In questo borgo vivono poco piรน di dieci persone. Eppure, ogni sera, i vicoli si riempiono di tavoli, voci, decine di piatti e in alcuni periodi dell’anno di centinaia di candelle. Siamo a Torre del Colle, una frazione sopra Bevagna, in Umbria. Un posto che per anni รจ rimasto fuori dai radar, finchรฉ un ristorante non ha iniziato a occupare letteralmente le strade del paese. Si chiama Serpillo, ed รจ qualcosa di diverso da un ristorante normale.
Basta seguire i ciottoli della pavimentazione che dalla campagna conducono allโinterno del castello medievale di Torre del Colle per imbattersi nei tavolini colorati del ristorante. Qui la cucina regionale contemporanea incontra le materie prime del territorio, in un menu che riflette lโidentitร umbra e le esperienze internazionali degli chef. Questo ristorante diffuso รจ diventato il cuore pulsante di un borgo che conta pochissimi residenti. Un lavoro costruito anche insieme agli abitanti della frazione, che negli anni hanno contribuito alla cura degli spazi e all’ospitalitร tra i vicoli.ย

A pochi chilometri da Bevagna, uno dei borghi piรน belli dโItalia, Torre del Colle racconta un’Umbria al di fuori dagli itinerari turistici. Una manciata di case si diramano su una collina affacciata sulla valle dellโAttone, all’interno di questa piccola frazione ai piedi dellโAppennino umbro-marchigiano. Negli ultimi anni, perรฒ, il borgo ha ritrovato nuova vitalitร grazie allโesperienza dellโostello diffuso Turris Collis, nato dal recupero di antichi edifici del paese. ร proprio da questo progetto di rigenerazione che prende forma anche Serpillo, il ristorante che oggi rappresenta lโanima gastronomica del castello.

ยซAvevo 23 anni e lavoravo a Parigi, ero a Bevagna per far visita alla mia famiglia quando ho ricevuto una chiamata dai proprietari di questo immobileยป, racconta a Gambero Rosso Daniele Giorgetti, chef di Serpillo. ยซPer circa sei anni il ristorante era stato gestito da Giorgione, poi lui aveva deciso di lasciare e cercavano qualcuno che prendesse in mano il locale. Allโinizio dissi di noยป. Giorgetti, perรฒ, accetta di visitare lo spazio: ยซQuando hanno aperto le porte del ristorante me ne sono completamente innamoratoยป. ร cosรฌ che prende il via lโavventura del giovane chef a Torre del Colle.

Tra quelle mura medievali che lo avevano conquistato, Giorgetti porta la sua esperienza internazionale maturata tra Londra, Dubai e Parigi. Al suo fianco cโรจ la chef Martina Piccioni, amica di lunga data e originaria della vicina Spello, che contribuisce alla cucina di Serpillo con influenze arabe e francesi e una particolare attenzione alla proposta vegetale. Dallโincontro di questi percorsi nasce una cucina che Giorgetti definisce ยซregionale italiana: manteniamo lโUmbria al centro, valorizzando le materie prime locali e reinterpretando ricette provenienti da diverse tradizioni regionaliยป.
Nel menu convivono cosรฌ la fregola sarda e il petto dโoca, carne simbolo della tradizione umbra di Ferragosto. Tra i piatti piรน identitari ci sono anche le paste ripiene: bottoni e plin sono i formati piรน richiesti, questi ultimi serviti insieme a โnduja e tartufo. Da Serpillo non manca mai neppure il baccalร , ingrediente radicato nella cucina popolare umbra grazie alla sua lunga conservazione. In inverno viene accompagnato da scarola arrosto e noci, mentre nella versione estiva รจ proposto con zafferano, zucchine alla scapece e capperi.

Piรน che un semplice ristorante, Serpillo รจ diventato negli anni un progetto capace di restituire vitalitร a un borgo quasi disabitato. Con i suoi sessanta coperti, distribuiti lungo il vicolo principale del castello, il locale si รจ progressivamente โallargatoโ dentro Torre del Colle: ยซร successo tutto in maniera naturale – precisa Giorgietti – Allโinizio siamo stati anche un poโ ingombranti, ma i residenti ci hanno aiutato tantissimo: tengono il paese pieno di fiori e sempre curatoยป.
Negli anni, tra piccoli restauri, pedane sistemate e muri recuperati, Serpillo ha contribuito a dare centralitร nella scena locale alla piccola frazione, grazie anche ad alcuni eventi promossi dal ristorante, come le cene al lume di candela. Lโidea arriva da una campagna di sensibilizzazione sul risparmio energetico promossa da Rai Radio2, che ispira gli chef a spegnere completamente le luci del ristorante e illuminare le antiche volte medievali soltanto con le candele. ยซLa prima volta ne accesi un centinaio, sembrava quasi una scena gotica. Oggi, da novembre a marzo, due volte a settimana Serpillo accende oltre 300 candele per seraยป, racconta Daniele. โSerpillo al buioโ รจ un appuntamento intimo, che consente ai commensali di prendersi il tempo per unโesperienza che va oltre il cibo e che parla di socialitร e collaborazione, grazie a due giovani che sono tornati a casa credendo nella loro terra.ย
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