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Ci siamo. La febbre sale a 90, è il giorno di Italia-Paraguay. Si parte con il solito sandwich croccante di critiche e scetticismo come vuole la tradizione del menu mondiale. In abbinamento una birra artigianale nostrana servita sui 10 gradi.

Nel week end ci siamo golosamente abbuffati di calcio. Siete riusciti a non addormentarvi

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durante Uruguay-Francia o Algeria-Slovenia? Io no. In compenso, siamo stati premiati dalle invenzioni di Messi e dai meccanismi ben oleati della Volkswagen di  Loewe. Sempre affidabili i tedeschi.

Stasera a Cape Town scendono in campo due culture culinarie diverse anche se contigue. Due cucine essenzialmente povere che fanno dell’organizzazione di gioco una ragion d’essere. Siamo lontani, per intenderci, dalle ostentazioni francesi portate in tavola dal diabolico e confuso chef Domenech.

Analisi tecnico-tattica. Torniamo sul pezzo. Ecco l’identikit dei nostri avversari allenati dallo stratega Gerardo Martino, un passato brillante tra i pescatori di San Benedetto del Tronto. L’ingrediente base nella cucina del Paraguay è la manioca (o cassava), un tubero con le cui radici vengono preparati una moltitudine di piatti tipici. Grano contro manioca, ecco il duello principale che deciderà le sorti del match.

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Bollita o fritta, la manioca si ritrova in molti prodotti della piccola nazione bagnata dal fiume Paraguay. Il chipá è un pane tradizionale impastato con amido di manioca, latte, formaggio e uova. Il chipa soo è la saporita versione ripiena di carne. I nostri avversari sono specializzati anche in albóndigas, una zuppa di polpette di carne condita solitamente con salsa de tomate. Sarà curiosa la sfida con le polpette al sugo dell’italica nonna.

La soyo è una classica zuppa a base di carne e verdure, da provare la soyosopy con carne pestata e semi di soja. Altre due specialità sono la sopa paraguaya, con latte, formaggio e uova e lo mbejú, una sorta di omelette con amido di manioca, formaggio fresco e latte.

La grigliata di cui ci vantiamo a Ferragosto si scontrerà con l’asado: un duello a fuoco alto. Da monitorare anche il confronto sulle fasce tra l’asiago e il quesú paraguá. Comparto bevande. Il Paraguay schiera in campo tutta la forza rigenerante del mate nelle varianti terere (freddo) o cocido (caldo) da sorseggiare con la bombilla. A fine pasto viene servito il cana, un rum che ben si sposa con il cacao amaro.

Bravi interpreti delle cucina del Paraguay sono Barrios, Santa Cruz e Vera (particolarmente tonico nelle ultime amichevoli). Bisogna fare attenzione anche agli assoli di Santana. Per i bookmaker dovrebbe suonare dalla panchina.

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In gioco le sorti del girone F dei golosi. La nostra cucina a quattro stelle è pronta?

Il mio pronostico: si vince di misura. Alè!

Piatti mondiali

Migliore. Poker di bistecche alla Bismarck servite su un vassoio d’argento dall’allenatore tedesco Loewe.

Peggiore. Ravioli ripieni di stilton al sugo di papera di Robert Green, statuina inglese.

Lorenzo Ruggeri
14/06/2010