Fiera di Verona

Rivoluzione Vinitaly: i distillati arrivano in fiera per restarci. Ecco come sarà il padiglione Xcellent Spirits

Sessanta espositori, un bar centrale e ogni sera l'ora dell'aperitivo. Veronafiere insieme a Gang of Spirits apre alla mixology: "Non è un esperimento, ma un cambio di prospettiva"

  • 06 Aprile, 2026
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Fino a ieri era un angolo “più grande degli altri”. Un bancone riconoscibile, un punto d’incontro che chi bazzica le fiere sa individuare al volo: ci passi, assaggi, scambi due biglietti da visita, ti fai un’idea e te ne vai. Nel 2026 cambia la scala e cambia il messaggio. Vinitaly apre un padiglione dedicato agli spirits e lo chiama Xcellent Spirits, un format B2B totalmente rinnovato che debutterà nella 58esima edizione, in programma a Verona dal 12 al 15 aprile.

Non una comparsa, ma un luogo con una sua grammatica, pensato per stare dentro il perimetro della manifestazione come parte integrante dell’ecosistema, non come attrazione laterale, co-prodotto da Veronafiere in collaborazione con Gang of Spirits, piattaforma che accelera la crescita dei brand beverage attraverso un modello integrato di eventi, sviluppo del canale trade, network internazionale e servizi digitali strategici orientati al business.

«Non è un pop-up, non è un esperimento, non è una prova: è proprio un cambio di direzione voluto dalla Fiera di Verona». La definizione di Marco Bertoncini, cco di Gang of Spirits, sintetizza il senso dell’operazione. Non si tratta di aggiungere metri quadrati, ma di ridefinire un perimetro. «Non è un ampliamento di superficie. È una dichiarazione di intenti condivisa».

Un cambio di prospettiva

L’edizione 2026 segna l’ingresso strutturale dei distillati nella fiera del vino più importante d’Italia. Una scelta che si inserisce in un movimento più ampio: negli ultimi anni Wine Paris, con l’area Be Spirits, e ProWein, con ProSpirits, hanno tracciato la stessa rotta. Il vino non è più un universo autosufficiente ma parte di un organismo beverage in cui distillati, vermouth, liquori e miscelazione dialogano sempre più strettamente. Importatori e distributori ampliano i portafogli, i cataloghi si fanno trasversali, le carte dei locali riflettono questa convergenza.

Il padiglione Xcellent Spirits

Vinitaly intercetta questa trasformazione con un progetto che parte con ambizione ma senza forzature. All’interno di una tensostruttura esterna dedicata, che supera i mille metri quadrati, prenderà forma quella che viene definita “la puntata zero”: un debutto con circa sessanta espositori, calibrato per costruire fondamenta solide.

«Sarà un padiglione accogliente, un piccolo gioiellino. Parliamo di una sessantina di espositori: non partiamo con l’acceleratore tirato sulla quantità, perché l’ecosistema spirits ha bisogno di tante cose – spiega Bertoncini – ha bisogno di spazio, di contenuti, di cultura. Va dalla produzione alla distribuzione, ma passa anche dalla formazione e dal racconto».

Non solo esposizione, dunque, ma contenuto. Il padiglione sarà articolato in due macro-aree: una dedicata a distillati, liquori e vini aromatizzati e fortificati, l’altra focalizzata su Drinks & Mix, con soft drink, hard seltzer e ready-to-drink. Al centro, il Temple Bar, spazio scenico e operativo dove bartender italiani si alterneranno in sessioni di miscelazione dal vivo, con carte costruite sui temi delle singole giornate. Accanto, un calendario di masterclass con quattro sessioni quotidiane dedicate ad approfondimenti tecnici e confronto internazionale.

C’è poi un dettaglio che racconta bene la direzione: l’Aperitivo all’italiana, con apertura prolungata fino alle 19.30 in due giornate e accessi contingentati con l’obiettivo di prolungare il networking tra aziende e operatori. «È un modo per far incontrare distributori, produttori e addetti al settore in un momento conviviale e rilassato al termine dei lavori e degli incontri giornalieri», sottolinea Bertoncini. Perché l’affare può nascere anche in contesti più conviviali e meno formali.

La crescita degli spirits e la passione del bere miscelato

L’investimento sugli spirits si inserisce in un quadro economico che resta strutturalmente dinamico. Secondo dati Nomisma, nel 2024 l’export italiano degli spirits ha raggiunto 1,75 miliardi di euro, con una crescita del 41% nel quinquennio 2019-2024. Il 2025 ha registrato una flessione nei primi mesi, ma senza alterare la traiettoria di medio periodo. In mercati come gli Stati Uniti alcune categorie – tra cui il gin e le acquaviti – hanno mostrato segnali in controtendenza rispetto al quadro generale. Il gin, ad esempio, rappresenta ancora solo il 3% del mercato americano, lasciando margini di sviluppo importanti rispetto a categorie più consolidate come la vodka.

È su questa dimensione internazionale che Xcellent Spirits intende giocare una partita rilevante. Vinitaly, nella scorsa edizione, ha registrato 97.000 visitatori con una quota estera al 33%. «Se vuoi mettere un piede fuori dall’Italia, Vinitaly diventerà il posto numero uno per fare questa cosa», osserva Bertoncini. Una frase che vale per il vino e che ora viene estesa anche ai distillati.

Il dialogo tra vino e spirits non è soltanto economico. È culturale. Il ritorno del vermouth, categoria profondamente radicata nella tradizione italiana, è uno dei segnali più evidenti di questa interconnessione. «Abbiamo una grandissima storia di vermouth e negli ultimi anni sta riprendendo tantissimo piede». E non è un fenomeno isolato: «Il mercato del vino e quello degli spirits si stanno sempre più interconnettendo». L’orizzonte è quello di un’offerta capace di coprire l’intera giornata del consumo: «L’offerta commerciale oggi può andare dall’aperitivo al dopo cena passando per il pasto». «Diventeranno sempre più fratelli», aggiunge Guido Gherardi, ceo di Gang of Spirits.

Sperimentazioni e no alcol

Dentro questo scenario trovano spazio anche sperimentazioni come Ginnasium Lab, laboratorio dedicato al gin che unisce design, storytelling e analisi neurosensoriale. Cinque designer sono stati chiamati a immaginare un gin legato alla propria regione; il racconto è stato tradotto in ricetta e packaging e analizzato con strumenti di neuromarketing per misurare reazioni e percezioni del pubblico. Un progetto che ribadisce come, nel mondo contemporaneo dei distillati, identità e narrazione siano elementi centrali quanto la tecnica produttiva.

Il padiglione non ignora nemmeno le tendenze del presente. Vinitaly, infatti, svilupperà un’area dedicata ai prodotti NoLo e dealcolati realizzata in collaborazione con Unione italiana vini.

Perché il fenomeno è sotto osservazione, ma non ridisegna l’identità del progetto. «Secondo me stiamo difendendo un rituale», riflette Bertoncini a proposito delle bevande che imitano i distillati senza alcol. «Se uno sceglie di non bere, può bere altro. L’importante è che sia una scelta consapevole».

Il tema del rituale ritorna anche nel confronto tra artigianalità e tecnologia. Accanto al Temple Bar, troverà spazio un sistema automatizzato per la preparazione di cocktail. «Mettiamo di fianco la modernità con una macchina… a dimostrazione che può fare comunque a regola d’arte un cocktail pure lei», osserva Gherardi. La modernità non cancella il barista: lo affianca. Tradizione e precisione convivono. Gesto e ripetibilità si completano.

«In una fase in cui il vino attraversa una stagione di assestamento in alcuni segmenti e mercati, il comparto spirits mostra una maggiore capacità di presidiare i nuovi rituali di consumo – dall’aperitivo alla mixology – intercettando format più esperienziali, dinamici e trasversali. Non è solo una questione di trend economici, ma di posizionamento culturale: i distillati si inseriscono con naturalezza nei linguaggi contemporanei e nelle occasioni di socialità che oggi guidano le scelte di consumo, soprattutto tra le generazioni più giovani», spiega Gherardi. Ed è per questo che Vinitaly sceglie di leggere il beverage in chiave integrata, come sottolineato da anche da Gianni Bruno, direttore generale vicario di Veronafiere: «Xcellent Spirits rappresenta l’avvio di un piano strategico pluriennale con cui Vinitaly intende valorizzare il settore, integrandolo stabilmente nella piattaforma fieristica».

La “puntata zero” sarà il banco di prova. Ma il messaggio è già chiaro: il distillato non è più un ospite di passaggio. È parte della casa.

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