresentato dai vini comuni e coi vini varietali che costituiscono appena l’1,6% del totale. Da un punto di vista territoriale, il 58,6% del vino รจ stoccato nelle regioni del Nord, prevalentemente nel Veneto (27,3%), seguito da Puglia (10,8%), Emilia Romagna (10,7%), Toscana (10,1%), Piemonte (7,5%) e Sicilia (6,6 per cento). Considerando le province italiane, quelle con piรน giacenze sono Treviso (con oltre 5,4 mln/hl), Verona, Chieti, Ravenna (dove ci sono ben 1,5 milioni di ettolitri di vino comune in stock) e Cuneo.

La maggior parte dei 7,7 milioni di ettolitri di mosti si trova nelle regioni del sud (49,3%) con il nord a 41,,4 per cento. Tre regioni detengono il 78,6% dei mosti in giacenza: Puglia (47,3%), Emilia Romagna (18,8%) e Piemonte (12,5 per cento).

La classifica delle Dop e delle Igp

La Dop Prosecco (con una quota a volume del 12,2%) e le due Igp Puglia (4,3%) e Toscana (3,7%) guidano la classifica a volume tra le denominazioni e indicazioni geografiche in giacenza nelle cantine italiane. Seguono la Dop Delle Venezie (3,6%), l’Igp Terre Siciliane (3,6%) e l’Igp Veneto (3,4%), poi Dop Sicilia (3,1%), Igp Salento (3%), Dop Chianti (2,9%), Igp Rubicone (2,8%) e Montepulciano d’Abruzzo (2,7%). Tutte sopra il milione di ettolitri. Poco al di sotto ci sono cinque denominazioni: Conegliano Valdobbiadene Prosecco (2,1%), Chianti Classico (1,7%), Franciacorta (1,5%), Primitivo di Manduria (1,4%) e Trentino (1,3 per cento).

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