[caption id="attachment_136927" align="alignnone" width=""]Agogna Morta, Robbio, terza tappa via Francigena[/caption]

Siamo giunti alla terza tappa del percorso sulla via Frangicena, un itinerario che porta i camminatori alla scoperta della campagna pavese, zona di risaie, lumache e rane, ma anche di architetture antiche, monasteri e affascinanti percorsi naturali.

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La terza tappa: da Vercelli a Pavia

La terza tappa del cammino lungo la via Francigena attraversa il cuore della Lomellina, in provincia di Pavia. Un percorso non particolarmente impegnativo, che costeggia in parte il fiume Sesia e si snoda lungo risaie e campi coltivati, allungandosi fino al Parco del Ticino. All’interno le tratte Vercelli – Robbio (18,6 km), Robbio – Mortara (14,3 km), Mortara – Garlasco (20,7 km) e Garlasco – Pavia (25,5 km).

 

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Da Vercelli a Robbio

Lasciata Vercelli, l’ultimo tratto della via Francigena piemontese si articola lungo l’argine del fiume Sesia, tra pioppi e risaie, per oltrepassare il confine con la Lombardia fra Barola e Palestro. Fondato intorno al 999 d.C., Palestro fu un centro di importanza fondamentale in epoca romana, grazie alla sua posizione strategica: nel cuore della cittadina si trova la chiesa barocca di san Giovanni Battista, risalente al XVII secolo, ma anche la chiesa di san Martino di Tours, che nel tempo ha subìto diverse modifiche e rimaneggiamenti, sino all’attuale estetica neogotica.

 

Da Vercelli a Robbio, cartello di indicazioni sulla via FrancigenaLa via Francigena da Vercelli a Robbio

Continuando il cammino verso sud est si giunge a Robbio, chiamato Redobium in epoca romana, come raccontato da Plinio il Vecchio nel suo Naturalis Historia. È famoso per il Palio dell’Urmon, una particolare gara dedicata a un albero, il grande olmo storico simbolo del paese, chiamato appunto Urmòn dal dialetto robbiese. Dopo 220 anni di vita, nel corso degli anni ‘70 del ‘900 un processo degenerativo dovuto ad un fungo rese il grande albero sempre più debole, finché non fu abbattuto, a malincuore, dalle istituzioni del borgo. Per celebrare il suo legame con i robbiesi, oltre a distribuire alcune sezioni del tronco ai cittadini, fu indetta una giornata celebrativa durante la quale 8 contrade si sfidano in diverse attività sportive. In questo centro è possibile visitare anche la chiesa di San Pietro, costruita tra il 1125 e il 1150 e considerata un gioiello dell’arte romanica.

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Da Robbio a Garlasco, passando per Mortara

Lasciando Robbio, una serie di stradine sterrate alternate a risaie accompagnano i viaggiatori fino Nicorvo, zona molto interessante dal punto di vista naturalistico. Qui si trova la cosiddetta Agogna Morta, un’area particolarmente umida dove sono state collocate delle piante rare, in parte autoctone in parte estranee alla flora locale, così da diventare una sorta di laboratorio naturale a cielo aperto. Proseguendo verso sud e lasciando sul lato est il piccolo borgo di Ceretto Lomellina si arriva a Mortara, località di cui parla anche Ludovico Ariosto ne I Cinque Canti (1518-1519). Tra le molte architetture da visitare in questa zona, la Basilica di San Lorenzo, in stile gotico lombardo, che conserva opere pittoriche e scultoree dei secoli XV, XVI e XVII (tra cui i lavori di Paolo da Brescia, Gaudenzio Ferrari, Bernardino Lanino, Lorenzo da Mortara), e l’Abbazia di Sant’Albino, appena fuori dal centro abitato, che secondo la leggenda fu fondata da Carlo Magno nel 773. Fra le opere civili, invece, suggeriamo una visita Teatro Vittorio Emanuele II, edificato nel 1846 su progetto dell’architetto Celestino Braccio.

 

Agogna Morta, Robbio - via FrancigenaAgogna Morta, Robbio

Da Mortara, una serie di strade costellate da cascine, con qualche piccolissimo dislivello, conducono a Garlasco, dopo aver oltrepassato il piccolo borgo di Tromello. Di fondazione pre-romana, Garlasco ospita la chiesa di Santa Maria Assunta, costruita in stile corinzio fra il 1715 e il 1783, e l’affascinante Santuario della Madonna della Bozzola (1465). La frazione Bozzola si estende all’interno dell’area protetta del Bosco del Vignolo, zona caratterizzata da una notevole biodiversità, grazie anche alla presenza di numerose risorgive e fontanili.

 

Da Garlasco a Pavia

Subito dopo Garlasco il tracciato della via Francigena si sovrappone a quello interno al Parco del Ticino, in particolare al sentiero E1, da cui si gode di splendidi panorami sul fiume, sui fitti boschi di pioppi, salici e ontani. È questa una zona riccamente popolata da uccelli, pesci e mammiferi di piccola taglia.

 

Certosa di PaviaCertosa di Pavia

Appena entrati nel parco si giunge a Gropello Cairoli, edificata lungo una strada medievale, che ospita le chiese di San Rocco e San Giorgio Martire. Superata Villanova d’Ardenghi, un tempo possedimento del monastero di Santa Maria Teodote di Pavia, dopo pochi chilometri si arriva nei pressi del Ponte Coperto, chiamato anche Ponte Vecchio, che porta nel cuore di Pavia. La città vanta un grande patrimonio artistico e culturale e coloro che decidono di soggiornarvi avranno dunque l’imbarazzo della scelta sulle mete delle loro visite. Dalla celebre Certosa, fondata nel 1396 e considerata uno dei monumenti più importanti del Rinascimento, al Duomo dedicato a Santa Maria Assunta e al proto martire Santo Stefano, un imponente edificio con pianta a croce greca e una maestosa cupola ottagonale in muratura, tra le più grandi d’Italia per altezza ed estensione. Un’altra architettura che vale la pena visitare è la Basilica di San Michele Maggiore, considerato un capolavoro dello stile romanico lombardo, famosa anche per aver ospitato, nei secoli, sfarzose cerimonie e incoronazioni, tra cui anche quella di Federico I Barbarossa, nel 1155.

 

Pavia, la lavandaia - foto di Michele CassaniPavia, la lavandaia – foto di Michele Cassani

Con Pavia si conclude la terza tappa della via Francigena, viaggio che ci porterà alla scoperta dei percorsi più suggestivi e delle migliori tavole lungo questo itinerario storico, che porta fino a Roma. Ci troveremo per la quarta tappa nei prossimi giorni.

 

CONSIGLI DALLA GUIDA RISTORANTI 2017

Guallina (Mortara)

Oltre 25 anni di storia per questa trattoria dall’aria informale ma curata, situata nell’omonima frazione del comune di Mortara. Il menu ruota intorno alle ricette locali e cambia secondo la stagionalità e la disponibilità di prodotti. Piatto di punta da sempre è l’oca, cotta al forno e accompagnata dalle immancabili patate, ma anche le portate che vedono protagoniste rane e lumache sono celebri fra gli avventori. Interessanti proposte dal carrello dei formaggi. Carta dei vini non molto ampia ma che ben si abbina alla proposta gastronomica. Due Gamberi nell’edizione 2017 della guida Ristoranti d’Italia.

 

Ressi (Pavia)

Una trattoria elegante e raffinata a pochi metri dall’orto botanico di Pavia. Il menu di Cristina Falavigna si divide fra i classici della gastronomia pavese e proposte più creative. In sala Marco Bortolotti accoglie i clienti suggerendo i migliori abbinamenti, grazie anche a una cantina piccola ma zeppa di etichette di qualità. Buoni i dolci della casa, fantasiosi e golosi. Un Gambero nell’edizione 2017 della guida Ristoranti d’Italia.

 

CONSIGLI DALLA GUIDA PIZZERIE D’ITALIA 2017

 

Cascina Vittoria (Rognano)

Un indirizzo di riferimento per la pizza napoletana nei dintorni di Pavia. Il locale è una cascina ristrutturata e arredata con colori caldi, dotata di orto esterno che rifornisce la cucina. La pizza, fragrante e molto digeribile, ha un cornicione alto e morbido, proposto anche in versione ripiena. Farine macinate a pietra, lievitazioni di 48 ore e topping realizzati con ingredienti di qualità fanno il resto. In menu anche piatti della tradizione e ottime carni alla brace. Uno Spicchio nell’edizione 2017 della guida Pizzerie d’Italia.

 

Da Pupetta (Vercelli)

Un occhio alla tradizione e uno alla creatività, per questo locale che propone pizza all’italiana nel cuore di Vercelli. Oltre agli impasti classici e integrali, diverse le sperimentazioni, come quello con farina di riso o il mix creato per la specialità al padellino. Lievitazioni lunghe rendono il prodotto soffice e fragrante allo stesso tempo, mentre i condimenti sono realizzati con materie prime del territorio. Ampio il menu, con una trentina di proposte fra quelle classiche e quelle più fantasiose. Buona la cantina, con selezione di vini e birre artigianali della zona. Uno Spicchio nell’edizione 2017 della guida Pizzerie d’Italia.

 

La Piedigrotta (Vercelli)

Da oltre 40 anni al timone di questa pizzeria di Vercelli, la famiglia Tagliafierro propone una pizza all’italiana sottile, croccante e molto profumata. Le farine sono selezionate con cura, i prodotti utilizzati sono di aziende locali e i gusti piuttosto classici, anche se non manca qualche variazione, soprattutto nel periodo estivo. In menu anche piatti di pesce e qualche ricetta della cucina vercellese. Da bere birre alla spina e una piccola selezione in bottiglia. Due Spicchi nell’edizione 2017 della guida Pizzerie d’Italia.

 

CONSIGLI DALLA GUIDA PASTICCERI&PASTICCERIE 2017

 

Barbieri (Pavia)

Una produzione dolciaria non ampissima ma di grande qualità per questa pasticceria nel cuore di Pavia. Cavallo di battaglia è il Lattemiele, un bignè farcito con crema chantilly e ricoperto da granella di zucchero. Ma qui si possono assaggiare anche ottime brioches, cornetti semplici o farciti, tartellette alla frutta e alla marmellata. Interessante il reparto torte, con la torta ticinese a farla da padrona, così come quello dei semifreddi. Una Torta nell’edizione 2017 della guida Pasticceri&Pasticcerie.

Vigoni (Pavia)

È la pasticceria più antica di Pavia, fondata da Enzo Vigoni nel 1878. Gli arredi in stile liberty e l’eleganza delle linee caratterizzano il locale, così come la torta paradiso, inventata dal titolare nel secolo scorso e fatta sempre a regola d’arte. Ampio il reparto di biscotteria classica, dai krumiri ai baci di dama, passando per gli ovis mollis farciti. Piccolo angolo bar per la colazione, con brioches fragranti e arricchite da marmellate di vario tipo. E ancora cannoncini di sfoglia, crostate e ventaglietti. Una Torta nell’edizione 2017 della guida Pasticceri&Pasticcerie.

 

CONSIGLI DALLA GUIDA BAR D’ITALIA 2017

Caffè Janko (Pavia)

Un paradiso per gli amanti del caffè, tappa imperdibile per gli appassionati di questa bevanda. Tante le proposte, con specialità da ogni angolo del mondo, dai prodotti più aromatici ai più delicati, in diversi gradi di tostatura per soddisfare ogni esigenza. Ampia l’offerta anche dei dolci, in particolare sui biscotti classici e sulle tavolette di cioccolato, ma molto varia anche l’offerta di torte e crostate. Punto di forza del locale le caramelle artigianali in diversi gusti. Tre Chicchi e Due Tazzine nell’edizione 2017 della guida Bar d’Italia.

 

indirizzi

Caffè Janko | Pavia | corso Strada Nuova, 19 | tel. 0382 32289 | www.janko.it

Cascina Vittoria | Rognano (PV) | via Roma, 26 | tel. 0382 923772 | www.cascinavittoria.it

Barbieri | Pavia | corso Strada Nuova, 3 | tel. 0382 300135

Da Pupetta | Vercelli | corso Libertà, 29 | tel. 0161 257784 | www.facebook.com/Da-Pupetta-202366616761686/?rf=263200487113348

La Piedigrotta | Vercelli | corso Libertà, 87 | tel. 0161 254818 | www.facebook.com/La-Piedigrotta-Ristorante-pizzeria-681457111953180/?rf=150364508334536

Guallina | Mortara (PV) | fraz. Guallina | via Molino Faenza 19 | tel. 0384 91962 | www.trattoriaguallina.it

Ressi | Pavia | via Adeodato Ressi, 8 | tel. 0382 20184 | www.ristorantetrattoriaressi.it

Vigoni | Pavia | corso Strada Nuova, 110 | tel. 0382 22103 | www.tortavigoni.com

 

 

a cura di Francesca Fiore

 

 

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