Il test del
Gambero Rosso
Il sistema di valutazione in Gamberi, da uno a un massimo di tre, è il risultato di rigorosi assaggi alla cieca. Il panel è composto da almeno 5 esperti. Solo una selezione dei prodotti degustati entra in classifica: ogni Gambero assegnato è quindi sinonimo di eccellenza.
Buono
70 – 79 /100
Molto buono
80 – 89 /100
Eccellente
90+ /100
Potrebbe sembrare naturale considerare la colomba di Pasqua come un grande lievitato di serie B rispetto ai protagonisti delle feste natalizie, panettone e pandoro. Ma è davvero così? La degustazione condotta dal panel del Gambero Rosso – che ha messo a confronto le colombe più diffuse nei supermercati – racconta una realtà più sfumata, fatta di luci e ombre. Accanto a prodotti meno convincenti, infatti, non sono mancate colombe capaci di distinguersi per equilibrio, fragranza e piacevolezza complessiva. Segno che, anche nella grande distribuzione, c’è spazio per interpretazioni riuscite di questo dolce pasquale. Certo, rispetto ai migliori assaggi natalizi il livello medio appare meno uniforme, ma le eccezioni non mancano e meritano di essere valorizzate.

Come avevamo già osservato durante le festività natalizie, una delle grandi assenti resta la vaniglia. Se nei panettoni compariva almeno sotto forma di “perle” (un succedaneo derivato dagli scarti), nelle colombe è oggi quasi del tutto scomparsa: un segnale che riflette non solo l’aumento dei costi, ma anche le difficoltà legate alla produzione della materia prima.
Per il resto, l’assaggio ha restituito profili aromatici spesso delicati, talvolta più orientati verso note dolci e immediate, con un uso degli aromi che tende a privilegiare la rotondità e l’accessibilità del gusto. In alcuni casi si sarebbe potuto cercare maggiore definizione, ma nel complesso il risultato resta piacevole e adatto a un pubblico ampio.
Alla fine della prova, su 14 campioni degustati, abbiamo selezionato 7 colombe che meritano di arrivare sulla tavola di Pasqua: prodotti che, per equilibrio, struttura e qualità complessiva, si distinguono nel panorama della grande distribuzione.
La Colomba Tradizionale con glassa alle nocciole – Il lievitato pasquale della storica realtà piemontese è un prodotto di grande freschezza e delicatezza. La trama aromatica è elegante nel gioco di sensazioni agrumate e lattiche che si alternano senza essere mai invadenti. Al palato si apprezza per la qualità dei canditi e per il morso soffice e scioglievole che mette in risalto il grande equilibrio tra i sentori espressi a livello olfattivo.
Colomba Classica con canditi – Una delle migliori espressioni del lievitato pasquale ce l'ha regalata la centenaria realtà dolciaria gestita dal 2009 dalla famiglia Muzzi. Alla vista si presenta accattivante e con un fondo molto umido, quasi bagnato. All'olfatto è opulenta, con sentori che vanno dal cedro alle sensazioni lattiche legate al burro. Il morso è piacevole e godereccio.
Colomba Classica – Il lievitato a marchio Coop si presenta nella sua versione più classica quasi a voler imitare un buon prodotto da forno. Alveolatura fitta, canditi piccoli (di discreta qualità) ben distribuiti, ma soprattutto un carattere olfattivo che rimanda alle sensazioni di burro e non pieno di aromi invadenti. Al morso risulta abbastanza asciutta, ma al tempo stesso scioglievole e piacevole.
Colomba Tradizionale con canditi – La storica industria dolciaria di Casale Monferrato, oggi di proprietà di Bauli, si presenta con una colomba pasquale il cui profilo aromatico è dominato dai toni ammandorlati. Alla vista si presenta con alveoli piccoli e fitti che vanno a caratterizzare una mollica che valorizza la mandorla, ma lascia in secondo piano i toni agrumati. Il morso è piacevole e più delicato rispetto al profilo olfattivo.
La Colomba Tradizionale – Anche il grande lievitato natalizio del marchio fondato Milano nel 1919 da Angelo Motta, oggi di proprietà di Bauli, porta la firma di Bruno Barbieri. Alla vista si denota un'alveolatura molto fitta, ma soprattutto una scarsa presenza di canditi. La trama aromatica è di forte impatto soprattutto per quanto riguarda l'essenza di fiori d'arancio, un aspetto che fa rimandare più alla pastiera che alla colomba. Al palato i pochi canditi presenti si apprezzano per la loro succosità e pezzatura maggiore rispetto alle concorrenti che donano scioglievolezza al morso.
Colomba Le Grazie – Una forma classica e piacevole alla vista, seppur con qualche crepa sulla glassa, contraddistingue la colomba del celebre marchio della Gdo. Il profilo olfattivo è tutto dominato dall'aroma di mandorla presente sia nella glassa che nella mollica. Al palato, pur presentando canditi un po' asciutti, si apprezza per la scioglievolezza dovuta a una giusta sofficità.
La Colomba Ricetta Classica – Come molti altri campioni la forma si presenta esternamente un po' ammassata, mentre all'interno l'alveolatura è fitta. Al naso si distingue per il profilo aromatico dominato dagli agrumi, mentre al palato si apprezza per la buona glassa e il morso che rimanda a quello di un ciambellone. Un po' asciutti i canditi che però sono ben presenti.
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