Orient Express, una catena italiana di luxury hotel, presenta un goloso itinerario gastronomico alla ricerca del gusto dei sette vizi capitali attraverso le sette strutture ricettive del gruppo. Un menu on the road all'insegna del peccato. E tu, di che vizio sei?
Pubblicità

Sette sono i colori dell’arcobaleno, sette le stelle più luminose dell’Orsa maggiore e dell’Orsa minore, sette anche i Colli di Roma, le isole Eolie e Canarie, sette i bracci del candelabro ebraico, sette le meraviglie del mondo antico e moderno, i Re di Roma, i giorni della settimana, i nani di Biancaneve, i samurai di Kurosawa, le chiavi musicali come anche i vizi capitali. Dall’astronomia alla geografia, dalla religione e alla cinematografia il numero sette ricorre nella storia dell’umanità. Sarà per caso o per una scelta ragionata che sette sono anche le strutture della catena di hotel Orient Express in Italia, ognuna con la propria proposta gastronomica che in questa estate 2013 crea un ideale percorso gastronomico tracciando una mappa del gusto dei sette vizi capitali. Sette indirizzi, sette chef e sette piatti elaborati proprio per raccontare il sapore del peccato.

Il viaggio non segue l’andamento circolare dei gironi danteschi, ma procede da nord a sud della penisola partendo da Venezia con la lussuria, dove chef Renato Piccolotto all’Hotel Cipriani propone una succulenta Tartare di tonno rosso con frutto della passione…non potrebbe essere altrimenti! Senza dimenticare però l’alimento lussurioso per antonomasia, il cioccolato, protagonista del suadente Nerone Soufflè, morbido e avvolgente.

Andando a Portofino, due indirizzi corrispondono a due piatti e due peccati. All’Hotel Splendido, lo Chef Corrado Corti vi porterà a peccare di avidità con i suoi Novelli del Tigulio al profumi di limone e rosmarino del monte, dove a essere in ballo è la cupidigia che suscitano le erbe aromatiche della sua terra, come confessa lo chef: “L’unico ingrediente cui non potrei rinunciare nemmeno su un’isola deserta è il timo: utile per tutti i tipi di piatti, dal pesce alla carne; ma anche il rosmarino con cui guarnisco questa pietanza conferisce note che in altro modo mai si potrebbero ricreare e che se assaggerete non vorrete condividere neppure con il vostro miglior amico”.

Pubblicità

L’ira è al centro della riflessione gastronomica di Roberto Villa, chef dell’Hotel Splendido Mare che, per sua stessa ammissione, confessa apparenti lampi di nervosismo e cupezza durante il lavoro in cucina. Ira o concentrazione? Fate voi, però non traete conclusioni prima di assaggiare il suo Tonno dorato al pane di kamut e olive taggiasche.

Scendiamo verso il centro Italia a Fiesole, all’antica Villa San Michele, che domina l’intera veduta della splendida città di Firenze, qui, lo chef Attilio Di Fabrizio racconta a modo suo la gola, e sceglie un dolce, la Piccola torta farcita con creme diverse e servita con un infuso di frutto della passioneanche se, confessa, “Il mio peccato di gola è senza dubbio la crostata alla marmellata di more e gelso fatta in casa da mia moglie, di cui sono golossissimo”. Sul fronte carne, invece, a sancire il legame viscerale tra cibo e corpo, sono le Rosette di vitella agli agrumi con purè di carote alla mentuccia e zucchine fritte.

Proseguendo la discesa verso la punta dello Stivale, è d’obbligo fermarsi in Campania, dove lo chef Mimmo Di Raffaele dell’Hotel Caruso di Ravello racconta attraverso la sua cucina la superbia. Si descrive creativo, orgoglioso ed insaziabile di novità e trasferisce tutto questo nei suoi piatti, per esempio Il Ricco e il Povero, dove un prodotto nobile come l’aragosta si accompagna alla più plebea mortadella. La sua ultima creazione è Tu vuò fa l’americano in cui il pane di sesamo accompagna un hamburger di tonno, insalata, patatine e salsa Caesar. Un piatto in cui reinterpreta il fast food di matrice USA con orgoglio – e sapore – tutto campano. Ma è con il Maialino nero casertano con scampi, sedano, mela annurca che interpreta la superbia.

Giungiamo infine in Sicilia, dove andiamo alla ricerca dei sapori di due vizi: invidia e accidia. Certo un vizio, quest’ultimo, di cui non sono vittima la maggior parte dei cuochi, come afferma Roberto Toro del Grand Hotel Timeo di Taormina: “Da chef” ci racconta “siamo sottoposti a grandi sforzi qualunque cosa facciamo e di certo non possiamo permetterci di essere pigri”. Grande energia, dunque, ma altrettanta pazienza per attendere il tempo necessario perché che ogni cosa sia pronta, per esempio le marinature, ecco quindi il suo Carpaccio di gamberone rosso di Mazara con orzo perlato e zenzero marinato, che racconta il tempo e la calma, il lavoro alacre e l’attesa paziente.

Pubblicità

Facendo infine un salto dal centro storico di Taormina al vicino lungomare, a Villa Sant’Andrea, si può facilmente immaginare che la bellezza del mare e dei suoi frutti possa indurre in peccato e suscitare invidia per chi può godere di quel luogo ogni giorno. A rincarare la dose, Salvatore Gambuzza prepara un succulento Trancio di anguilla imperiale con calamaretti spillo al croccante su guazzetto di mandarino… Alla faccia degli invidiosi!

Hotel Cipriani | Venezia | Giudecca, 10 | tel. 041240801 | www.hotelcipriani.com
Hotel Splendido & Splendido Mare | Portofino | salita Baratta, 16 | tel. 0185267801 | www.hotelsplendido.com
Villa San Michele | Fiesole | via Doccia, 4 | tel. 0555678200 | www.villasanmichele.com
Hotel Caruso | Ravello | piazza San Giovanni del Toro, 2 | tel. 089858801 | www.hotelcaruso.com
Grand Hotel Timeo | Taormina | via Teatro Greco 59 | tel. 09426270200 /www.grandhoteltimeo.com
Villa Sant’Andrea | Taormina Mare | via Nazionale, 137 | tel. 09426271200/ www.hotelvillasantandrea.com

a cura di Stefania Bobbio