Commercio estero

Trimestre nero per il vino italiano negli Usa, ma nella prima parte dell'anno crescono i mercati emergenti

L'export vitivinicolo extra-Ue nel primo trimestre registra un -11%. Vendite in calo nei mercati consolidati, crescita in Russia, Cina, Messico e Brasile. Uiv: "Mantenere alta la guardia e ridurre le rese"

  • 27 Maggio, 2026
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Un marzo 2026 sostanzialmente stabile limita la diminuzione delle vendite di vino italiano nel mondo nel primo trimestre 2026 sui mercati extra europei, dopo un 2025 molto negativo. Lo scrive l’Osservatorio di Unione italiana vini, specificando che rispetto a un anno fa i valori dell’export sono vicini a un miliardo di euro, con un -11 per cento rispetto allo stesso trimestre del 2025. In sostanza, il calo del 2,3% a valore e l’incremento del 3,9% volume del solo marzo 2026 riescono a contenere i danni registrati nel bimestre gennaio-febbraio, chiuso a -16 per cento.

Decisivi i “mercati promettenti”

L’analisi evidenzia che non sono stati i mercati consolidati a fare da cuscinetto per l’export di vino nazionale, quanto i mercati cosiddetti promettenti. L’Osservatorio Uiv segnala infatti ยซforti aumenti della domanda russa, cinese, brasiliana e messicanaยป. Questo a fronte di decrementi importanti negli Usa (-20,5% a valore, a causa dell’anticipo degli acquisti fanno a inizio 2025 dagli importatori in vista dei dazi), in Uk (-8,7%), Svizzera (-9,6%), Giappone (-4,2 per cento).

La difficile risalita dei consumi negli Usa

Considerando gli Stati Uniti, primo mercato per il vino made in Italy, secondo Uiv la risalita sarร  ยซdifficileยป alla luce dell’andamento dei consumi sul mercato americano. Il primo quadrimestre 2026, secondo i dati Sipsource (che monitora il vino che transita dalla distribuzione ai punti vendita), segnano -7,2% a volume dei consumi di vino made in Italy, con un rialzo del 4,3% dei prezzi al consumo ยซnonostante gli sconti (superiori al 10% nel 2026) effettuati dalle cantine italiane per alleggerire il peso dei dazi. L’Osservatorio Uiv rileva come in un quadro difficile tengono il Prosecco (+2,3%) e ยซmolti vini, sia bianchi sia rossi, appartenenti ai segmenti di fascia super premium e ultra premium, richiesti in particolare nell’Horecaยป.

Contenere i volumi e ridurre le rese per restare in equilibrio

ยซIl livello di guardia resta alto e lโ€™attenzione deve essere massimaยป, รจ il commento di Lamberto Frescobaldi, presidente Uiv, secondo cui oggi l’imperativo รจ misurare le proprie forze per ยซmantenere il piรน possibile in equilibrio la filiera e garantire lโ€™alto livello qualitativo oggi unanimemente riconosciuto al vino italianoยป. L’esigenza รจ quella di contenere i volumi: ยซApprezziamo le decisioni assunte da alcune denominazioni – sottolinea Frescobaldi – di ridurre le rese in vista della prossima vendemmia e auspichiamo che questa indicazione possa essere condivisa e promossa anche a livello nazionaleยป.

Con giacenze elevate e una sovrapproduzione che il mercato non riesce ad assorbire si rischiano ยซeffetti deleteri sui prezzi a tutti i livelli della filiera. Siamo convinti che con le necessarie contromisure – conclude il presidente di Unione italiana vini – il vino italiano possa tornare a crescereยป.

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