Vaticano

Un bar sul tetto di San Pietro: ecco come salire sulla cupola per un caffè

Per molti è un nuovo locale, ma dal Vaticano precisano: niente bistrot ma solo un ampliamento del bar preesistente

  • 29 Gennaio, 2026
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Il cuore del Vaticano, il più piccolo Stato del mondo e probabilmente tra i più influenti, è la piazza con il famoso colonnato da cui ogni domenica migliaia di fedeli assistono all’Angelus all’ombra della maggiore basilica patriarcale, quella costruita sulla tomba dell’apostolo Pietro da cui prende il nome e sulla cui terrazza ci sarebbe un nuovo bistrot. La notizia la dà Il Messaggero, ed è una di quelle che potrebbero passare inosservate a uno sguardo distratto: un altro locale a Roma non fa scalpore, diverso se succede in cima alla principale basilica della cristianità con tanto di statue degli apostoli sullo sfondo, e nel cuore di quello Paese in miniatura nel centro di Roma, che più che una città-stato è un rione-stato.

L’Ufficio Comunicazioni della Basilica vaticana precisa che non si tratta di un bistrot sulla terrazza di San Pietro, ma solo dell’allargamento del punto di ristoro già presente. L’area interessata sarebbe infatti la terrazza che sovrasta San Pietro, a un passo dall’ascensore, dove già esiste un baretto spesso preso d’assalto dai molti visitatori, a questo – riferisce Il Messaggero – si aggiungerebbero anche «i locali che un tempo servivano per il ricovero dei materiali usati dai Sanpietrini, gli addetti alla cura della basilica».

L’apertura nel 2026

Il condizionale è d’obbligo perché quando si tratta di Vaticano il riserbo è sempre strettissimo, ma anche fonti interne confermano che si tratta semplicemente dell’ampliamento di quel bar già attivo su in cima, vicino all’ascensore. Quindi non una nuovo locale, né un bistrot (né uno spazio dove lavorare in sinergia con le Ville Pontificie) ma un semplice «ampliamento della superficie della terrazza visitabile dai pellegrini» necessario «per far fronte agli accresciuti flussi di visita» per «alleggerire la concentrazione dei visitatori in Basilica, favorire un clima di maggior raccoglimento» dicono ancora dall’Ufficio Comunicazioni della Basilica che assicura anche «stile sobrio e consono al contesto, rispettoso della sacralità del luogo, che viene incontro alle necessità dei pellegrini».

Un’esigenza emersa nei giorni del Giubileo, quando sono arrivati anche 50mila visitatori al giorno (ma non si scende mai sotto i 10mila), cifra che potrebbe essere superata alla fine di quest’anno, quando si festeggeranno i 400 anni della Basilica con l’assetto attuale: cominciati il 18 aprile 1506 sotto papa Giulio II, i lavori per edificare la chiesa si chiusero oltre 100 anni dopo, il 18 novembre 1626 con Papa Urbano VIII, ma ci vollero altri 41 anni perché si terminasse la piazza.

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