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La nuova edizione del Top Italian Wines Roadshow si è aperta con una grande degustazione all’hotel Marriot Aurora a pochi metri dalla celebre Piazza Rossa. E’ stato il solito bagno di folla, sono passate dai nostri saloni oltre 1300 persone, prevalentemente ristoratori, giornalisti, distributori e sommelier.

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br />«E’ l’evento del vino italiano dell’anno – dichiara Antonio Rollo, executive chef del Giardino dei Ciliegi, sulla Piazza Rossa – e la cucina italiana qui a Mosca va fortissimo. Ci sono oltre mille ristoranti italiani o ispirati all’Italia del gusto».

E molti di questi operatori sono qui oggi con il bicchiere in mano per approfondire la conoscenza dei vini e stringere nuovi contatti commerciali.
In Russia, insomma, il vino italiano piace, come piace lo stile di vita mediterraneo di cui il vino è
portabandiera. 


Luigi Salerno DG Gambero Rosso (a dx) con Dmitry Fedotov, il piu importante giornalista del vino a Mosca e Direttore della rivista “Wine Pages”.

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«Oggi beviamo fondamentalmente vini francesi ed italiani per il segmento medio e medioalto – ci dice Dmitry Fedotov, direttore di una delle pubblicazioni più seguite, Wine Pages – Ma gli altri paesi mediterranei, come Grecia, Portogallo e Spagna hanno capito che in Russia ci sarà una grande crescita di consumi nei prossimi anni, ed hanno iniziato da tempo ad investire seriamente in eventi, iniziative e finaziando campagne di sensibilizzazione sui loro vini. E così il nuovo mondo. Ma l’Italia del vino piace, con le sue tipicità, le sue unicità date dai vitigni autoctoni».
E anche Igor Serdyuk, curatore di numerose iniziative editoriali e della catena di vinoteka.ru e whisky-bar è dello stesso avviso: «Il vino italiano esercita un grande fascino sul consumatore russo. Primo perché è buono, e poi perché ci sono molti legami tra i nostri paesi. L’amore per la moda, la gastronomia e il bello, per esempio. E il fatto che l’Italia è una delle mete di vacanza preferite dei russi. Tutto questo lascia prevedere una crescita importante nei consumi nei prossimi anni». Quella russa, insomma, è una tappa sempre più importante.

E ormai quella del Gambero Rosso, a detta di tutti gli operatori, è la guida di riferimento del settore, con il Gambero Rosso che anche in Russia finisce per essere la presenza istituzionale dell’enologia italiana.

Dopo Mosca abbiamo fatto tappa a Varsavia.

Marco Sabellico
01/12/2010

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