A Todi cโรจ un formaggio che si mangia soltanto dopo aver rotto un coccio di terracotta con una “bacchetta” e che prende ispirazione da uno dei piรน antichi processi per stregoneria documentati in Italia. Si chiama “Filtro dโAmore“, nasce nel Caseificio Montecristo ed รจ legato alla storia di Matteuccia da Todi, quella che con ogni probabilitร รจ stata la prima donna processata e condannata al rogo nel 1428. Potrebbe sembrare unโoperazione di storytelling ma il punto รจ un altro: dietro questo formaggio esiste un lavoro preciso di affinamento, materie prime ed erbe officinali recuperate direttamente dagli atti originali del processo conservati nellโArchivio storico comunale di Todi.

Spesso i prodotti costruiti attorno a una storia puntano tutto sulla narrazione. Qui, invece, regge soprattutto la parte tecnica. Il formaggio nasce nel Caseificio Montecristo, realtร produttiva attiva da circa trentโanni e con oltre cento referenze allโattivo tutte autoprodotte. Qui il titolare Riccardo Marconiย ha deciso di costruire un prodotto che non fosse semplicemente โispiratoโ alla storia locale, ma che cercasse di dialogare direttamente con le fonti storiche.
Lโidea รจ partita infatti da un lavoro sugli atti processuali di Matteuccia, considerati dagli studiosi uno dei primi processi per stregoneria documentati in Europa. Quello del 1428 รจ uno dei primi casi documentati di processo per stregoneria in Europa e contiene riferimenti dettagliati alle erbe officinali che la donna avrebbe utilizzato per guarigioni e filtri amorosi da cui il formaggio prende il nome.

Dal punto di vista tecnico il formaggio si distingue per una lavorazione piuttosto insolita. La base รจ costituita da latte misto di vacca, pecora e capra, una combinazione che rende il profilo aromatico piรน complesso e che storicamente appartiene a molte aree pastorali dellโItalia centrale. Prima della chiusura definitiva, la forma viene cosparsa con un miscuglio di erbe locali citate negli atti del processo del Quattrocento. Si tratta di piante che nella cultura erboristica medievale erano associate a proprietร officinali, balsamiche e, secondo le credenze dellโepoca, perfino afrodisiache.
Quando nel Medioevo e nella prima etร moderna si parlava di filtri dโamore, non si faceva necessariamente riferimento a pratiche magiche o pozioni nel senso moderno del termine. Piรน spesso si trattava di preparazioni fitoterapiche, miscugli o rimedi popolari che si collocavano in una zona grigia tra medicina, superstizione e sapere erboristico, quindi era molto facile essere accusati di stregoneria. Matteuccia, negli atti processuali, appare proprio come una Domina Herbarum (dicitura poi scritta sulla confezione del prodotto), una conoscitrice delle proprietร delle piante.
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Una volta aromatizzato, il formaggio viene chiuso in un coccio di terracotta e lasciato maturare per almeno tre mesi. Lโutilizzo della terracotta modifica le condizioni di affinamento creando un microambiente specifico in termini di umiditร , ossigenazione e sviluppo aromatico. Non si tratta esattamente di una stagionatura in grotta, ma richiama quella logica: maggiore profonditร olfattiva, intensitร aromatica piรน sfumata e una consistenza che tende a restare morbida pur acquisendo struttura. ร una tecnica antica diffusa in diverse aree del Mediterraneo, dove materiali porosi e recipienti naturali aiutavano conservazione ed evoluzione aromatica.

Nella confezione รจ incluso un cartiglio che racconta la storia di Matteuccia e riporta una formula attribuita alla donna durante il processo inquisitorio. ยซUnguento unguento, mandame a la noce de Benivento, supra agua et supra vento et supra ad omne maltempoยป. Secondo le accuse dellโepoca, quella formula serviva a provocare il volo magico perchรฉ alla fine Matteuccia confessรฒ di essere una strega. Lo fece dopo torture indicibili, per smettere di soffrire: oggi quella formula viene recuperata come parte di un rito narrativo che accompagna lโapertura del coccio. Una bacchetta di metallo da usare come un martello per rompere il recipiente, tirar fuori il formaggio dalla confezione e gustare un prodotto costruito attorno a fonti storiche reali, erbe officinali e tecniche di affinamento.

Lo spiega lo stesso Riccardo Marconi: ยซร un prodotto speciale per tanti motivi, ma vuole essere anche un omaggio alla storia della cittร dove operiamo e uno stimolo per promuovere iniziative di valorizzazione culturale e turisticaยป. In unโItalia in cui si parla continuamente di valorizzazione dei territori, il problema non รจ inventare nuove storie, ma imparare a lavorare meglio con quelle che esistono giร . A Todi hanno scelto di partire da un processo del Quattrocento, da erbe annotate in un archivio e da una donna condannata al rogo sei secoli fa. Il risultato รจ un formaggio raro โ prodotto in poche decine di pezzi allโanno โ che prova a tenere insieme memoria storica e gusto senza sacrificare nessuna delle due cose.
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