La classifica

Mozzarelle fior di latte del supermercato: ecco le 10 migliori

venerdì 05 Giugno 2026

La top ten delle mozzarelle fior di latte del supermercato

Il test del
Gambero Rosso

Il panel di assaggio

Eleonora Baldwin

Assaggiatrice esperta di formaggi

Eugenio Marini

Editor ed esperto di analisi sensoriale

Francesco Loreti

titolare La Formaggeria (Roma)

Indra Galbo

Curatore della guida Oli d'Italia

Mara Nocilla

Giornalista professionista

Vincenzo Mancino

titolare Proloco DOL (Roma)

Il sistema di valutazione in Gamberi, da uno a un massimo di tre, è il risultato di rigorosi assaggi alla cieca. Il panel è composto da almeno 5 esperti. Solo una selezione dei prodotti degustati entra in classifica: ogni Gambero assegnato è quindi sinonimo di eccellenza.

Buono

70 – 79 /100

Molto buono

80 – 89 /100

Eccellente

90+ /100

Chiamarla semplicemente mozzarella potrebbe far storcere il naso a molti campani che con quel termine identificano solamente il prodotto caseario fatto con il latte di bufala, ma nel resto dello Stivale solitamente viene chiamata così o più precisamente fior di latte. Un formaggio di larghissimo consumo tanto da essere quello più prodotto in Italia in termini di volumi con una produzione che nel 2024 ha raggiunto le 315mila tonnellate. Proprio per questo abbiamo deciso di mettere a confronto i 27 campioni più diffusi nei supermercati per avere una panoramica delle migliori produzioni industriali. Un assaggio impegnativo e affascinante dal quale sono usciti 10 vincitori.

Il simbolo dell’identità casearia italiana

Una storia, quella del fior di latte, che affonda le radici in un’Italia rurale e pre-industriale, dove la trasformazione del latte vaccino era una necessità quotidiana prima ancora che un’arte. Per comprenderne l’origine bisogna guardare all’entroterra campano e alle sue propaggini appenniniche con particolare riferimento alle zone di Agerola, Vico Equense e alla piana del Sele dove la tradizione della pasta filata era già viva e consolidata nel Medioevo. Il termine “mozzarella” compare per la prima volta in forma scritta nel 1570, nei ricettari di Bartolomeo Scappi, cuoco segreto di Papa Pio V, che ne descrive le caratteristiche con sorprendente modernità. Ma l’arte della filatura della cagliata, ovvero il processo che distingue questa famiglia di formaggi da tutti gli altri, è ben più antica. Alcune fonti cistercensi del XII secolo riferiscono di un formaggio fresco lavorato “a mano calda” dai monaci del monastero di San Lorenzo in Capua, offerto ai pellegrini di passaggio insieme a un pezzo di pane. Quell’antico formaggio, con ogni probabilità, era il diretto antenato di ciò che oggi chiamiamo fior di latte.

Il formaggio più prodotto d’Italia

Dal punto di vista commerciale oggi, quando parliamo di fior di latte, ci riferiamo a uno dei protagonisti assoluti dell’industria agroalimentare italiana. La mozzarella vaccina è, infatti, il cuore del comparto dei formaggi freschi, ma anche il prodotto lattiero caseario più dinamico sia sul mercato interno sia all’estero, sostenuto dalla crescita della grande distribuzione, dalla domanda dell’horeca e soprattutto dal boom internazionale della pizza italiana dove viene molto utilizzato per la sua capacità di rilasciare meno liquido rispetto alla mozzarella di bufala. In Italia la produzione di mozzarella supera le 300 mila tonnellate annue (di cui solo 55mila sono prodotte con latte di bufala) e rappresenta la quota principale del mercato dei formaggi freschi. La Grande Distribuzione Organizzata resta il primo canale di vendita con supermercati, ipermercati e discount che assorbono oltre il 60% delle vendite interne. Oltre ad essere protagonista sul mercato interno, una spinta importante sta arrivando anche dall’export. I dati di Clal che si riferiscono al 2024, infatti, indicano in 5,7 miliardi di euro la cifra riferita all’esportazione dei prodotti caseari, dove la mozzarella ha un ruolo di assoluta protagonista con vendite oltreconfine che, nei primi sette mesi del 2024, hanno superato le 92 mila tonnellate con una crescita del 7%.

Gioiella - Capurso Azienda Casearia

€ 6.49 / 400 g

Mozzarella di Gioia del Colle Dop – Latticino a pasta filata da siero innesto naturale, con tonalità di bianco quasi lucide — non “porcellanose” — e una foggia che dichiara robustezza al solo sguardo. L’olfatto, per quanto delicato, tira fuori sfumature riconducibili sia al lattico fresco che a quello acido. Il gusto resta equilibrato, dato che sapidità, dolcezza e acidità si incastrano alla perfezione. Al profilo aromatico si uniscono cenni appena più spigolosi di yogurt. La masticazione rivela corpulenza e opportuna elasticità.

€ 3.99 / 250 g

Deliziosa

€ 3.99 / 250 g

Mozzarella di Gioia del Colle Dop – Produzione nota al pubblico per il payoff «Un sapore che ti Puglia», diventato manifesto di un territorio, le Murge. Al tatto mostra una discreta sfogliatura e un rilascio parsimonioso di siero. Il naso è intenso, da lattico fresco. Al palato sopraggiunge invece una dolcezza nel centro bocca, intervallo fra l’ingresso sapido e la chiusura amarognola. La struttura denota una buona umidità e consistenza. Potrebbe giovarsi di un filo di acidità in più.

€ 5.89 / 400 g

Pettinicchio

€ 5.89 / 400 g

Mozzarella Fiordilatte – Marchio storico dell’Agro Pontino acquisito da Granarolo che assicura una pasta filata soda e da cui fuoriesce una parte di siero contenuta. La prospettiva aromatica certifica note lattiche più rotonde e confortanti, fino a ricordare la panna. Di qui, la bocca evidenzia una pienezza di impatto, sebbene non sia seguita da una particolare dinamica gustativa, ad eccezione del rincalzo acidulo.

€ 2.99 / 350 g

Todis - Colle Maggio

€ 2.99 / 350 g

Fior di Latte – Lavorazione della linea casearia di Todis, che appare nella forma regolare e al tatto un pochino cedevole (come poi conferma la prova d’assaggio). L’olfatto della mozzarella non sarà dei più esplosivi, ma non passano inosservati i sentori di yogurt e latte. Anche la bocca esprime una trama lattica gentile, cui si aggiungono toni dolci e punte di sale che recano una piacevolezza di fondo. Coerente con il complesso, la scia acidula alquanto pacata.

€ 1.79 / 200 g

Esselunga

€ 1.79 / 200 g

Fior di Latte Mozzarella – Pulizia e freschezza lattica per questa lavorazione commissionata dalla catena al Caseificio Pugliese Fratelli Radicci, che compare con il suo siero e la tendenza a “sfogliarsi” adeguatamente. All’olfatto deciso — impronta lattica fresca segnata qua e là da accenti più spigolosi di yogurt greco e kefir — si contrappone uno schema aromatico composto e lineare. Il morso ne sottolinea la giusta umidità e tenacia, visto che pure la pelle presenta una certa consistenza. Manca quel pizzico di sale in più capace di valorizzare il prodotto.
 

€ 0.89 / 100 g

Centrale del Latte di Roma

€ 0.89 / 100 g

Mozzarella – La società partecipata da Roma Capitale prepara una pasta filata che al taglio richiama la compattezza tipica del fiordilatte e al naso una sequenza aromatica delicata, a metà fra il lattico fresco e quello acido. Simili percezioni si riscontrano al palato, dove l’apporto di sale è davvero contenuto, l’acidità calibrata e la dolcezza persistente, ma niente affatto stucchevole. Per quanto riguarda la texture, il boccone può ritenersi gradevolmente umido e succoso, oltre che abbastanza consistente.

€ 1.59 / 100 g

Conad

€ 1.59 / 100 g

Mozzarella biologica – La linea “verde” di questa catena di supermercati fornisce un prodotto a latte vaccino che mostra la giusta resistenza e fibrosità al taglio, assiema a una conforme fuoriuscita di siero. Il ventaglio olfattivo appare pulito e definito, al di là della compresenza di sentori di lattico fresco e indizi di lattico cotto. I sapori sono sostanzialmente in equilibrio fra loro, merito pure del guizzo finale offerto dal ritorno acidulo. In bocca, l’umidità conferisce succulenza all’assaggio.

€ 1.09 / 125 g

Carrefour Italia

€ 1.09 / 125 g

Fior di latte – Campione bianco latteo e dalla forma regolare, più o meno compatto al taglio. Il naso si orienta su note di latte tenui, che sfiorano il ricordo di yogurt. Sobrietà aromatica che viene confermata al palato, dove la dolcezza prevale con nitore, mentre la sapidità quasi rimane nelle retrovie. Alla struttura umida, ma meno succosa di quanto ci si attende, corrisponde una buona elasticità, oltre che tenacia.

€ 3.95 / 350 g

Cuomo

€ 3.95 / 350 g

Fior di latte – Pasta filata da «filiera certificata» dell’Agro Pontino appartenente a Granarolo, che segnala una certa morbidezza nel momento in cui la lama affonda. Se note rotonde e accomodanti di latte e burro solleticano l’olfatto, il gusto si caratterizza per una maggiore vivacità, pur all’interno di un registro lattico delicato. Il boccone è schietto nelle sue sfaccettature dolci e impercettibilmente acidule, supportate da una dose decisa di sale. Migliorabile la texture, che sotto i denti manca di un pizzico di tenuta.

€ 4.89 / 3x100 g

Francia Mozzarella

€ 4.89 / 3x100 g

Mozzarella – L’esemplare della famosa azienda casearia pontina esibisce un naso lattico, in parte fresco, in parte acido. Traiettoria olfattiva che trova congruenza con gli aromi rilevati alla bocca, senza trascurare il corpo acidulo che arriva a intersecarsi con residui più dolci, come se fossero lì per levigare un pochino gli angoli dalla parvenza di yogurt. Dal taglio all’assaggio la struttura risulta mediamente elastica, fibrosa e succosa. Prova d’assaggio superata.

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