Ci sono trattorie dove il menu cambia ogni tre mesi. E poi cโรจ Arieddas, nel cuore della Marmilla, dove cambia in base a quello che raccolgono i contadini, a ciรฒ che arriva dallโorto e persino a come soffia il vento sulle colline sarde. Qui non si viene per la cucina spettacolare o per i piatti costruiti per Instagram, ma per mangiare una Sardegna agricola, ruvida e profondamente vera, raccontata dallo chef Francesco Vitale attraverso paste artigianali, brodi antichi, pecora, pani tradizionali e verdure cucinate senza maschere. Dentro una cantina circondata da vigne, Arieddas sta portando avanti uno dei progetti gastronomici piรน interessanti dellโisola.

Arieddas, con la visione di Pier Giorgio Parini, intreccia natura, vino e creativitร e racconta il territorio circostante, la Marmilla, agricola e vera. Siamo in una terra di colline morbide e sinuose, che al tramonto si tingono di rosso e oro, in un paesaggio antico, punteggiato da nuraghi e campi di grano, dove il tempo scorre lento e la natura custodisce il respiro autentico della Sardegna. E Arieddas raccoglie bene questa identitร , quasi a voler unire i puntini che collegano la storia e la cultura di questi luoghi.
Anche la sala, luminosa e accogliente, che guarda le vigne con grandi vetrate e si veste di legno, argilla e tessuti artigianali, sembra voler rinsaldare le radici nel territorio, lanciando un abbraccio anche verso il resto dellโisola.

Il menu, alla carta o in degustazione, รจ pensato per la condivisione, con piatti che diventano occasione di convivialitร e segue quasi la logica della quotidianitร : ciรฒ che arriva, dai contadini, gli allevatori e la tenuta intorno alla vigna, si cucina.
Le verdure dellโorto, i legumi, le paste artigianali: cโรจ tanto pensiero dietro questa carta che non cerca di stupire, ma vuole quasi portare in primo piano una rivoluzione contadina del gusto. Cosรฌ le lorighittas di Morgongiori si vestono di un ragรน di pollo ruspante, arricchito dai fegatini, con un sapore che sa di casa, su pani lentu, ricavato dalla sfoglia di carasau, diventa una piadina in stile sardo, con un ripieno di gallina, verdure marinate e formaggio, l’uovo al sugo (sโou cun bagna) ricorda le sere dโestate, con i pomodori arrostiti che invitano alla scarpetta, con il pane preparato a mano.

E ancora il filindeu, una pasta rarissima, immerso in un brodo di pecora o la pecora stessa di Sanluri proposta in tre consistenze diverse, dallo spezzatino allo spiedino, accompagnata da verdure dellโorto e profumi intensi. Non mancano le sorprese, con lโanguria brasata, che in bocca si fa carnosa e sorprendente, e resta impressa. O con il coniglio in fricassea, che per scelta viene servito completo di ossa, come si faceva un tempo, lontano dalle mode, ma puntando sullโessenzialitร della tecnica. Il servizio รจ semplice e sincero, ma attento. La carta dei vini, essenziale ma intelligente, valorizza la produzione interna, ed รจ affiancata da etichette d’oltremare.
Insomma, ad Arieddas tutto sembra parte dalla campagna e anche i piatti piรน sorprendenti non cercano mai lโeffetto speciale, ma qualcosa di molto piรน difficile, ovvero restituire il sapore di una Sardegna agricola ancora viva.
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