C’è chi apre serrande e chi, invece, costruisce piccoli spazi di grande comfort. Romani, in questo caso. Nonnarè appartiene senza dubbio alla seconda categoria e, a pochi mesi dall’esordio nello storico quartiere di Garbatella, è già tempo di raddoppio. La super pizzeria al taglio di Alessio Pili si prepara infatti a inaugurare una seconda sede romana, questa volta in zona Marconi, più precisamente in piazza Enrico Fermi, non lontano dal Ponte di Ferro. L’insegna – in apertura a marzo – prenderà il posto di un’altra pizzeria di quartiere.

Un passaggio importante per un progetto che, fin dall’apertura di settembre 2025 (ne avevamo parlato qui), ha mostrato un passo diverso. A Garbatella Nonnarè è diventata rapidamente un indirizzo di riferimento per i residenti, grazie a una proposta nitida e coerente, senza strafare: pizza romana sottile e friabile, che ricorda quelle di una volta prima che la pizza diventasse gourmet, con sopra una cucina di tradizione che profuma di casa, fritti espressi sempre grintosi e piacevoli (notevole il supplì senza panature esagerate) e servizio veloce, che non guasta mai. Ora il format si espande senza strappi, replicando in blocco ciò che ha funzionato nel primo locale.

La nuova sede sarà un po’ più ampia, con un bancone ben fornito dove troveranno posto tutti i cavalli di battaglia dell’insegna. Nessuna rivoluzione in menu: la linea resta quella che ha conquistato il quartiere d’origine, a partire dalla Marinara classica e dalla “Marinara ar mare” con alici, passando per la rossa con puntarelle di stagione e per la ormai riconoscibile carciofi e patate. Ottime le versioni con polpette al sugo (come le faceva nonna Lucia) e quella con il pollo alla cacciatora. Non mancano le proposte più identitarie, come la pizza con insalata di nervetti e pesto romano o la ripiena vegetariana con spinaci al burro, uvetta e pinoli.

Dietro il progetto c’è il percorso di Alessio Pili, pizzaiolo romano diplomato nel 2015 all’Api, la Scuola nazionale di pizza di Angelo Iezzi. Dopo un primo locale sulla Prenestina e l’esperienza – formativa – nel team di Pantera, dove per due anni ha lavorato sugli impasti affinando tecnica e visione, Pili ha scelto la strada di un progetto personale insieme alla moglie Martina. Nonnarè nasce così: come scelta di campo e come ritorno alle origini. Il nome, del resto, dice molto. Nonnarè era il vezzeggiativo con cui Alessio chiamava la nonna Lucia, figura centrale nella sua memoria gastronomica. E in effetti tutta l’insegna gioca su questo registro emotivo, tra comfort food romano e attenzione quasi sartoriale alla materia prima. Le farine arrivano dal Molino Mariani, la filiera resta corta e fortemente legata al tessuto locale.
Se alla Garbatella il locale è diventato un punto fermo per chi abita (e anima) la zona, a Marconi l’obiettivo sembra lo stesso: inserirsi nel quartiere senza forzature, con l’aria di chi c’è sempre stato.
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